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Ischia meno causaiola, il parere dell’avv. Acunto

Il noto avvocato ed editorialista di punta del nostro giornale ha commentato la riduzione del contenzioso giudiziario sulla nostra isola

«La crisi ha mietuto in modo terrificante, anche perché le decisioni dopo anni di processo non sempre sono in linea con la giurisprudenza o con le leggi. Quindi si fanno anni di processi inutili che possono trovare il giusto vaglio solo in appello. Inoltre la giustizia è sempre più onerosa, e questo è tutto deprimento del concetto stesso di giustizia. Io credo che tra non molto la gente troverà più conveniente rivolgersi alla delinquenza piuttosto che agli avvocati. Bisogna però dire, quando si fa riferimento alla nostra isola, come un luogo “litigioso”, che il ricorso alla giustizia processuale è un segno di civiltà. Perché quando un soggetto ritiene di dover rivolgersi ad un avvocato, si rivolge ad una istituzione statale, per avere ragione o meno. Sta nella capacità dello stato individuare il crinale della verità, nell’ambito delle leggi che lo Stato si da. Quando tutto questo non succede più vuol dire che siamo oltre la civiltà e ritorniamo nella barbarie. Aumentare a dismisura i costi della giustizia non significa frenare i processi, ma significa far crescere percorsi alternativi di ingiustizie»

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