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CRONACA

Ischia mira al Tribunale, istituita una Commissione di studio

L’Assoforense punta alla stabilizzazione della sede giudiziaria, ma anche al riconoscimento di uno “statuto speciale” per l’isola, le cui peculiarità devono finalmente essere interpretate come un’opportunità e non sempre come un limite

Una commissione di studio che possa operare per ottenere tutto ciò che un’isola come Ischia merita. L’Associazione forense locale preme sull’acceleratore e vara un organismo in seno al proprio direttivo per cercare di mettere in atto quella che costituisce forse l’asse portante del programma con cui il presidente Gianpaolo Buono si era presentato alle elezioni per il rinnovo delle cariche associative, poco più di un anno fa: la volontà di andare oltre le esigenze del settore forense per abbracciare gli snodi cruciali dell’intera società isolana, dalla sanità alla scuola, dall’economia alla giustizia.

Ecco dunque il progetto a cui lavorerà la commissione, che a quanto si apprende potrà avvalersi di gruppi di lavoro in grado di responsabilizzare anche i giovani professionisti, molti dei quali hanno già dato buona prova di sé nell’impegno e nelle competenze. Naturalmente l’obiettivo di sempre, quello della stabilizzazione definitiva della sede del Tribunale, è e resta una priorità, e sul fronte delle criticità da risolvere c’è intanto da registrare un dato positivo. Dopo la missiva che l’Assoforense aveva inviato la scorsa settimana al ministro Bonafede, sottolineando il sostanziale stallo dell’iniziativa legislativa diretta a ottenere la modifica della geografia giudiziaria nazionale che otto anni fa aveva cancellato diverse sedi giudiziarie, si è quasi immediatamente sbloccata la procedura per l’arrivo alla sezione di Ischia della dottoressa Rossella Novella, già in forza alla Polizia di Stato, per assumere la funzione di assistente giudiziario. Sarebbe comunque un importante passo per il rafforzamento dell’organico, da sempre carente: nei prossimi giorni si dovrebbe saperne di più, ma da ambienti governativi è arrivata la rassicurazione secondo cui la situazione ischitana continuerà ad essere oggetto di attenzioni, pur nei limiti del contesto attuale. Infatti, l’apparente inerzia del Ministero dopo l’incontro nella Capitale tra il ministro Bonafede e i vertici del Tribunale di Napoli e dell’Assoforense ischitana è da imputare prevalentemente all’emergenza sanitaria tuttora in atto, che ha quasi monopolizzato l’attenzione delle forze di Governo.

In seno al Direttivo è stato quindi costituito un organismo incaricato di studiare a vari livelli la possibilità di riconoscimento legislativo dell’autonomia giudiziaria, che sarà affiancato da gruppi di lavoro che a loro volta si occuperanno dei vari settori strategici della realtà locale, dalla sanità alla scuola

Dunque, resta costante il lavoro diplomatico da parte dell’Assoforense ai vari livelli istituzionali per dirimere la matassa delle criticità che affliggono la giustizia isolana, ma non solo quella: e qui viene in rilievo il progetto a cui si è accennato in apertura, in quanto i gruppi di lavoro che stanno nascendo in seno all’associazione, insieme alla Commissione di studio che sta iniziando a funzionare, indirizzeranno la propria azione a più ampio raggio, senza limitarsi alle esigenze della macchina giudiziaria locale, ma che si occuperanno di vari settori. Il punto focale sta proprio nella diversa visione della situazione di fatto: finora si è sempre parlato dell’insularità come di un limite, come di un problema, di uno svantaggio, di un disagio, senza considerare che diverse zone dello Stato hanno saputo interpretare situazioni potenzialmente negative per trasformarle in elementi che denotano peculiarità irripetibili e meritevoli di valorizzazione da parte dello Stato centrale. Si pensi alle zone di confine dove vige il bilinguismo, le cui regioni e province godono di statuto speciale e per questo ricevono risorse per tutelare tali peculiarità.

Secondo l’Assoforense, anche per Ischia e le altre isole minori è tempo di rovesciare la prospettiva e di non pensare all’insularità soltanto come un problema o come a un’appendice della terraferma, ma come un’opportunità. Se si ripete da anni che l’isola produce un terzo dell’intero Prodotto interno lordo del turismo campano, è venuto quindi il momento di far pesare tale ruolo, visto che paesi anche più piccoli dei Comuni della nostra isola, sparsi per la Penisola, sono dotati di Tribunale, uffici della Procura, ospedali e scuole, mentre Ischia è costantemente alle prese con la possibile scomparsa di tali servizi, irrinunciabili per una realtà come la nostra. Di qui la necessità, secondo le intenzioni del direttivo dell’associazione, di agire senza indugio, a partire ovviamente dall’iniziativa legislativa, affinché Ischia e le isole minori vengano riconosciute come località dotate di peculiarità che non vanno classificate sempre e solo come limiti, e senza cadere nella consueta angusta prospettiva della “zona disagiata”. Ischia come tale, coi suoi quasi 70mila abitanti, ha diritto a un Tribunale, anche autonomo, in maniera tale da bloccare la mannaia che nel 2012 venne calata sulle “sezioni distaccate”, ma anche a una efficiente offerta dal punto di vista sanitario e scolastico, settori che al pari di quello giudiziario soffrono varie criticità. Un programma troppo ambizioso? Forse, ma in realtà l’intento dell’Assoforense è quello di far recuperare a tutte le professioni, non solo quelle legali, il loro antico e fattivo ruolo di indirizzo della società, con la consapevolezza che nessun settore della vita sociale locale può essere mai davvero disgiunto dagli altri.

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