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Ischia nel 2030, ecco come la immaginano gli isolani

Viaggio immaginario in un futuro lontano ma in fondo non troppo: abbiamo chiesto a diversi nostri concittadini come immaginano la loro terra tra dieci anni. E alcune risposte fanno riflettere e non poco…

Anno 2030, come sarà Ischia? Isola felice meta di un turismo sempre più raffinato e selezionato o un ginepraio di ospiti low-cost? Avremo ancora un ospedale funzionante? Saremo riusciti a preservare il patrimonio arboreo dell’isola verde? Riusciremo a rendere cristallino il nostro mare e riempirlo di bandiere blu?

I trasporti saranno finalmente all’avanguardia, degni di servire i milioni di turisti che scelgono ogni anno la nostra isola? Sono tante le domande che è possibile porsi immaginando Ischia nel 2030. In occasione dell’inizio del nuovo decennio, dopo i bilanci su quanto è stato fatto per l’isola negli ultimi anni e di quanto è cambiata, abbiamo chiesto agli isolani come vedono l’isola verde allo scoccare della fine del prossimo decennio, quel 2030 che sembra così lontano ma il cui destino è affidato all’operato del nostro presente.

Antonietta Manzi
Libraia e Attivista politica

E’ davvero un azzardo provare ad immaginare il futuro prossimo nell’epoca delle trasformazioni tecniche sempre più veloci. Quello che temo è che Ischia manterrà anche per i prossimi anni la sua tendenza a tirare a campare, godendo delle briciole dei (tra)passati splendori. Sacche di povertà sempre più ampie, un ambiente compromesso in maniera irreversibile, probabilmente il Comune unico imposto per decreto in un territorio diffidente: non provo gusto nel fare la cassandra, ma la mancanza di visione e di senso di responsabilità da parte della classe dirigente attuale, unita alla mancanza di reazione da parte della cittadinanza, non prelude a scenari ottimistici.

Nicola Lamonica
Presidente Autmare

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Ischia nel 2030? Niente di nuovo se non il peggioramento dell’esistente per la radicalizzazione di interessi corporativi in tutti i settori e per effetto di carenze di indirizzi programmatici coordinati; da qui il caos estivo che diventa sempre più inaccettabile ed abbrutisce la nostra isola rendendola periferia di una metropoli. Per la mobilità marittima occorre superare l’approssimazione attuale e fare una scommessa di qualità nel superamento delle lottizzazioni portuali e dei monopoli, per un’offerta competitiva che è anche essenziale per garantire servizi a costi contenuti. Se non si arriverà a breve al Comune Unico che potrebbe semplificare il momento programmatico e decisionale istituzionale e dare maggiore forza all’isola nei livelli superiori, urge avviare e consolidare una politica intercomunale che dia risposte unitarie alla mobilità sia terrestre che marittima, valorizzando il confronto democratico per le scelte più opportune da fare e per garantire le necessarie infrastrutture ed i servizi, in una visione intermodale; per contribuire in sostanza ad un obiettivo di qualità di cui l’isola ha necessità.

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Luciana Morgera
Sociologa – Responsabile de “La borsa verde 3.0”

Quando si parla di previsione sociale, non bisogna dimenticare che il futuro umano è anche questione di valori, desideri, azioni dei singoli e delle collettività. Come conseguenza, i futures studies e da sociologa, mi piace sottolineare questo aspetto della ricerca sul futuro, quanto sia importante lavorare per costruire futuri inclusivi e socialmente sostenibili. Servono sforzi per produrre cambiamenti.

Io sono ottimista, credo che lo studio e la riscoperta di risorse umane e ambientali sia la risposta alla crisi attuale. Gli spazi vuoti lasciati dai parcheggi liberati dalle auto saranno utilizzati dalla collettività per ricostruire un senso di appartenenza e di condivisione. Le piccole feste di contrada e di quartiere si riappropriano degli spazi sottratti alle auto. Se chiudo gli occhi e sposto avanti le lancette dell’orologio, vedo muri a secco e terrazzamenti recuperati, terreni coltivati a frutteto. Sempre più barche e gozzi in legno, magari a remi. Si pensa che il problema dell’inquinamento del mare sia solo legato alle plastiche. Perché non consideriamo l’impatto delle imbarcazioni da diporto. Nessuno affronta il problema dello smaltimento e della rottamazione.

È questione di tempo.

Francesco Pezzullo

Presidente Confesercenti Ischia

Se non si vuole la desertificazione delle città e dei centri urbani, la diminuzione dei negozi, occorre un’attenta lettura della realtà. Sono necessarie politiche adeguate e nuove a livello nazionale, regionale e locale. Vedremo diverse trasformazioni nei prossimi dieci anni. Ci sarà sempre più tecnologia, ci sarà la corsa dei grandi disturbatori e-commerce e centri commerciali a un servizio sempre più all’avanguardia, su tutti Amazon, Priceline, Zalando, Wish. Aspettiamoci di vedere l’incorporazione di altri dati quali tempo e prezzi competitivi nel carrello online. Prezzi scontati, una determinata serie di prodotti per alcune ore durante la giornata. Un tempo di consegna che è destinato a diminuire sempre di più. Sicuramente riusciranno a consegnare merce anche nei giorni festivi. Vedremo sempre più temporary shop “negozi di vicinato a tempo “. Cosa resterà al piccolo commerciante? Le zone turistiche si possono salvare, le botteghe artigiane saranno sempre più ricercate, si dovrà avere sempre più prodotti di qualità. La nostra forza sarà la disponibilità con il cliente, il rapporto umano che in futuro sarà merce rara.

Raffaele Di Meglio

Vice Sindaco di Barano – delegato dai Sindaci sui Trasporti per l’isola d’Ischia

Immagino un’isola senza problemi per i trasporti, efficienti e competitivi rispetto alle altre località turistiche. Corse marittime più frequenti e con vettori adeguati al 2030 (ascensori area giochi etc etc…. ogni volta che ho parlato di queste integrazioni ho sempre ricevuto come risposta che la tratta è troppo breve per raggiungere determinati servizi, ma mi piace ricordare, ad esempio, come nella corsa che divide Piombino con l’isola d’Elba, zona che conosco dove ho fatto il militare in Capitaneria, i traghetti e gli aliscafi sono attrezzati quasi come per una crociera, se è possibile lì, perchè non a Ischia?). Immagino almeno il 50% dei trasporti su gomma elettrici ed adeguati al nostro territorio con pensiline accoglienti come nelle città più moderne. Certo è un argomento complicato e difficile da trattare, un po’ per la burocrazia un po’ per la carenza di risorse economiche. Ma ciò non deve scoraggiarci. Impegnandoci tutti insieme verso quelli che sono gli obiettivi da raggiungere e cercando di arrivarci un passo alla volta. L’incontro tra Eav e sindaci di questi giorni sembra far iniziare il decennio con il piede giusto verso obiettivi comuni di miglioramento. Sembra che ci siamo messi finalmente a remare tutti insieme verso gli obiettivi prefissati.

Marco Bottiglieri

gioielliere – Referente Aicast isola d’Ischia

È difficile immaginare come sarà Ischia nel 2030, e come si evolverà il settore del commercio. Da anni è impossibile affrontare il tema commercio senza declinarlo dal punto di vista della sua trasformazione che comprende diversi elementi: il commercio online, la crisi economica, i nuovi mercati, la tecnologia e i social che influenzano sempre di più gli utenti finali. Indicatori che spiegano chiaramente i cambiamenti che tutti abbiamo in qualche modo visto negli ultimi 10 anni e che probabilmente caratterizzeranno i prossimi 10. Il futuro del commercio isolano sarà sicuramente condizionato da questi fattori e dal modo in cui l’imprenditore ischitano saprà reagire ed adeguarsi ai cambiamenti sempre più veloci e innovativi. Ma la differenza la potremmo fare riscoprendo la cordialità, l’accoglienza , la tradizione e l’unicità di un prodotto made in Ischia.

Maria Grazia Di Scala

consigliera regionale

Sogno un’isola felice, non lo nego. Ma rimanendo con i piedi per terra immagino quante cose è possibile realizzare nel 2030. Tra 10 anni i bambini di questi anni saranno adulti e si immetteranno nel mondo del lavoro e della società civile. Credo che la vera svolta debba partire proprio da qui: dall’educazione. E lo vedo ogni volta che imbocco le strade dell’isola e noto come ci si comporta davanti ai segnali stradali e come spesso non ci sofferma a rispettare i diritti degli altri. Buona parte del futuro dell’isola dipenderà da chi amministrerà l’isola nel 2030. Se avessimo amministratori lungimiranti e capaci di guardare al futuro ma anche e soprattutto al passato, per trarre i preziosi insegnamenti che la storia ci ha lasciato, sono sicura che la nostra isola migliorerebbe. Nei trasporti, sanità e anche nei confronti dei diritti degli animali credo che la chiave di volta sia nei pilastri della nostra società: la scuola, la famiglia e anche degli amministratori che dovrebbero mutuare un po’ di buon senso.

Maria Celeste Lauro

Ceo Alilauro

Come immagino i trasporti marittimi da e per Ischia nel 2030? Una strada per il futuro è già tracciata, e noi siamo orgogliosamente in prima fila per esempio con la riduzione delle emissioni di Co2, già garantita per molte delle nostre unità e che entro il 2021 sarà estesa a tutta la nostra flotta. Ma pensare al 2030, per chi è al timone di una realtà così importante, è un grande stimolo. E allora vi dico che immagino soprattutto una tipologia di unità differenti, per Ischia: aliscafi più piccoli, rapidi e performanti, soprattutto completamente elettrici e hi-tech, magari in grado di mostrare a tutti i passeggeri – via App – la cabina di comando e il fondo del mare. Unità con una stazza anche di sole 60 persone per volta, con partenze più frequenti. Immagino soprattutto un miglioramente consistente dei servizi a terra: noi ci siamo già abbondantemente impegnati, per esempio con il nostro hub al Beverello, ma mi piacerebbe immaginare porti – a Ischia e a Forio – a misura d’uomo, funzionali per navi elettriche e logisticamente organizzati come gli aeroporti. A questo si preparino anche gli utenti: le regole per gli imbarchi, per garantire sicurezza e comfort, ricalcheranno sempre più quelle delle compagnie aeree e la cultura del viaggio, fra dieci anni, ci consentirà di immaginare un pendolarismo ancora più semplice con la terraferma. Non credo sia una visione utopistica, ma serve certamente che all’impegno dell’imprenditoria privata si accompagni la serietà delle istituzioni, Comuni e Regione in primis. Inoltre spero che nel 2030 le persone non si sorprendano più nel vedere una donna lavorare in quegli ambiti che tradizionalmente si vogliono riservati al mondo maschile. Sarebbe una grande conquista.

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Rossy

Te lo dico io come sarà Ischia nel 2030. INGHIOTTITA dal mare.

corry

Che bello leggere commenti su Ischia tutti negativi, da gente che dovrebbe essere positivista.Mi sembra di ascoltare la canzone di Bennato ” L’Isola che non c’è”. Tutto procede a tutta forza verso il declino, Ischia Ponte , via roma, scogliere, piazza degli Eroi Leonardo Mazzella, spiagge, il porto, la sopraelevata, illuminazione, uno schifo oramai cronico, incurabile.

Rossy

Non è per niente bello leggere commenti negativi ma purtroppo si è costretti a scriverli. E non si è nemmeno fieri di descrivere tutto ciò che non va a Ischia. Si vorrebbe tanto scrivere il contrario ma le circostanze non lo permettono. Ischia è un’isola stupenda se solo la si trattasse come si deve. Sta a noi rispettarla.

Halina

Na wyspie Ischia byłam 34 razy w celach leczniczych i wypoczynkowych.Wyleczyłam wszystkie dolegliwości,których w Polsce nie mogłam wyleczyć.Szkoda że na lotnisku w strefie wolnocłowej nie mogę nigdy kupić leczniczej nalewki Rukolino.W tym roku znowu jadę na tą wyspę.

Anita

Frequento Ischia da quando ero ragazzina perché una parte della mia famiglia ci vive. Dopo quasi cinquant’anni trovo che sia sempre un’isola meravigliosa ma i trasporti non sono all’altezza della sua bellezza. Questo natale salire a bordo con un disabile è stata un’impresa unica, un grande disagio.. A partire dal porto di Pozzuoli, dove abbiamo rischiato di cadere in acqua, perché si doveva camminare ai bordi della banchina, visto che le macchine occupavano tutto l’altro spazio, ed a seguire fin dentro il traghetto senza ascensore.. Inoltre spero che diventino presto verità le affermazioni della signorina Lauro, perché di CO2 ne abbiamo respirato tutto il viaggio in abbondanza. Ma l’accoglienza, la bellezza e diciamo anche uno spirito avventuroso hanno mitigato l’amarezza.

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