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Ischia non dimentica, scoperta la targa commemorativa per Giuseppe Ascione

Ieri mattina alla Mandra la spartana ma toccante e sentita cerimonia dinanzi ad amministratori, parenti e tanti amici. Il fratello Enrico: «Non aveva avuto paura del covid, mettendosi a disposizione del prossimo»

Una cerimonia spartana, senza fronzoli né squilli di tromba. Ma non per questo meno sentita, anche perché l’emozione tra i presenti era palpabile. E nemmeno poco partecipata perché – pur nel rigoroso rispetto delle normative anti covid – in tanti ieri mattina hanno voluto essere presenti in località Mandra. Per non dimenticare un figlio di questa terra, una vittima del covid, un uomo che non ha esitato a continuare a fare il proprio dovere e dunque a darsi al prossimo anche quando la situazione legata alla diffusione del virus era davvero da “allarme rosso”. Lui è Giuseppe Ascione, il virus lo colpì nel marzo 2020, lo costrinse ad una lunga lotta in ospedale. Poi le dimissioni, la speranza che il peggio fosse alle spalle, poi il decesso ad appena 55 anni. Ieri mattina, con in testa il sindaco Enzo Ferrandino, si sono dati appuntamento in tanti nell’area in cui insiste la Biblioteca Antoniana (una location non casuale, trattandosi di una zona particolarmente cara a Giuseppe sin da quando era bambino) e qui è stata scoperta una targa commemorativa tra applausi e qualche inevitabile lacrima.

Il medico contrasse il virus nel marzo 2020 e dopo un lungo e sofferto ricovero fu dimesso: poi, però, il decesso. Le parole del sindaco Enzo Ferrandino: «Ha fatto onore al giuramento di Ippocrate, giusto che la sua memoria resti scolpita anche nella mente e nel cuore di tutti noi»

Tra le parole più toccanti quelle del fratello Enrico, che ha voluto ricordare come il covid non avesse spaventato Giuseppe Ascione: “:Lui anzi si era messo subito a disposizione del prossimo per provare a sconfiggere questo nemico invisibile”. Poi il contagio ed una lotta durata otto mesi e conclusasi purtroppo con la resa di un uomo, prima ancora che di un medico, di cui tutti conservano un ricordo straordinario. Dal canto suo, nel corso del proprio intervento, il sindaco Enzo Ferrandino ha sottolineato: “Era doveroso riconoscere a nome di tutta la comunità ischitana i meriti e lo spirito di sacrificio che hanno caratterizzato Giuseppe, che pur consapevole del pericoloso del contagio ha continuato a esercitare la sua professione con immutata passione, professionalità e disponibilità. Il dottor Ascione neppure per un istante ha fatto venir meno il senso di vicinanza ai suoi pazienti onorando al meglio il giuramento di Ippocrate. Ecco perché è giusto che la sua memoria resti scolpita non soltanto su questa targa, ma anche nel cuore e nella mente di tutti noi”.

Foto Franco Trani

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