CRONACA

«Ischia, non spegnerti d’inverno»: l’appello di Fiola

Il 2022 sembra essere un anno, almeno per quanto riguarda l’aspetto turistico e dunque legato alla ripresa economica per diverse attività, sicuramente ai livelli del 2019 se non addirittura superiore. Questo per una realtà come Ischia cosa può significare e come giudica lei l’attuale trend?

“I segnali sono molto positivi e dimostrano un grande recupero rispetto al 2019, poiché le persone dopo due anni di lockdown e tentennamenti vari hanno davvero voglia di evadere e divertirsi. La nostra preoccupazione deve tuttavia essere sempre rivolta alla questione della destagionalizzazione: i problemi veri arrivano adesso, a fine ottobre e forse fino a marzo, com’è accaduto quest’anno e anche in un passato più e meno recente”.

Perché in Campania, e soprattutto in realtà come Ischia, che potrebbe sfruttare le terme come arma contro la destagionalizzazione, non si riesce a combattere e risolvere problematiche di questo tipo?

“Noi non siamo riusciti a comprendere pienamente la catena commerciale. Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro per concedere una terza notte ed una cena nei momenti di destagionalizzazione. La Camera di Commercio di Napoli è stata anche emulata in questa iniziativa da altre regioni italiane. La destagionalizzazione va affrontata, ed un’attenzione del genere porterebbe un enorme beneficio a tutti, anche al governo stesso: se gli alberghi chiudono, i lavoratori sono in difficoltà. Se invece avessimo modo di tenerli aperti, con delle incentivazioni che attraggano i turisti in ogni periodo dell’anno, favoriremmo l’economia circolare e le stesse casse dello Stato che pagherebbero meno Naspi, tanto per fare solo un esempio”.

Con un occhio clinico e da un osservatorio privilegiato come il suo, in che cosa Ischia è una macchina rodata, dal punto di vista economico-turistico, ed in che cosa invece deve migliorare ancora?

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“A mio avviso è necessario un miglioramento nell’ambito dei trasporti, in particolare nel collegamento con la terra. Ischia non dovrebbe neanche essere Napolicentrica, infatti abbiamo un’estesa costa anche dall’altro lato che offre degli spunti interessanti per agevolare i trasporti. Importante è poi l’accoglienza a 360°: bisogna sollecitare i turisti, anche nei momenti in cui non si pensa che vadano in ferie, ad esempio attraverso l’organizzazione di eventi particolari. È altresì importante che i Comuni collaborino tra loro, infatti l’isola garantisce ottimi collegamenti intercomunali, per cui un evento che si tiene ad Ischia può fornire lavoro ed entrate a Forio e viceversa”.

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Perché Napoli è esplosa a livello turistico? È sempre stata una bella città, ma negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom.

“E non è ancora stato fatto tutto quanto si può fare. Secondo me, infatti, al momento si sfruttano circa il 25% di quelle che sono le grandi potenzialità di Napoli. Con delle visite guidate organizzate in modo serio Napoli potrebbe essere ulteriormente valorizzata. Ci sono milioni di turisti che arrivano sulle crociere, ma soltanto il 10% scende dalla nave, diretto a Pompei o Ercolano. Noi dobbiamo puntare sull’80-90% che rimane sulla nave e riabilitare quindi il molo san Vincenzo e la cittadella della Marina ad essa attaccata. Questa località potrebbe fiorire come cittadella commerciale, ma al momento purtroppo è abbandonata ed utilizzata come archivio della Marina”.

Quanto può incidere la guerra sul futuro di molte attività (basti pensare al consumo energetico), e quanto bisogna preoccuparsi? Quanto si può essere ottimisti?

“Il problema è che tutto si riversa sul consumatore finale. Infatti ci sono testimonianze di produttori che hanno ricevuto bollette da 1 milione di euro, a fronte dei 120.000 euro dello scorso anno nello stesso periodo, e che sono costretti ad aumentare i prezzi dei prodotti. Anche le stesse aziende vengono danneggiate, perché i consumatori davanti all’aumento vertiginoso dei prezzi sono costretti a consumare e spendere meno. Io però mi pongo una domanda: il governo ha messo alcuni fondi a disposizione, ma le aziende italiane statali che si occupano del petrolio, del gas, e così via, di quanto hanno incrementato il loro guadagno? Sembra infatti che solo l’Eni abbia fatturato tra i 7 e gli 8 miliardi di euro in più. Penso che il governo dovrebbe far fronte al surplus della differenza tra ciò che è successo l’anno scorso e ciò che sta accadendo adesso”.

Che messaggio vorrebbe mandare alle aziende ischitane, ed anche alla gente di questa terra?

“Come dicevo prima, dobbiamo impegnarci per far vivere l’isola quando gli altri pensano sia spenta. Non dobbiamo prepararci solo per accogliere i turisti nei pochi mesi dell’estate vera e propria, ma convincere i visitatori a tornare a novembre visto che l’isola in altri periodi, senza confusione, è molto più vivibile ed apprezzabile, oltre ad essere più economica, ad esempio nell’ambito dei trasporti. Il turista che visita Ischia in un mese non estivo può rimanere ancora più soddisfatto dalla sua esperienza”.

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