Ombre sulle offerte termali: «Portate l’impegnativa, anche se le cure non si fanno»
Tariffe stracciate e servizi non erogati minacciano l’immagine di Ischia e danneggiano le strutture che rispettano le regole, a vantaggio di chi aggira le convenzioni. E così si assiste anche una “pratica” francamente deprecabile e che sarebbe tutt’altro che rara…

Sull’isola di Ischia si riaccendono i riflettori su un meccanismo che, secondo alcune segnalazioni, rischia di trasformare le convenzioni sanitarie in una leva commerciale controversa.
In alcuni hotel dotati di reparto termale interno convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, nelle condizioni delle offerte compare una clausola precisa: per ottenere lo sconto è “obbligatoria regolare impegnativa SSN per fango e bagno terapia”, con tanto di dicitura dettagliata da riportare sulla ricetta — ad esempio “Ciclo di Fango Terapia per Artrosi Diffusa e il codice 89.20.2”.
Una formula tecnica che, però, apre interrogativi sostanziali: l’impegnativa è davvero funzionale all’erogazione delle cure oppure diventa lo strumento necessario per accedere a tariffe particolarmente ribassate?
A sollevare il caso sono alcuni ospiti che raccontano una dinamica precisa: «Ci hanno chiesto di portare la prescrizione medica. Abbiamo fatto anche la visita, pagando 50 euro, ma poi le cure non le abbiamo fatte. Avevamo spiegato all’arrivo che non ne avevamo bisogno. Ci è stato detto che senza impegnativa avremmo perso l’offerta e avremmo dovuto pagare 120 euro in più a persona».
Dubbi sull’uso dell’impegnativa SSN solo come requisito formale per offerte promozionali. Rischi per le casse pubbliche e per la concorrenza nel settore.
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Se confermata, una pratica del genere aprirebbe scenari delicati. La normativa stabilisce che le cure termali in convenzione vengano erogate a fronte di prescrizione medica, previa visita di accettazione e con l’effettiva esecuzione del ciclo terapeutico. La semplice presentazione della ricetta, senza lo svolgimento delle cure previste, non configura una prestazione sanitaria e, in ipotesi, potrebbe assumere rilievo sotto altri profili.
Al momento non risultano provvedimenti ufficiali né contestazioni formali da parte delle autorità sanitarie. Tuttavia il sospetto che la prescrizione possa essere utilizzata come requisito meramente formale per sostenere offerte aggressive riporta al centro una questione strutturale: l’equilibrio tra promozione turistica e corretto utilizzo delle convenzioni pubbliche.
Il termalismo è uno dei pilastri dell’economia ischitana. Le cure convenzionate rappresentano uno strumento importante soprattutto nei periodi di bassa stagione. Ma quando le tariffe scendono a livelli particolarmente bassi, la domanda diventa inevitabile: qual è il reale equilibrio economico che consente quei prezzi?
Prezzi stracciati in alcuni hotel termali: dubbi sull’equilibrio delle offerte convenzionate e sull’uso dell’impegnativa SSN.
Il rischio, se le segnalazioni trovassero riscontro, sarebbe duplice. Da un lato un possibile danno alle casse pubbliche; dall’altro una distorsione del mercato, con le strutture che rispettano rigorosamente le regole penalizzate rispetto a chi riesce a proporre soggiorni a costi difficilmente sostenibili senza il supporto della convenzione.
Ma il nodo più profondo riguarda l’immagine stessa dell’isola e di tutto il comparto turistico. Le tariffe estremamente basse, pubblicizzate come “offerte imperdibili” sui siti web e sui social network, rischiano di ingannare i turisti e di trasformare quello che dovrebbe essere un servizio sanitario in una mera leva commerciale. Non è solo una questione di concorrenza sleale: è l’intera percezione di Ischia come meta termale di qualità a essere messa a repentaglio.
Testimonianze shock sulle offerte termali: «Portate l’impegnativa o perdete lo sconto». Dubbi sul rispetto delle convenzioni SSN e sull’effettiva esecuzione delle cure prescritte.
Ogni prenotazione basata su promesse di cure non effettivamente erogate contribuisce a erodere la fiducia dei visitatori. Ma l’effetto negativo non ricade solo sugli hotel coinvolti: tutte le strutture che rispettano le regole e garantiscono le cure previste si trovano a competere con prezzi artificialmente ribassati, perdendo clienti e visibilità. L’immagine di Ischia rischia così di associarsi a pratiche ingannevoli, minando la reputazione dell’intero settore termale.
Il rischio è chiaro: tariffe pubblicizzate a livelli stracciati e servizi non corrisposti non fanno risparmiare solo il cliente o il singolo hotel, ma impoveriscono l’intera reputazione dell’isola e penalizzano chi lavora correttamente. Quando a pagare è la credibilità di un intero territorio e di tutte le strutture che lo rappresentano, il costo è culturale, sociale ed economico. È qui che la questione assume un peso reale: non si tratta più di una promozione aggressiva, ma di preservare l’integrità e la credibilità di Ischia come destinazione termale di eccellenza e di tutelare i veri imprenditori del turismo.





