CRONACA

Ischia Ponte, il parcheggio della Siena rigurgita acque grigie

“Acqua azzurra, acqua chiara”. Dimenticatevi l’adagio della bellissima canzone di Lucio Battisti. Quelle note proprio non possono essere cantate all’ingresso di Ischia Ponte. Lo si vede benissimo nella foto realizzata da Di Meglio e riposata dall’avvocato Mario Goffredo, assidua voce critica dell’isola d’Ischia che non manca di infiammare, con i suoi interventi piccanti che puntualmente toccano i nervi scoperti dell’opinione pubblica ischitana.

Sullo sfondo il Castello Aragonese, fiero e maestoso, in primo piano il mare che bagna Ischia Ponte, colorato di sfumature tutt’altro che cristalline, anzi decisamente grigie. Così cupe che non è difficile immaginare che la cromia così inusuale sia causata proprio dalle acque stagnanti che caratterizzano il cantiere del parcheggio della Siena da tempo ormai immemore. Una vera e propria palude, un terribile monumento all’insuccesso dell’uomo contro la natura. Un grigiore che è il colore adatto per definire quanto sta accadendo all’ingresso del bellissimo borgo di Ischia Ponte, luogo dell’anima di tanti isolani e turisti, sfregiato da una cicatrice profonda. Così dolorosa da costringere a creare un comitato di cittadini che chiede a gran voce una soluzione a un dramma che colpisce non solo Ischia Ponte, ma l’intera comunità ischitana.

ANDERO

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