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Ischia protagonista su “Geo & Geo”

Di Isabella Puca

Ischia – Le telecamere di Geo&Geo programma di approfondimento ambientale di Rai 3, hanno catapultato tutti i telespettatori in un’isola in piena primavera. È sempre piacevole per gli ischitani ritrovarsi in tv dove sembra crescere la consapevolezza di trovarsi in un’isola nella quale non manca davvero nulla. La voce del narratore esordisce dicendo che qui sull’isola si può venire in ogni stagione senza restare delusi una consapevolezza che, stando a guardare al numero di turisti che ci ha raggiunti quest’inverno, si sta facendo sempre più spazio. Costa verso costa, si parla di speculazione edilizia ma anche delle zone selvagge rimaste incontaminate e delle terme che hanno fatto di Ischia una stazione internazionale del benessere. Le prime immagini riprendono la baia di Sorgeto e il suo segreto, l’acqua calda che sgorga dal mare anche d’inverno e la leggenda di Tifeo che pare regga l’isola sulle sue spalle  “le acque termali sarebbero le lacrime del gigante sofferente nel sorreggere tale peso e le fumarole il suo respiro caldo”. Proseguendo verso Oriente le telecamere approdano all’isolotto del Castello Aragonese menzionando la sua storia che dal Medioevo fino a oggi ha lasciato più di una traccia; da lì la vista è meravigliosa ed è interrotta dall’alito del vento e dai gabbiani. Il borgo di Ischia Ponte e i suoi pescatori, che al mattino arrivano al molo, sembrano essere ancora più belli visti in tv. Il viaggio di Geo&Geo nel cuore di Ischia prosegue verso il lato occidentale e quindi verso la baia di Forio dove, tappa obbligata, è quella ai Giardini Ravino il parco mediterraneo che offre una collezione di cactaceae e succulente unica al mondo. Le telecamere lo riprendono pieno di turisti curiosi di conoscere tutto di quell’angolo immerso nella natura. L’anima del giardino è Peppino il capitano o meglio conosciuto da tutti come “Peppe o Luong” che ha ereditato dal papà entusiasmo e passione per le piante. Papà Antonio era maresciallo di marina ma nonostante una vita sul mare aveva un grande amore per le piante in particolare per quelle grasse che metteva all’interno di alcune conchiglie che oggi ornano uno dei viali del giardino. Il terreno era precedentemente di proprietà della Chiesa e poi coltivato a vigna; di quell’antico vigneto resta un solo esemplare. Il verde delle vigne è preponderante e a ricordo dell’antico vigneto resta solo una pianta.  Il verde è preponderante interrotto ogni tanto da una cascata di fiori arancioni, comunemente dette le trombe degli angeli e ancora da particolari cactus con spine a corona; “un luogo meraviglioso – commenta il narratore – che porta in un paesaggio delle zone aride dell’America”. Conigli e pavoni sono di casa e, liberati ogni mattina, attirano la curiosità degli spettatori; a rubare la scena sono soprattutto i pavoni che in primavera si esibiscono in danze di corteggiamento. Il quadro familiare è quello di una famiglia in cui ciascuno si prende cura di un aspetto del giardino; tra questi c’è Aniello che ha costruito tutti i mobili del giardino con materiali di riciclo e Luca  inventore del cocktail della casa fatto di fiori e frutta del giardino. Il viaggio continua ai Frassitelli dove le telecamere incontrano Andrea D’Ambra parlando di parracine e di un modo nuovo per proteggere le viti con il quale la tradizione  non rifiuta l’innovazione. Si ritorna poi nella cucina dei giardini Ravino dove l’odore delle frittelle di cactus sembra arrivare fin dentro le nostre case. Intanto, un valzer accompagna le spettacolari fioriture del giardino e, in lontananza il mare sfuma all’orizzonte fino ad arrivare a Sant’Angelo. Il viaggio prosegue attraversando l’anima contadina dell’isola, le case di pietra tra i castagneti e l’usanza di arrivare sulla cima del monte Epomeo sul dorso di un mulo. “L’isola d’Ischia – conclude dicendo il narratore – è un’isola che riesce a tessere un legame che cresce con il ricordo”.

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