IL COMMENTO Non solo fondi, Ischia ha bisogno di più amore

Siamo ad un nuovo punto di svolta, un’altra alba, si spera gloriosa per la nostra isola verde. Il cambio di guardia al vertice del commissariato straordinario per la ricostruzione delle zone colpite dagli eventi franosi e dal sisma ad Ischia, non è soltanto un fatto puramente politico e burocratico. Si tratta a tutti gli effetti, di una nuova sfida, che tutte le forze chiamate in campo sono tenute a vincere. Non sarà facile. Bisognerà innanzitutto fare tesoro di quanto è stato fatto in questi anni, garantendo un’ampia continuità al lavoro importante e proficuo, svolto dall’ormai ex commissario Giovanni Legnini, cui deve andare un doveroso ringraziamento, anche da parte di noi tutti rappresentanti della comunicazione. Con lui c’è sempre stato un rapporto di grande dialogo e collaborazione. Non una cosa scontata. Attende, dunque, un compito arduo e difficile, il neo commissario ma anche estremamente accattivante e stimolante. Si dovrà lavorare per il futuro di uno dei posti più belli al mondo, per la sicurezza dei cittadini, per la salvaguardia dell’ambiente. Dare certezze alle persone, attraverso un lavoro sinergico che, come accaduto in questi anni, dovrà coinvolgere enti locali, politica regionale e soprattutto rappresentanti del governo centrale.


E’ indubbio che nel corso di questi anni siano stati raggiunti grandi risultati, in termini economici ma soprattutto di attenzione da parte della politica nazionale nei confronti dell’isola. Le visite di rappresentanti di governo e istituzioni, non sono state solo una passerella. I fatti concreti sono sotto gli occhi di tutti. Certo, come ha più volte sottolineato lo stesso Giovanni Legnini, il percorso è ancora lungo e pieno di insidie. Garantire la piena sicurezza idrogeologica ad un territorio che nel corso degli ultimi decenni è stato colpevolmente trascurato, non è un’impresa agevole. Ci sarà bisogno di lavoro, entusiasmo e nuovi finanziamenti. Poi, forse, l’obiettivo più difficile da raggiungere. Quello della diffusione tra gli ischitani di una vera cultura dell’ambiente, del rispetto del territorio, di più amore per la propria terra. C’è bisogno della negazione di ogni forma di illegalità, di truffaldina furbizia e di sfruttamento degli spazi. Tutti aspetti che, assieme alla gestione politica non integerrima di troppe amministrazioni del passato, hanno contribuito a devastare ampie zone di territorio. L’augurio più grande che ci sentiamo di fare al neo commissario Giuseppe Feola, è quello di poter lavorare per fare in modo che Ischia resti, per quanto ancora possibile, davvero un’isola verde. Perchè troppe zone sono state assediate dal cemento, troppe aree sono state deturpate, troppi abusi sono stati concessi e troppi errori sono stati tollerati. E se piantare alberi al posto dei ruderi non sarà possibile, che almeno si eviti che altri alberi cadano, che altro verde bruci. Ischia resiste ma sembra sempre più un paziente in convalescenza, bisognoso di cure e attenzione. Gli scempi del passato sono un pugno nello stomaco e una ferita che non si rimargina. L’unione delle forze in campo e un ritrovato amore degli ischitani nei confronti della propria isola, potrebbe ancora salvare il salvabile.




