CULTURA & SOCIETA'

Ischia risponde presente all’emergenza sangue

Stop alle donazioni per domenica 15 marzo, si continua domenica 22 per far fronte all’emergenza della Campania

“Mentre il mondo deve fare appelli per far donare le persone, noi a Ischia dobbiamo fare appelli per limitarne il numero! Qui a Ischia è tutto un altro mondo. Grazie a tutti voi, orgoglio di una grande associazione”. E’ così che il presidente della Fidas sez. ischitana Luigi Trani ha annunciato lo stop alle donazioni di sangue di domenica 15 marzo, giornata che però si ripeterà domenica 22 marzo per far fronte all’emergenza sangue della Campania. L’emergenza Coronavirus sta portando a termine le scorte di sangue, bloccando le donazioni e le scorte del Cardarelli – che servono tutti i malati con qualsiasi patologia che ha bisogno di trasfusioni – sono quasi finite.

Il sangue è ancora indispensabile per affrontare le emergenze del pronto soccorso, della chirurgia d’urgenza, delle rianimazioni e delle terapie intensive, per affrontare una complicanza durante un intervento chirurgico o un parto difficile. È ancora un supporto fondamentale per affrontare le terapie antitumorali, è ancora indispensabile per i pazienti affetti da anemia cronica che periodicamente e per tutta la vita devono effettuare una trasfusione o come ad esempio succede ai nostri pazienti microcitemici/talassemici. Nonostante le restrizioni imposte dal decreto “Io resto a casa”, la donazione di sangue è infatti consentita e, mai come in queste ore, caldeggiata dalle autorità sanitarie per evitare che la sanità campana finisca in ginocchio per il deficit di sangue piuttosto che per il Covid.

Il coronavirus non si trasmette attraverso il sangue che non dovrà essere sottoposto a nessuna ulteriore verifica, la donazione quindi non comporta alcun rischio. Inoltre, ha fatto sapere il presidente Luigi Trani, sarà organizzata una donazione infrasettimanale per i componenti delle Forze dell’Ordine ischitane. Per donare, lo ricordiamo, occorre essere in perfetto stato di salute, che nei precedenti 15 giorni non si sia verificato alcun stato influenzale o di tosse e raffreddore. Una volta giunti all’ex presidio Sanitario San Giovangiuseppe della Croce si dovrò tenere una distanza di almeno 1 metro e si entrerà una alla volta. Necessario sarà prenotarsi e la richiesta è soprattutto per i gruppi zero.

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