Missione Tribunale, Rossetti:«Il 2026 è l’anno buono»
Il noto legale, componente del direttivo dell’Assoforense Ischia, spiega che ormai la stabilizzazione del presidio giudiziario è prossima e potrebbe avvenire anche prima della stagione estiva. Il suo ottimismo: «Oggi esistono un percorso definito e una prospettiva temporale che, se rispettata, potrebbe finalmente portare all’approvazione del provvedimento»

Avvocato Rossetti, la domanda da un milione di dollari con cui apriamo questa nostra conversazione è inevitabilmente la seguente: il 2026 potrà davvero rappresentare l’anno decisivo per la stabilizzazione del Tribunale?
«Riteniamo di sì. Tutti gli elementi oggi disponibili ci inducono a pensare che questo possa essere l’anno della svolta. Sappiamo infatti che è in corso l’esame di un disegno di legge che prevede la stabilizzazione del Tribunale, unitamente a quella di altri tribunali abruzzesi e delle sezioni distaccate insulari. Dalle informazioni in nostro possesso emerge che dovrebbe essere avviata a breve la calendarizzazione per la discussione dei disegni di legge e, secondo quanto ci è stato riferito, l’approvazione dovrebbe arrivare entro l’estate. È chiaro che parliamo sempre con una certa prudenza, perché di stabilizzazione si discute ormai da molti anni. Tuttavia, rispetto al passato, oggi esiste qualcosa di più concreto: un percorso definito e una prospettiva temporale che, se rispettata, potrebbe finalmente portare all’approvazione del provvedimento».
Dando per acquisito che l’iter parlamentare segua i tempi annunciati, le chiedo allora quanto sareste sorpresi, come associazione forense, se questa scadenza non venisse rispettata. E, guardando invece al bicchiere mezzo pieno, che cosa dovrebbe accadere immediatamente dopo l’eventuale approvazione?
«Il nostro auspicio è che le scadenze vengano rispettate e che si riesca comunque ad avere un provvedimento definitivo entro l’anno. Qualora ciò accadesse, il passo successivo dovrebbe essere un cambiamento sostanziale nell’approccio verso la sezione distaccata. Fino ad oggi, infatti, a seguito della riforma della geografia giudiziaria, la sezione è stata percepita come una realtà in proroga permanente. Questa condizione ha inevitabilmente inciso sulla programmazione delle risorse, impedendo un adeguato aggiornamento sia degli strumenti sia dell’organico. Anche i magistrati assegnati sono stati destinati alla sede per periodi limitati e in numero inferiore rispetto a quello previsto sulla carta. Con la stabilizzazione ci auguriamo che questa impostazione possa essere superata, creando le condizioni per rendere Ischia una sede realmente attrattiva, non più provvisoria ma strutturalmente riconosciuta».
Il tema dell’insularità, del resto, incide in maniera evidente anche in altri ambiti strategici, come la sanità e la scuola, e rappresenta un elemento di criticità che va oltre la sola questione giudiziaria.
«Certamente. In questo contesto va ricordato anche il percorso avviato con la riforma dell’articolo 119 della Costituzione, che ha previsto misure specifiche per ridurre lo svantaggio derivante dall’insularità. Tuttavia, tali previsioni devono tradursi in interventi concreti ed efficaci. È qui che entrano in gioco gli incentivi, che potrebbero rappresentare il naturale sviluppo successivo alla stabilizzazione. Una sezione stabile costituisce già di per sé un elemento di garanzia per un magistrato che valuti un’assegnazione a Ischia: una sede non più soggetta a proroghe occasionali offre infatti maggiori certezze. A questo andrebbero affiancati incentivi economici, previsioni normative dedicate e, a mio avviso, anche meccanismi di valorizzazione in termini di progressione di carriera. In passato tali aspetti venivano talvolta affidati a valutazioni informali; renderli strutturali e trasparenti potrebbe rappresentare una risposta concreta alle difficoltà operative della sezione».
«Il nostro auspicio è che le scadenze vengano rispettate e che si riesca comunque ad avere un provvedimento definitivo entro l’anno. Qualora ciò accadesse, il passo successivo dovrebbe essere un cambiamento sostanziale nell’approccio verso la sezione distaccata»
In conclusione, al netto di quanto ancora dovrà accadere e di ciò che ci auguriamo possa realizzarsi nel prossimo futuro, qual è oggi lo stato di salute della giustizia isolana?
«Nel complesso possiamo dire che lo stato di salute della giustizia isolana è discreto. Il sistema funziona, pur in presenza di carenze note e strutturali. La Presidenza del Tribunale sta intervenendo, di volta in volta, per limitare le criticità e garantire la continuità del servizio. Se si considera il quadro generale delle difficoltà che interessano l’intero sistema giudiziario nazionale, la situazione sull’isola non può dirsi negativa. Resta una condizione di precarietà, ma si tratta comunque di una soluzione che, allo stato attuale, riesce a garantire il funzionamento della giustizia».






