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Ischia, saluta il commissario Legnini: dal governo non arriva il rinnovo

L’ufficialità non è ancora arrivata, ma nei fatti il quadro appare ormai definito. Si avvia alla conclusione l’esperienza di Giovanni Legnini alla guida della struttura commissariale per la ricostruzione dei territori dell’isola d’Ischia colpiti dal terremoto del 2017 e dall’alluvione del 2022. Un percorso che si chiude lasciando un segno tangibile e difficilmente contestabile.

Nel suo mandato, Legnini ha dimostrato concretezza, visione e capacità operativa, riuscendo là dove per troppo tempo si erano accumulati ritardi e incertezze. Alla ricostruzione ha impresso quella svolta attesa da anni, un’accelerazione certificata dai numeri prima ancora che dalle valutazioni politiche, e che rende evidente la distanza tra il “prima” e il “dopo” il suo arrivo. Un cambio di passo che ha restituito fiducia alle comunità colpite e credibilità all’intero processo.

Il governo, secondo quanto trapela da Roma, non rinnoverà l’incarico. Il decreto di nomina del successore sarebbe già stato firmato, anche se non ancora pubblicato, alimentando una fase di comprensibile attesa e qualche interrogativo sul futuro. Chi raccoglierà il testimone si troverà di fronte a un compito tutt’altro che semplice, sebbene reso meno gravoso proprio dal lavoro strutturato e ordinato lasciato in eredità da Legnini e dalla sua squadra.

È inevitabile che l’avvicendamento comporti una fase iniziale di assestamento: entrare nei meccanismi già avviati richiederà tempo. Le indiscrezioni sul possibile successore restano poche e frammentarie: si parla di un professionista di origine salernitana, docente universitario, considerato vicino al centrodestra e in particolare a Fratelli d’Italia. Ma per le conferme ufficiali ci sarà modo di attendere.

Questo, invece, è il tempo dei ringraziamenti. Il tempo di salutare Giovanni Legnini con il riconoscimento che spetta a chi ha lavorato con serietà, metodo e risultati concreti. Un grazie sincero per quanto fatto per Ischia e per la sua gente, che oggi guarda alla ricostruzione con maggiore fiducia e prospettiva.

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