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ISCHIA SEGRETA, TRA LE MERAVIGLIE DI SORGETO E CAVASCURA C’È ANCHE LO SCEMPIO DELL’OLMITELLO

C’è chi vuole la spiaggia classica, mettere i piedi nella sabbia. C’è chi preferisce gli scogli o un pavimento di ciottoli sotto i piedi. E c’è chi se ne frega, bada solo al mare, basta che è pulito.  A Ischia puoi goderti il mare come meglio credi, dove meglio credi. L’isola non è solo fatta di paesaggi mozzafiato, ha anche un patrimonio naturalistico immenso: sorgenti di acqua termale e fumarole, valli e colline, boschi bellissimi e il monte Epomeo, scogliere e spiagge.

Sorgeto è un’insenatura, sede naturale di un vero e proprio parco termale all’aperto. Sauna e vapori terapeutici, questo è quello che madre Natura volle donare all’Isola d’Ischia in tempi remoti, ed oggi è tutto a disposizione gratuitamente per coloro che cercano un posto per ritemprarsi dallo stress e dalle fatiche quotidiane.

Raggiungibile sia via mare che a piedi attraverso una ripida rampa di scale che parte dal borgo di Panza, è un vero sollievo lasciarsi andare a quel suo miscuglio di caldo-freddo, dolce-salato, gustandosi uno dei più meravigliosi panorami che mai si possa immaginare. Attenzione, però, i suoi scogli e le sue pietre a volte sono bollenti! Incontriamo Susy, una ragazza di Roma in vacanza per qualche giorno a Ischia. Estasiata dalla baia di Sorgeto. “Non è stato semplice arrivare fin qui, ma ne è valsa la pena. Alloggiamo a Casamicciola ed in autobus siamo arrivati fino a Panza e, dopo aver percorso una stradina di circa 1 Km abbiamo percorso più di 200 scalini per arrivare sino al mare. Ma poi ci siamo ritrovati in questo Paradiso ed abbiamo dimenticato la fatica. Siamo  rimasti piacevolmente stupiti per l’acqua calda e per la temperatura mite. Credo che fare un bagno a Sorgeto sia un’esperienza unica al mondo perchè l’acqua marina si confonde con l’acqua termale creando una miscela che rigenera il corpo e la mente.  Bello anche il bagnino “il pirata” che vende fanghi termali a prezzi modici dopo averti spennellato con questi ultimi e dopo averti spiegato l’utilizzo che se ne può fare. Questa baietta è un vero paradiso ed offre un’esperienza veramente indimenticabile”. Ah, Susy ci lascio con un “sono sicura che qui ci tornerò anche in inverno”.

A pochi passi dalla spiaggia dei Maronti, invece, c’è l’indicazione di un sentiero che si addentra verso l’interno. Il percorso è pieno di erba alta, ostacoli e, purtroppo, anche immondizia. Dopo qualche centinaio di metri si arriva ad una costruzione con un piccolo rubinetto ed un cartello che indica l’arrivo alla sorgente di Olmitello. Incontriamo qualche turista. “Da bambino – ci dice Andrea – ci venivo a giocare per scappare al caldo della spiaggia dei Maronti. Adesso ci ho portato i miei figli per fare vedere loro i rospi smeraldini. Ho trovato il ruscello in uno stato di abbandono e degrado tale da rendere pericolosa la visita. Consiglio di guardare solo in alto per godere dello spettacolo del canyon dell’Olmitello. Il resto, ahimè, è degrado”. Stessa impressione di Luigi: “Come è possibile che non si faccia nulla per preservare questo patrimonio? Un vero peccato trovare la sorgente in questo stato di degrado ed abbandono. Il luogo sarebbe magico, se conservato ad esempio come le Terme di Cavascura poco più avanti. Di chi è la colpa?”

A due passi da Sant’Angelo e dai giardini termali Aphrodite Apollon, su una delle più calde falde Termali dell’isola, in un piccolo fazzoletto di spiaggia dei Maronti, da secoli il respiro di Tifeo fuoriesce dalle profondità della terra. Un fenomeno molto interessante dovuto all’attività vulcanica dell’isola d’Ischia:“le Fumarole”. Subito la nostra attenzione viene colta da un improvvisato picnic. “Ci avevano raccontato questa esperienza ma non l’avevamo ancora provata – ci spiegano alcuni ragazzi napoletani”. E continuando: “Abbiamo provato le uova sode e ‘cucinato’ totani e patate. È stato davvero divertente vedere come la natura abbia cucinato i nostri cibi”. Sin dai tempi degli antichi romani la sabbia calda veniva utilizzata per curare gli acciacchi del corpo, attraverso le così dette sabbiature, oggi c’è anche un uso ‘alimentare’. Naturalmente è tutto self-made, bisogna comprare gli ingredienti, la carta alluminio, incartocciare il tutto ed infornare a 100 gradi sotto la sabbia delle fumarole, dopo poco più di un’ora il tutto è pronto. Nei periodi più caldi, durante l’attesa della cottura, il bagno è obbligatorio.

Giovanna Ferrara

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