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Ischia Servizi, ecco lo statuto della “super” partecipata

DI GAETANO FERRANDINO

ISCHIA – E’ tutto deciso, anche il nome. Per una sorta di curiosa par condicio, nessuno dovrebbe prevalere sugli altri e dunque sarà completamente ex novo. Si chiama, o meglio si chiamerà, “Ischia Servizi”, la nuova super partecipata varata dal Comune di Ischia, destinata ad accogliere in un unico soggetto giuridico Ischia Ambiente, Ischia Risorsa Mare e Genesis: gestione dei rifiuti, del diportismo nautico e dei tributi tutto insieme in un allegro e magari eterogeneo mix. Un soggetto di cui oggi il Golfo rivela in anteprima anche alcuni dei punti cardine dello statuto che andranno a comporre la costituenda società. La società si legge in primis, costituisce un modello organizzativo per la gestione di servizi pubblici e strumentali da parte degli enti locali soci ed ha per oggetto lo svolgimento di tutte le attività riconducibili ai servizi predetti fin qui distinti con contabilità separata. Nel punto 1, tra l’altro, si legge che la società, potrà “assumere e cedere partecipazioni ed interessenze in società, imprese, consorzi, associazioni ed in enti giuridici dotati di soggettività, aventi oggetti uguali, simili, complementari, accessori, ausiliari o affini ai propri, sia direttamente che indirettamente; potrà costituire e liquidare gli stessi soggetti sopra indicati, nonché esercitarne il coordinamento tecnico-finanziario-amministrativo, tanto in ipotesi di responsabilità limitata che di responsabilità illimitata dei predetti enti per le obbligazioni assunte”

Il titolo secondo ricorda che il Comune di Ischia è socio unico per il periodo previsto dalla legge. Il capitale sociale è di € 120.000,00  detenuto totalmente dal Comune di Ischia che, quale socio unico della Società, esercita sulla stessa un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. a condizione che sia rispettato il principio che la totalità delle quote sia in possesso esclusivo di soggetti pubblici. Dopo la sezione destinata al cosiddetto controllo analogo e quella sull’assemblea dei soci si arriva nel merito dell’amministrazione della società, compito che spetta a un amministratore unico o un consiglio d’amministrazione composto da tre a cinque membri. che abbiano maturato attività specifica presso una serie di imprese. Scendendo nello specifico l’art. 26 spiega che “L’Organo amministrativo dura in carica per tre esercizi finanziari ed è rieleggibile. Le nomine avvengono anche in considerazione del rapporto fiduciario esistente tra l’Amministratore unico o i componenti del Consiglio di Amministrazione ed il Socio pubblico. Detto rapporto fiduciario rappresenta condizione imprescindibile per l’esercizio del controllo analogo, così come disciplinato dal presente Statuto e dai Soci”.

Per quanto riguarda la gestione contabile separata all’art. 35 si legge che “l’esercizio sociale comincia con il primo gennaio e finisce il 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio, l’Organo amministrativo procede alla formazione del bilancio sociale con il conto economico e la nota integrativa a norma di legge. Allo scopo di consentire un controllo più incisivo sulla gestione e lo svolgimento delle attività di cui all’art. 5 del presente Statuto, con riferimento a ciascun ramo aziendale la Società tiene: una contabilità separata con autonoma evidenziazione dei risultati, al fine di rendere trasparenti e separati gli esiti gestionali di ciascuno dei rami aziendali; apposita rendicontazione separata, con autonoma evidenziazione dei risultati gestionali, relativamente a ciascuno dei rami aziendali, da evidenziare, a cura dell’Organo amministrativo, nella relazione sulla gestione, allegata al bilancio, oppure nella nota integrativa”. Ancora, si legge che “gli utili d’esercizio, prelevato il 5% (cinque per cento) per la riserva legale, fino a che questa non raggiunga il 20% (venti per cento) del capitale sociale, sono assegnati alle azioni. L’Assemblea può deliberare la formazione di riserve straordinarie da effettuarsi mediante speciali prelevamenti sugli utili oppure può disporre di mandarli in tutto o in parte ai successivi esercizi”.

Relativamente allo scioglimento o alla liquidazione “La Società è tenuta ad adottare, con deliberazione Assembleare, su proposta dell’Organo amministrativo, specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, al fine di prevenirne la formazione. Qualora da tale valutazione emergano uno o più indicatori di crisi, l’Organo amministrativo dovrà adottare senza indugio un idoneo programma di risanamento, contenente i provvedimenti necessari per evitare l’aggravamento della crisi, per correggere gli effetti negativi e per eliminarne le cause. In caso di fallimento o concordato preventivo, la mancata adozione di provvedimenti da parte dell’Organo amministrativo costituisce “grave irregolarità” ai sensi dell’art. 2409 cod. civ. Per lo scioglimento e la liquidazione della Società si applicano le disposizioni vigenti in materia. In caso di scioglimento della Società per le cause di cui all’art. 2484 cod. civ., l’Assemblea straordinaria determinerà le modalità della liquidazione e nominerà uno o più liquidatori, fissandone i poteri, i compensi e le regole di funzionamento, ferme le disposizioni di cui agli artt. 2485 e seguenti cod. civ.”.

A beneficio dei singoli si ricorda che la nuova società “è assoggettata al diritto di accesso, normato dagli artt. 22 e seguenti della legge 241/1999, il quale, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza. I Consiglieri Comunali hanno diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni in possesso delle Società, utili all’espletamento del mandato di Consigliere. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge. Al fine di garantire la trasparenza, intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, i principi di cui al decreto legislativo 33/2013 sono estesi alle Società”.

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