CRONACAPRIMO PIANO

Pozzuoli, nuovo stop al pontone anti bradisismo

Il progetto, pensato per compensare l’innalzamento del terreno, incontra ostacoli tecnici legati alla posa dei supporti nel fondale e lungo le banchine. Uno dei pali non raggiunge la profondità prevista, costringendo i tecnici a sospendere le attività e ad avviare verifiche sulla composizione del sottosuolo

Come se non bastassero i disagi tipici dei mesi invernali nel quadro già poco entusiasmante dei trasporti marittimi torna di attualità la questione del pontone anti bradisismo del porto di Pozzuoli, la cui entrata in funzione sta diventando qualcosa di molto simile ad una barzelletta. Peccato però che non faccia ridere né gli ischitani e né i procidani, costretti loro malgrado a fare i conti con le problematiche che il sollevamento del suolo dei Campi Flegrei sta causando da parecchi mesi a questa parte anche per le operazioni di imbarco e sbarco dai traghetti che collegano le due isole. Come si ricorderà la regione Campania aveva deciso di risolvere la questione con un pontone galleggiante da piazzare davanti alle banchine del porto puteolano, una struttura galleggiante che faccia da scalino tra i portelloni delle navi e le banchine riducendo l’altezza di queste ultime, una operazione che pareva semplice e veloce ma che invece si sta rivelando una specie di Odissea. Chi frequenta l’approdo flegreo avrà infatti notato che negli ultimi giorni i lavori per il montaggio delle strutture di sostegno del pontone, specificatamente i numerosi piloni da infilare nel fondale marino e nella parte più esterna della banchina, sono desolatamente fermi.

A bloccarli pare siano le difficoltà riscontrate nel piantare uno di questi piloni, che infatti ora sporge di qualche metro dalla banchina, segnale inequivocabile che nonostante gli sforzi non si riesce a spingerlo sino alla profondità che i progettisti dell’opera hanno calcolato. Questo intoppo comporta conseguenze serie nel senso che le difficoltà incontrate per questo singolo palo hanno indotto i tecnici ad avviare sia delle analisi sulla consistenza del sottosuolo della zona interessata dai lavori e sia delle prove di carico sui piloni stessi. L’ipotesi è che il suolo dell’area destinata ad essere rinforzata con i piloni sia decisamente meno cedevole di quanto previsto, un elemento che potrebbe cambiare radicalmente le specifiche tecniche dell’intervento di rinforzo in corso di esecuzione. Come superare questo ennesimo impasse ? Fondamentale sarà a questo punto il risultato delle indagini geotecniche commissionate per comprendere cosa si cela al di sotto delle banchine e del fondale marino del porto puteolano nonchè delle prove di carico, tuttora in esecuzione, sui piloni. Va da sé comunque che anche l’ultima delle date annunciate per l’entrata in funzione del pontone è di fatto già scaduta e che l’attuale stato di incertezza non lascia presagire nulla di buono circa l’inizio effettivo del suo utilizzo. Giova ricordare che del pontone si parla da oltre un anno e mezzo ma fino ad oggi non è stato ancora messo in grado di funzionare mentre in questi mesi si sono susseguite le date in cui avrebbe dovuto iniziare a essere operativo: Pasqua 2025, poi inizio giugno poi inizio settembre, mese in cui in realtà sono iniziati i lavori per le strutture di rinforzo.

Le analisi geotecniche e le prove di carico in corso potrebbero imporre una revisione delle soluzioni progettuali e ulteriori slittamenti dei tempi

Si era poi parlato di fine novembre e – dopo la prevedibile pausa natalizia – si sperava che con l’inizio del nuovo anno si potesse finalmente vedere all’opera la grande chiatta galleggiante che dovrebbe permettere ai veicoli di poter salire e scendere senza difficoltà dalle navi dirette ad Ischia e Procida. A questo punto diventa esercizio pressoché impossibile, oltre che sostanzialmente inutile, provare a ipotizzare quando il pontone potrà essere operativo. Sebbene le velocità di sollevamento del suolo dei Campi Flegrei sembrerebbe negli ultimi mesi meno elevata che nel recente passato, le banchine dell’approdo puteolano sono comunque altissime rispetto a quando furono costruite. E gli effetti per la regolarità delle operazioni portuali sono pesanti. Il dislivello che si crea tra le banchine e le navi è elevatissimo, i portelloni assumono pendenze enormi rendendo molto difficoltoso salire e scendere dai traghetti; all’inizio i problemi c’erano soprattutto per i camion più lunghi e pesanti, poi è toccato ai bus ed oggi si registrano anche per le autovetture ed i passeggeri a mobilità ridotta.

Nel frattempo continuano disagi per passeggeri e mezzi diretti verso le isole, con rallentamenti, difficoltà di accesso e ripercussioni sull’organizzazione dei collegamenti marittimi

Ads

Oltre ai danni ai veicoli ed alle navi si verificano ormai quotidianamente ritardi spesso spropositati sugli orari di partenza delle navi visto che per sbarcare o imbarcare veicoli e passeggeri in sicurezza ci vuole molto più tempo del passato. Forse non è inutile però ricordarci che tra meno di novanta giorni arriva la Pasqua e cioè l’inizio della stagione turistica per le nostre isole, una scadenza a cui sarebbe imperdonabile farsi trovare di nuovo alle prese con le difficoltà d’imbarco nel porto più importante per i flussi dei veicoli diretti ad Ischia e Procida. Magari anche questo argomento potrà entrare nella affollata agenda di Mario Casillo, il nuovo assessore regionale ai Trasporti, unica e/o ultima speranza per ottenere trasporti ed infrastrutture marittime dignitosi nel golfo di Napoli.

Ads

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio