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Ischia è un meraviglioso mondo di sapori

DI ANNAMARIA CHIARIELLO *

Parto da un concetto, e spero di essere chiara: per me l’intera isola d’Ischia è un territorio straordinario, un luogo di incomparabile bellezza, un ecosistema tanto complesso e delicato quanto pieno di biodiversità. Ma ritengo sia riduttivo esaurire il racconto di Ischia col mare azzurro e con le acque termali “imprigionate” nelle viscere della terra ed impiegate per curare malattie respiratorie, reumatismi, dermatiti o più semplicemente per dare relax, rigenerare chi gode di quelle acque che solo ad Ischia hanno effetti miracolosi. È una narrazione onesta, pulita, reale, che richiama migliaia di turisti, migliaia di ospiti che arrivano da ogni angolo del mondo, ma sono da sempre persuasa del fatto che quello che raccontiamo è solo un pezzo della straordinaria ricchezza della nostra isola.

 

Ischia ha attratto sin dall’antichità popoli che hanno costruito la storia della nostra civiltà, intendo i greci e poi i romani, che scelsero di colonizzare la nostra isola non solo per sete di conquista o per usarla come area di scambi e di commerci. Ischia è stata sempre un luogo dove rimanere, un buon retiro per chi poteva permettersi una dimora per villeggiare (penso già ai nobili romani), ma anche terra fertile da coltivare. Una terra che dà eccellenti frutti. Prodotti sani, genuini che sull’isola d’Ischia vengono sapientemente trasformati e portati a tavola da chef celebrati in Italia e nel mondo ché deliziano il palato con sapori e profumi ischitani. Sì, certo, parliamo di chef stellati come Nino Di Costanzo (2 stelle Michelin), Pasquale Palamaro, Giovanni De Vivo o l’ex stellata Libera Iovine e tanti altri cuochi, che sono anch’essi patrimonio dell’isola. A Ischia c’è mediamente una ristorazione di eccellenza. E questo lo si deve sicuramente alla bravura di chi cucina ma anche ai prodotti sani coltivati in terreni di origine vulcanica particolarmente fertili. Il vanto dell’isola d’Ischia sono i contadini che difendono questo patrimonio di verde che resiste al cemento grazie al lavoro nei campi che coltivano. L’orgoglio dell’isola d’Ischia sono i vignaioli che combattono ogni giorno una battaglia campale contro chi vuole sfregiare la bella costa dell’isola  piantando viti e producendo vino di eccellente qualità. Uno dei pionieri della vinificazione isolana, Antonio Mazzella, titolare delle omonime cantine, è stato premiato quest’anno al Vinitaly di Verona per aver imbottigliato il più buono bianco del 2017. Mi riferisco ovviamente al Vigna del Lume, di cui ogni anno si producono circa 6000 bottiglie. Con grandi sacrifici, con una vendemmia eroica dove pigiatura e torchiatura sono ancora manuali. Con il mosto che viene trasportato via mare in appositi contenitori sistemati sulle barchette. Quando qualche giorno fa il sindaco Enzo Ferrandino ha consegnato ad Antonio Mazzella il Premio Speciale Loro di Ischia in rappresentanza dell’azienda che è anche la famiglia mi sono commossa sentendo l’amore di quest’uomo per la sua terra. E  ci sono tanti altri uomini e donne isolani che lavorano la terra, fanno sacrifici incredibili per coltivare viti, raccogliere l’uva e torchiarla per produrre il vino di Ischia, eccellenza esportata in tutto il mondo. Quest’anno il prestigioso premio di miglior bianco dell’anno è andato ai Mazzella, ma sull’isola d’Ischia ci sono grandi famiglie che hanno fatto la storia della vitivinicoltura in Campania e in Italia: dai D’Ambra a Pietratorcia della famiglia Iacono, da Perrazzo a Cenatiempo passando per Tommasone. A queste famiglie va ascritto il merito anche di aver frenato con le loro vigne in luoghi a volte impervi, impossibili quella folle corsa alla edificazione abusiva e selvaggia che stava devastando le coste isolane. Ischia è un’isola ancora verde, ancora piena di straordinaria vitalità e tantissime ricchezze (anche giacimenti culturali di immenso valore, in ultimo ma non per ultimo penso ad Aenaria, la città sotto il mare di Cartaromana) che andrebbero messe a sistema. Che vuole dire? Che il prodotto Ischia dovrebbe essere promosso senza disperdere risorse e senza sovrapposizioni nella sua straordinaria ricchezza, complessità e bellezza sui mercati internazionali. Sono certa che questo può essere il momento giusto per vincere questa battaglia. Chi è già stato ad Ischia di norma ci torna perché si è trovato bene, perché ha riscontrato soprattutto la qualità dell’accoglienza degli ischitani. Ma sono altrettanto certa che dobbiamo fare ogni sforzo per consentire a chi Ischia ancora non l’ha visitata di venirci a trovare. Come ingolosire i nostri prossimi ospiti? Turismo, agricoltura ed enogastronomia. Per me questi sono i tre pilastri del tessuto produttivo isolano. Le istituzioni pubbliche devono favorire queste forme imprenditoriali, potenzialmente in grossa espansione. Nei giorni scorsi abbiamo organizzato ad Ischia assieme a Coldiretti gli stati generali dell’agricoltura delle isole. Abbiamo richiesto di riconoscere come prodotto agricolo territoriale (Pat o bandiera del gusto) il fagiolo zampognaro.  Abbiamo scoperto che sull’isola d’ischia ci sono condizioni ottimali per favorire l’impresa della elicicoltura. Ci siamo persuasi del fatto che non debba esserci un  metro quadrato di terreno incolto o abbandonato. Abbiamo favorito i mercatini agricoli di Coldiretti per la vendita di prodotti a chilometro zero. Nel comune di Ischia il sindaco Enzo Ferrandino si danna l’anima ogni giorno per coinvolgere i nostri concittadini all’uso consapevole delle auto, favorendo una mobilità sostenible con sistemi di trasporto pubblico, isole pedonali, luoghi di silenzio. Possiamo fare mille cose, organizzare mille iniziative, sviluppare mille progetti per rendere sempre più appetibile la nostra meravigliosa isola. E però la nostra fortuna deve essere sempre partire dalla valorizzazione di un prodotto che o ce l’hai o non ce l’hai, si chiama natura. E Ischia è la più genuina manifestazione della bellezza della natura in tutte le sue sfaccettature. Ancora oggi, se qualcuno mi chiedesse, perché venire in vacanza ad Ischia, avrei l’imbarazzo della scelta nell’elencare i motivi per cui essere nostri graditi ospiti. Non direi solo “venite perché abbiamo un  mare cristallino e un termalismo tra i migliori al mondo”. No, è scontato. Venite perché mare e terme sono una certezza, ma restate qualche giorno in più e non solo in estate ma tutto l’anno perché potete andare per sentieri meravigliosi tra boschi, inerpicandovi sul monte Epomeo e scorrazzando per colline. Venite e andate per cantine ad assaggiare il vino buono dei nostri vignaioli. Non perdetevi nulla dello straordinario patrimonio archeologico visitabile: dalla Coppa di Nestore di Villa Arbusto a Lacco Ameno agli scavi di Punta Chiarito passando per il Castello Aragonese ed Aenaria, la città  romana sotto il mare della baia di Cartaromana, la Torre di Sant’Anna e tanti altri luoghi incantevoli). Venite a Ischia e costruitevi un vostro personale itinerario enogastronomico andando per ristoranti con chef stellati o  in trattorie a conduzione familiare dove potete gustare la cucina tipica isolana. Insomma, Ischia è davvero un mondo. E forse è per questo che vengono da tutto il mondo per visitarla. Tocca a noi essere i migliori padroni di casa per far godere i nostri ospiti delle nostre bellezze.

 

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* assessore alla Comunicazione di Ischia

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