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Ischitana vittima di stalking, domiciliari per il presunto persecutore

L’uomo, a cui era già stato vietato l’avvicinamento alla donna, contattata sui social e divenuta bersaglio di minacce e molestie, è stato posto agli arresti presso la propria abitazione con braccialetto elettronico a causa delle continue violazioni del divieto

È stata aggravata la misura cautelare per V.M., cittadino 36enne residente a Giugliano. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a causa delle plurime violazioni del divieto di contattare una donna foriana, vittima di comportamenti persecutori da parte del giuglianese indagato, che già a luglio era stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa. I due avevano stabilito un contatto tramite il social network Facebook, ma dopo una breve serie di conversazioni in chat durata alcuni giorni, la donna aveva deciso di interrompere ogni genere di comunicazione col soggetto, avendo percepito alcune zone d’ombra nella sua personalità.

Questa scelta aveva tuttavia innescato l’imprevedibile e ingiustificata ira del 36enne che, da quale momento, ha iniziato a perseguitarla a telefono, tramite le applicazioni di messaggistica Whatsapp e Messenger, arrivando addirittura a minacciare di morte lei e il suo presunto fidanzato. Una situazione assurda, insostenibile, una persecuzione durata alcuni mesi, fino a quando la povera vittima ha deciso di rivolgersi all’avvocato Michele Calise. Il noto penalista, dopo un’altra dettagliata denuncia, aveva richiesto e ottenuto l’applicazione del divieto di avvicinamento, misura concessa dal pubblico ministero, dottoressa Francesca Falconi, della Procura della Repubblica di Napoli. La stessa dottoressa Falconi che ora ha chiesto e ottenuto dal Gip Nicoletta Campanaro la sottoposizione dell’indagato agli arresti domiciliari.

Dopo la prima misura restrittiva, l’indagato aveva ricevuto anche l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con la contestazione di tutti i fatti posti in essere in danno della signora isolana, anche lei destinataria dell’avviso, così come previsto dalla recente normativa di contrasto ai reati di genere e alle condotte di violenza domestica. Come si legge nell’avviso, l’uomo è indagato per il delitto previsto dall’articolo 612 bis commi 1 e 2 del codice penale, «perché con condotte reiterate di minaccia e molestia» provocava alla vittima «un perdurante e grave stato di ansia e paura, ingenerando in lei un fondato timore per la propria incolumità». In particolare, dopo che la donna aveva deciso di interrompere la conoscenza intrapresa sul social network con l’indagato «inviava alla persona offesa numerosi messaggi sulla propria utenza cellulare, tramite l’applicazione “whatsapp”, minacciandola con frasi violente di contenuto pesantemente osceno, fino a creare numerosi altri profili facebook, a nome suo e della vittima, fingendosi in tal modo il fidanzato della vittima e contattando amici e parenti di quest’ultima allo scopo di carpire sue informazioni personali. Non è tutto: l’uomo contattava il luogo di lavoro della donna, fingendosi un tecnico della Telecom, cercando di avere altre informazioni su di lei. L’indagato inoltre chiamava con numero sconosciuto l’utenza cellulare della donna, dicendole di essere intenzionato a raggiungerla ad Ischia per fidanzarsi con lei, nonostante i reiterati rifiuti. Toccherà alla Procura di Napoli valuterà se richiedere il rinvio a giudizio dell’indagato.

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