Odissea ischitana a Sharm El Sheikh
Anche una delegazione di nostri concittadini tra i 600 italiani rimasti bloccati per giorni nella località di villeggiatura a causa della chiusura dello spazio aereo per un guasto tecnico che ha portato alla cancellazione dei voli. La testimonianza di Anna Di Scala

«Siamo partiti un poco scaglionati, in serata per Milano – racconta Anna Di Scala, docente ischitana anch’ella prigioniera delle vacanze contattata nel giorno dell’Epifania dal nostro giornale – poi trovare una coincidenza per Napoli. Abbiamo avuto grosse difficoltà! La situazione in aereoporto a Sharm è stata tremenda di caos assoluto. Non potevamo restare sette giorni ancora a Sharm in queste condizioni. Abbiamo chiesto aiuto disperatamente, chiesto ovunque affinche qualcuno ci ascoltasse». «Finalmente si è palesato anche il console di Sharm e due rappresentati dell’ambasciata del Cairo. Loro sono stati molto disponibili, però la soluzione e’ stata cercarsi singolarmente i voli, che si è dovuti pagare a nostre spese, poichènon ci sono voli speciali EasyJet. Poiche i voli per Napoli sono tutti full, da giorni, abbiamo dovuto sperare in voli su Malpensa e poi trovare il modo di arrivare a Napoli. Oppure su Instabul, con scalo per poi arrivare a Roma o Milano. La situazione e’ stata grave specie bambini, anziani e donne incinte. Insomma, una vera e propria odissea».
Sono, infatti, circa 600 i turisti italiani rimasti bloccati per giorni nella località egiziana di Sharm El-Sheikh a causa della chiusura dello spazio aereo greco per un guasto tecnico alle comunicazioni, che ha portato alla cancellazione di tre voli commerciali diretti a Milano nella giornata di domenica 4 gennaio. Tra questi viaggiatori figurano, appunto, anche diversi turisti italiani, non pochi i campani e sopratutto gli ischitani, che si sono trovati nella stessa condizione e in attesa di poter rientrare in Italia. La Di Scala parla di una situazione drammatica tanto da spingerla a sollecitare l’intervento del ministero degli Affari Esteri. L’estremo tentativo di rimpatriare il prima possibile e superare quella che i nostri connazionali ritengono una totale assenza di comunicazione da parte di compagnie e società aeree. Come ci spiegano altri turisti, dopo la cancellazione del volo EasyJet per Napoli del 5 gennaio, i circa 500 passeggeri sono stati trasferiti in autobus all’Hamphoras Hotel. Qui, però, molti hanno dovuto attendere ore per una stanza e circa la metà inutilmente. Per questi ultimi la notte è proseguita con un ulteriore trasferimento al Continental Plaza Hotel, dove, però, gli ospiti sono stati svegliati dopo poche ore per liberare le stanze, senza alcuna certezza su dove andare o su quando potranno tornare a casa. Gli ischitani, come gli altri connazionali, hanno lamentato la totale assenza di informazioni.



La situazione è stata resa ancora più delicata dalla presenza, tra i turisti bloccati, di anziani, donne in gravidanza, bambini e persone con problemi di salute che non disponevano dei farmaci necessari. Molti altri hanno espresso la loro preoccupazione, dovendo tornare al lavoro e alle incombenze familiari. I turisti campani bloccati a Sharm El-Sheikh, in primis Anna Di Scala che si sono dati da fare per trovare voli di rientro, hanno sollecitato un intervento urgente della nostra diplomazia affinché venissero organizzati voli suppletivi per il rientro, lamentando la difficoltà nel trovare coincidenze su Napoli e Salerno per mancanza di posti disponibili essendo in questi giorni di vacanza tutti esauriti. I turisti campani, tra cui i nostri concittadini,hanno lamentato che per loro non si è trovata una rapida soluzione concretizzatasi invece per circa 90 passeggeri italiani di un altro gruppo che sono rientrati con un volo straordinario Neos, alla mezzanotte del 5 gennaio.«Tre giorni di calvario – esclama un’altra turista ischitana – non ne potevamo più!». In ogni caso la Farnesina si è attivata per renbdere disponibili voli straordinari, sempre con biglietti a pagamento, per i primi rientri seguiti da voli successivi e scaglionati.
I VOLI DI RIENTRO
Un volo EasyJet è stato poi organizzato per la sera del 6 gennaio alle 19. Sempre EasyJet ha anche annunciato la disponibilità a far rientrare su Milano altri 40 passeggeri, tramite accoglienza su altri voli già programmati con transito a Londra. Neos ha infine confermato all’Ambasciata la disponibilità ad attivare un ulteriore volo straordinario, che è stato previsto nella “notte del 6 gennaio alle 23.45 e i cui biglietti sono stati messi in vendita il 6 mattina. Con i tre voli organizzati, sono così finalmente riusciti a tornare a Milano tutti i nostri connazionali. Che dire, meglio tardi che mai…






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