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Isidoro: Giosi ha mentito, ma non sparo sulla Croce Rossa

ISCHIA – Non c’è un appuntamento fissato o calendarizzato, inutile raccontare baggianate e tanto vale dire la verità. L’incontro è di quelli assolutamente casuali e si consuma in poco più di dieci minuti ed arriva in una location francamente inusuale. Il cronista sta appena uscendo da un supermercato, l’ex assessore transita da quelle parti. Il saluto di rito, quattro chiacchiere, qualche domandina buttata qua e là che si trasforma in un discorso interessante che diventa l’intervista che pubblichiamo di sotto. Per la verità lui, l’ex assessore del Comune di Ischia Isidoro Di Meglio, mostra ad ogni passaggio tutta la sua ritrosia nel voler profferire parola, mostrando in maniera quasi ossessiva il suo snobbare il sindaco Giosi Ferrandino ed il resto del gruppo rimasto ad amministrare il paese. E ovviamente la chiacchierata non può non partire dalle dichiarazioni che primo cittadino ischitano ha reso proprio al nostro giornale nei giorni scorsi.

Giosi Ferrandino parlando a Il Golfo ha ricostruito la vicenda legata alla nomina del nuovo vicesindaco, spiegando come la tua fuga in avanti non aveva raccolto consensi unanimi tra i consiglieri di matrice Pd. Le cose sono andate realmente così?

«Mi chiedi un commento sull’intervista del Sindaco, debbo dirti che lo faccio a malincuore perché non mi va di tediare ulteriormente i cittadini che sono stufi di queste tarantelle e non hanno garanzie da questi resti di amministrazione in ordine a risultati e risposte alle lamentele che si sentono sul territorio, per cui per me  sembra un po’ come sparare sulla croce rossa anche perché ormai questa in carica – come precisato-  perso Luigi Mattera, Luigi Boccanfuso, Gianluca trani, Carmine Barile, Iannotta e il sottoscritto, è solo il resto di un amministrazione in picchiata libera, peraltro rappresentata da molti consiglieri che non sono stati nemmeno eletti direttamente dal popolo. Non v’è infatti chi non registri giorno dopo giorno un sempre crescente malcontento tra la popolazione nei confronti di un resto di amministrazione che non ha attitudini ad essere attenta e a mettere a soluzione le molteplici problematiche che stanno affondando il paese irreversibilmente e che affogherà chi ha avuto l’ardire di continuare a disamministrare in questo stato di cose».

Vabbene, però andiamo al sodo. In cosa ha sbagliato Giosi nella sua ricostruzione dei fatti?

«Io non voglio neanche più di tanto soffermarmi e porre l’accento sulle inesattezze ricostruttive della vicenda vicesindaco fatta da Giosi Ferrandino nella sua lunga intervista, perché come ho già più volte sottolineato non ero interessato a ricoprire questo ruolo ma la mia persona era stata proposta da un gruppo di consiglieri e contrariamente a quanto affermato dal Sindaco godeva anche, da una parte, del consenso del capogruppo del centro destra Gigi Mollo, e dall’altra, inizialmente- precisamente all’incontro delle Querce-  non solo di quattro consiglieri del PD ma anche degli altri compreso Enzo Ferrandino che si erano rimessi alla volontà dei quattro senza frapporre veti e quindi in definitiva acconsentendo. Insomma, altro che amministrazione che rischiava di andare a casa, come paventava il sindaco Ferrandino…».

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E allora cosa è successo poi?

«La verità è che – ancorchè come spesso è abituato a fare non manifestandolo soprattutto ai diretti interessati-  è stato Giosi che promuovendo successivamente una serie di riunioni singolarmente e collegialmente con i consiglieri al fine di scongiurare tale ipotesi ha dimostrato evidentemente che non vedeva di buon occhio questa iniziale investitura perché probabilmente non in linea con le logiche che intendeva continuare a perseguire in amministrazione. Debbo dire però che a me tutto ciò non è affatto dispiaciuto perché le mie dimissioni erano già state decise in precedenza da vari mesi e non certo – come erroneamente affermato dal Sindaco – per buttarmi in braccio a qualcuno o alla minoranza, visto che oltre a non cercare le braccia di nessuno ho ritrovato una inaspettata serenità, tuttavia quello che mi si imponeva, e le dimissioni rispondono solo a questo imperativo, era di prendere atto responsabilmente che il mio copioso elettorato non si riconosceva più ed era stufo della gestione ‘Ferrandiniana’ della cosa pubblica».

Nel commentare l’epilogo di questa vicenda, però, Giosi Ferrandino ha parlato dell’unica quadratura del cerchio possibile e lo ha fatto con toni soddisfatti. Non proprio il massimo della vita per te, immagino

«Il Sindaco poi ha detto che ha ricompattato il PD ed ha trovato in Enzo il futuro candidato Sindaco. Che dire, evviva! Finalmente è venuto allo scoperto, anche se và rimarcato che di queste ricompattazioni, lungo i mandati di Giosi se ne sono viste a miriadi per poi deflagare qualche mese dopo, anche perché incollate da un collante molto fragile fatto di mielose promesse che non faranno altro che alimentare le future tarantelle in consiglio comunale sulle spalle dei nostri cittadini».

E poi?

«E poi Giosi è troppo scaltro per non sapere che con i numeri che gli sono rimasti in amministrazione (ben poca cosa per sostenere la futura elezione di un Sindaco) e con l’avversione manifestata dai cittadini nei confronti dell’amministrazione peraltro evidenziata impietosamente negli ultimi due appuntamenti elettorali, non può indicare nessun candidato sindaco per il dopo, e quindi la domanda che faccio al trio Ferrandino ed in particolare a Giosi alla fine è questa: Giosi ‘quo vadis’»?

Di Gaetano Ferrandino

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