CULTURA & SOCIETA'

Iskiah e Glocal Rebranding: ecco la ricetta per il rilancio turistico

Giovedì pomeriggio, presso la Corte degli Aragonesi di Ischia, Volaviamare, Campanica e Officina Mirabilis, hanno presentato alcune proposte innovative per far crescere il marchio Ischia

Rafforzare il marchio Ischia, ideando nuove strategie di comunicazione e fidelizzazione per il mercato turistico straniero. Se ne è parlato Giovedì pomeriggio, presso l’hotel Giardino Corte degli Aragonesi di Ischia, durante la tavola rotonda “Glocal Rebranding”, organizzata in sinergia tra il gruppo Volaviamare, presieduto da Salvatore Lauro, Campanica e Officina Mirabilis, agenzia napoletana di comunicazione fondata da Vincenzo Notaro. Pregnante, infatti, è la necessita di ri-attualizzare il prodotto Ischia sul mercato turistico, rendendolo non solo più appetibile ai visitatori, ma anche avvicinandolo ad essi, attraverso campagne e strategie di comunicazione ad hoc.

Ecco perché quindi esperti della comunicazione si sono riuniti in questi mesi per fare il punto della situazione e proporre idee innovative per rafforzare il marchio Ischio. Idee che sono state presentate nel summit di giovedì pomeriggio. «Ho voluto fare questo incontro -ha spiegato Salvatore Lauro da sempre molto attento alle nuove tecnologie e alle modalità per proporre Ischia sui mercati turistici emergenti – perché mi era stato proposto da persone non isolane che tuttavia amano l’isola. Credo che sia importante, infatti, avere suggerimenti su come riattualizzare il marchio Ischia proprio da persone esterne al nostro territorio, perché chi non è dell’isola la riesce a vedere in una maniera completamente diversa da chi è isolano. È necessario oggi portare avanti un progetto strategico per il nostro territorio che duri nel tempo».

Ospiti d’eccellenza del summit, il giornalista norvegese Gudmund Lindbaek, padre fondatore del diffusissimo magazine King Goya Travel Magazine, che ha voluto portarsi sul nostro territorio per conoscerlo meglio e poterlo così raccontare in modo strategico e credibile anche in un prossimo futuro sul portale, in via di creazione “Prince Goya”, indirizzato al mercato scandinavo. E per il giornalista norvegese, infatti, diversi sarebbero, gli ingredienti della “ricetta” ideale per far conoscere l’isola di Ischia nel mondo. Primo fra tutti quella di invitare giornalisti professionisti stranieri che possano così raccontare l’isola sui proprio canali di comunicazione. Sebbene, infatti, Ischia sia stata raccontata negli ultimi anni da diversi blogger, per rendere più credibile l’operazione di marketing, secondo Lindbaek, sarebbe opportuno ricorrere proprio ai giornalisti professionisti. Necessario, inoltre, sfruttare al meglio internet una grande opportunità- come definita dal giornalista norvegese – per l’isola e la sua promozione, anche grazie a diversi strumenti quali l’ottimizzazione di ricerca su google, unitamente ai cosidetti google affiliates, utili a mantenre l’attività pubblicitaria relativa al territorio isolano sempre aggiornata. Importante, però, almeno secondo i relatori, fidelizzare Ischia anche sul piano del suono e della pronuncia.

«Molti turisti – ha spiegato Vincenzo Notaro – sbagliano a pronunciare il nome Ischia- E se gli stranieri non hanno una corretta pronuncia, siamo dell’opinione che non si avrà nemmeno un buon rapporto con l’isola». Da qui, dunque, la proposta di affiancare al nome Ischia – l’esonomo grafico internazionale “Iskiah”, ideato per facilitarne la lettura proprio agli stranieri. « Iskiah, con la h finale- ha spiegato Peppe Minichino di Campanica- perché comparando varie lingue straniere, ci siamo accorti che senza la H, in tanti pronunciano Ischia come Ischiae. in modo dunque errato». Anche il suono dunque sarebbe un elemento importante nella operazione di re-branding della nostra isola. «Ischia non è molto conosciuta all’estero – ha detto ancora Minichino – ecco perché è importate fare un gioco di comunicazione forte». Tra le varie idee prese in esame da Officina Mirabilis e Campanica, anche quella di proporre a chi cura la comunicazione delle automobili prodotte da Alfaromeo, che recentemente ha affibbiato ai veicoli nomi specifici – di dare a qualche futuro modello di auto, come i Suv – proprio la nomenclatura ISKIAH. Officina Mirabilis avrebbe inoltre lavorato in questi mesi alla creazione di un sito web ad hoc www.iskiah. com, ancora in costruzione e che servirà da principale veicolo per la somministrazione di un questionario in inglese da sottoporre agli stranieri. Un questionario contenente domande inerenti l’indice di gradimento del esonomo ISKIAH e che potrebbe essere veicolato oltre che sul sito in questione anche su riveste e giornali stranieri. L’idea, insomma, è quella di avviare una campagna partecipata per promuovere Ischia all’estero e per riattualizzarne il brand. La comunicazione è importante, ma,come hanno fatto notare qualcuno dei presenti in sale, è necessario affiancare a questa operazione, anche servizi adeguati non sempre rispondenti alle richieste di chi arriva sull’isola. Un tallone d’achille questo, purtroppo, ancora per ilnostro territorio e su cui bisognerà ancora a lungo lavorare con un lavoro sinergico non solo da parte degli operatori del turismo ma anche delle istituzioni. Le idee e la volontà , comunque, per rilanciare l’isola sul mercato straniero sembrano non mancare e il summit di ieri sembra potrà essere solo il primo di una lunga serie di incontri inerenti il glocal rebranding e non solo. « In un momento come quello che sta attraversano la nostra isola – ha commentato il sindaco Enzo Ferrandino – queste opportunità di confronto su idee innovative, nate anche dalla volontà degli imprenditori, sono certamente molto importanti per poter capire la strada migliore da intraprendere per il rilancio di Ischia».

Foto Franco Trani

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2 Commenti

  1. Ma quale brand e rebrand, glocal e neologismi vari sparati tanto per riempirsi un po’ la bocca: che sia Ischia o Iskiah, la nostra isola è diventata caotica e il turista non ci ritorna.
    Tutto il resto è noia.

    1. Ma lo sai che in buona parte c’hai ragione… E po i nuovi esperti che CV hanno a conferma di risultati positivi ottenuti? Sui maggiori mezzi di comunicazione a partire da quelli del trasporto marino sono auspicabili tanto e quanto un piano di delocalizzazione stagionale per fruire delle isole tutto l’anno.Quindi maggiori investimenti in efficienza nell’internaziolizzazione tecnologica dell’offerta culturale e di accoglienza. Altrimenti sono solo parole al vento.

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