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Isola ecologica a Lacco, la difesa rinuncia ai testi

È ormai alle battute finali il processo per la realizzazione della “nuova isola ecologica” a Lacco Ameno. Ieri mattina, presso la quarta sezione del Tribunale di Napoli,  dinanzi al collegio presieduto dal giudice Acierno, c’era in programma l’esame degli ultimi testimoni indicati dalle difese. In aula erano presenti gli avvocati Bucci De Santis, Dell’Orfano, Rossetti, Stilla e Tortora. Quest’ultimo, legale di fiducia del senatore Domenico De Siano, che avrebbe dovuto procedere all’esame di due testi, il professor Scotto e il geometra Taliercio, ha tuttavia dichiarato di rinunciare alle testimonianze, dando contemporaneamente il proprio consenso all’acquisizione della perizia del professor Sebastiano Conte. A sua volta l’avvocato Rossetti, difensore di Isidoro Mazzella e Giuseppe Monti, ha depositato agli atti il progetto-stralcio dell’isola ecologica (per il quale arrivò finanziamento di 300mila euro concesso dal Ministero per l’opera, considerata di manutenzione straordinaria).

Sul processo pende tuttavia la prossima sostituzione del presidente del collegio. Il giudice Acierno infatti a febbraio sarà trasferito al settore civile. Nonostante ciò, ieri il magistrato ha comunque fissato due date, concordate con le parti, per altrettante udienze a cui sembra che presenzierà appositamente, per far svolgere la discussione finale con la formulazione delle conclusioni. Il 6 marzo dovrebbe dunque essere il pubblico ministero Capuano a discutere, insieme ad alcuni difensori, mentre il 27 marzo toccherebbe ai restanti esponenti della difesa. Nella prima delle due udienze, a onor del vero, potrebbe ancora esserci spazio all’ascolto di qualche testimone, dal momento che l’avvocato Dell’Orfano, difensore di fiducia di Oscar Rumolo, ieri non ha formalmente rinunciato ai propri testi. E lo stesso pubblico ministero è sembrato intenzionato a chiedere l’ammissione di nuovi mezzi di prova. Resta dunque aperta la possibilità che venga prodotta ulteriore documentazione.

Come si ricorderà, la realizzazione dell’isola ecologica fu decisa nel 2008, su un terreno appartenente a una società facente capo a Domenico Marrazzo. Secondo la Procura, fu quindi l’amministrazione guidata dal sindaco Irace a essere ritenuta responsabile di reati quali il falso ideologico, l’abuso d’ufficio e truffa. Accuse che a vario titolo coinvolgono non soltanto l’allora sindaco e il titolare dell’area, ma tra gli altri anche l’allora consigliere comunale (ora senatore) Domenico De Siano, l’attuale primo cittadino di Lacco Ameno Giacomo Pascale, il consigliere Ciro Calise, Oscar Rumolo e Crescenzo Ungaro (all’epoca a capo dell’Utc). In pratica, la quasi totalità dell’amministrazione comunale lacchese di qualche anno fa. Tra le presunte violazioni contestate dalla Procura, quella dell’articolo 44 del Dpr 380/2001, per aver realizzato la struttura senza le dovute autorizzazioni e il relativo parere della Sovrintendenza, in una zona classificata dal piano regolatore generale come Zona Verde, mancando la dovuta variante allo strumento urbanistico. La truffa invece si configurerebbe nell’aver indotto in errore, con tali mancanze, il Ministero dell’Economia in ordine all’esistenza dei presupposti per l’erogazione del citato finanziamento di 300mila euro, che secondo la Procura diverrebbe quindi un “ingiusto profitto”. In primavera, dunque, la sentenza.

Francesco Ferrandino

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