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POLITICA

Isole minori fuori dalla finanziaria, Del Deo “chiama” i sindaci a Roma

Nessun provvedimento a favore dal maxiemendamento alla manovra e così il presidente nazionale dell’Ancim suona la carica: appuntamento davanti a Palazzo Chigi domani alle 10

Una beffa che viene definita in mille modi, ma con un termine che rende l’idea meglio di qualunque e cioè “inaccettabile”. Francesco Del Deo, sindaco di Forio ma soprattutto presidente nazionale dell’Ancim, è una vera e propria furia e nella sua veste di responsabile dell’associazione nazionale che raggruppa i Comuni delle cosiddette isole minori, ha indirizzato nella mattinata di ieri una nota a tutti i colleghi primi cittadini che fanno parte dell’organismo. Un documento nel quale ha espresso con toni durissimi la propria posizione esordendo così: “Cati colleghi, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) si è potuto leggere la bozza del maxi emendamento alla Finanziaria e si è rilevato che, ancora una volta, niente è cambiato nella procedura per il fondo isole minori. E’ diventato inaccettabile che si facciano audizioni e sollecitazioni varie che rimangono sempre lettera morta”.

Dopo la già decisamente esaustiva premessa, Del Deo prosegue con una chiamata alle armi per tutti i sindaci invitandoli a marciare verso la capitale per far sentire forte la voce del proprio dissenso. Il sindaco foriano infatti scrive: “Questa volta credo che dobbiamo farci sentire in modo diverso e cioè con una manifestazione davanti a Palazzo Chigi con fascia tricolore e richiesta di incontro al presidente del Consiglio Conte. Vi propongo di venire a Roma mercoledì alle ore 10 alla Galleria Colonna, davanti a Palazzo Chigi, per manifestare e chiedere l’incontro al presidente del Consiglio. E’ necessario fare questa manifestazione subito perché oggi (ieri per chi legge, ndr) viene messa la fiducia e più tardi sarebbe inutile manifestare”.

Insomma il tempo stringe e anche se l’appello ai colleghi sindaci arriva last minute – per circostanze contingenti, come avrete intuito – la speranza è che possa esserci un’adesione di massa per far valere le ragioni delle isole minori, da sempre realtà disagiate. E, inoltre, c’è anche molta curiosità per capire se dalla nostra isola ci sarà una partecipazione adeguata: se così non fosse, allora non varrebbe più la pena lamentarsi giusto per far vedere ai cittadini che a chiacchiere si fanno i loro interessi. La presenza, detto in parole povere, è obbligatoria senza se e senza ma.

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