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Ivano Veccia e il sapore degli incontri inattesi

di Malinda Sassu

Quanto sono belle le pizze d’autore, al di là di pregiudizi o preconcetti: chi sostiene che la vera pizza sia la Margherita e chi invece si esalta alla nascita di nuove “pizze gourmet”, chi applaude e chi s’indigna. Una cosa è certa, però: ben venga il nuovo ruolo del pizzaiolo e che vesta pure la casacca di “Pizza Chef”. E considerando che, da sempre, la pizza racconta i sapori del territorio, ben venga pure che un piatto considerato povero sia ora osannato da guide e specialisti e che i suoi creatori ricerchino e sperimentino nuovi equilibri e abbinamenti mirati. Sarà che i pizzaioli sono un po’ artisti, sarà che poi è in realtà l’impasto a parlare, i sostenitori di Marinara e Margherita, i cosiddetti tradizionalisti della pizza, sanno bene che Ivano Veccia non li tradirà mai. La sua margherita canta da sola, e visto che è anche un Dj conosciuto, il paragone calza a pennello. Ivano è uno di quelli che nelle sue creazioni mette farina e anima, la sua firma è l’impasto, è alla base di tutto il suo lavoro, iniziato sin da piccolo, a soli 9 anni: ricco di acqua e con una forte idratazione, almeno il 70%, un uso sapiente delle farine, una costante ricerca di ingredienti del territorio campano. Per esaltarli, incorniciarli a dovere su questo disco di pasta che sembra una nuvola talmente risulta morbido e digeribile. Non c’è nulla di rivoluzionario in tutto questo, anzi, la tradizione è un must per questo giovanottone timido timido che parla poco e ama le farine basse di forza, non si sente personaggio ma continua a ottenere risultati e apprezzamenti da critica e pubblico, da esperti di guide e dai suoi stessi colleghi. Basterà chiedere ad un big dell’enogastronomia stampata come Luciano Pignataro: le sue recensioni in merito, sono bibbia per chi di pizza se ne intende e pretende. E poi quelle trasferte di Ivano in terra di Franciacorta che raccontano di pizza e Isola, un ambasciatore che nel mondo delle bollicine della famiglia Muratori ha portato spicchi di sole e simpatia. Ma Ivano Veccia, volto e anima del Limoneto insieme al patron Nello Calise, non si lascia sedurre da tante attenzioni e rimane con i piedi ben piantati per terra. Anzi, cerca e ricerca tra i suoi colleghi in terraferma, si confronta e sperimenta, prova e ricrea. Con queste premesse, torna un format vincente al Limoneto, un percorso enogastronomico dove parlano le eccellenze d’autore, il territorio firmato dalle sapienti mani di Ivano e di altri maestri. Appuntamenti gourmet nati per unire, in modo nuovo, un filo che unisce le diverse parti di una stessa passione e di uno stesso lavoro. Un incontro di competenze e soprattutto, uno scambio tra protagonisti di percorsi di vita ed esperienze diverse, uniti dal tema del cibo come identità e territorio. Si inizia lunedì 23 maggio e, visto che ancora oggi la pizza rimane una straordinaria occasione di socialità, ecco gli impasti d’autore di Ivano unirsi a quelli di un altro grande della tradizione: il Maestro pizzaiolo Francesco Martucci della pizzeria I Masanielli di Caserta, famoso per le sue pizze ad altissima idratazione e farcite con materie prime che lui stesso seleziona e raccoglie in tutta la Campania e nel Sud. Una serata a quattro mani, quindi, dove pizzeria farà rima con fantasia, per raccontare le storie dei tanti contadini e allevatori dell’isola e della Campania, attraverso la creazione (a sorpresa, Ivano ha la bocca ben cucita su questo) di pizze speciali. Non abbiano paura i puristi della pizza, anzi, l’occasione è ghiotta perché lo scambio tra culture ed esperienze avviene a tavola. Gli “incontri di sapore” saranno aperti da un grande barman come Bruno De Georgio e il suo cocktail di benvenuto con ingredienti campani, shakerando il sole dell’Isola, il mare e tanta professionalità. A seguire, la freschezza e i sapori sapienti dell’antipasto creato dallo Chef Mario Calise, e chi frequenta il Limoneto sa che questo è un appuntamento imperdibile. Visto poi che la tradizione è la forza di un territorio, anche e soprattutto negli abbinamenti tra cibo e buoni vini, sarà la storia vitivinicola di Casa D’Ambra l’accompagnamento principale nei calici della serata che non può terminare senza l’arte pasticcera, quella che entra dalla porta principale, soprattutto se si chiama Vincenzo Di Massa e il suo dessert speciale creato per l’occasione. Una sfilata di eccellenze campane, quindi, ricerca degli ingredienti e abbinamenti talvolta sorprendenti, questo il messaggio del Lunedi d’Autore del Limoneto e di Ivano Veccia. E allora, nel frattempo, il 23 maggio facciamoci una pizza, anzi, due.

 

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