Ivano Veccia e la sua pizza conquistano Forbes
L’isola entra nella prestigiosa selezione “Maestri della Pizza 2026” di Forbes Italia grazie al nostro concittadino che è stato premiato a Napoli tra i protagonisti della nuova scena nazionale della pizza d’autore

DI GUIDO INVERNIZZI
Ischia conquista un posto nella geografia della grande pizza italiana e lo fa attraverso il lavoro di Ivano Veccia, maestro pizzaiolo de L’Isola Restaurant di Forio, inserito da Forbes Italia tra i trentacinque protagonisti della selezione “Maestri della Pizza 2026”. Un riconoscimento che proietta il nome dell’isola in una dimensione nazionale e internazionale, accanto ad alcune delle insegne più affermate e influenti del panorama contemporaneo. La premiazione si è svolta martedì 26 maggio negli spazi del Gold Tower Lifestyle Hotel di Napoli, davanti a una platea composta da imprenditori del settore, critici gastronomici, giornalisti specializzati e protagonisti della ristorazione italiana. L’evento, ideato e organizzato da Forbes Italia, è stato condotto dalla giornalista Martina Citterio insieme ad Alberto Cauzzi, fondatore di Passione Gourmet e curatore della selezione dedicata ai maestri pizzaioli italiani. Nel corso della serata è stata raccontata l’evoluzione della pizza italiana degli ultimi anni, sempre più distante dall’idea esclusiva di cibo popolare e ormai riconosciuta come una delle espressioni più rappresentative dell’alta ristorazione nazionale. Un percorso che, come ricordato più volte durante la manifestazione, trova uno dei suoi momenti simbolici nel riconoscimento ottenuto dall’arte del pizzaiolo napoletano il 7 dicembre 2017, quando l’Unesco l’ha inserita tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità.
In questo scenario si inserisce il nome di Ivano Veccia, che con la sua insegna foriana rappresenta non soltanto un locale ma un intero territorio. L’ingresso de L’Isola Restaurant nella selezione Forbes segna infatti un passaggio importante anche per Ischia, da anni punto di riferimento turistico ed enogastronomico ma oggi sempre più presente anche nel racconto della pizza contemporanea italiana. Un mondo fatto di impasti studiati, lunghe lievitazioni, ricerca sulle farine, valorizzazione delle materie prime e attenzione crescente al servizio di sala e all’accoglienza. Sul palco napoletano Alberto Cauzzi ha spiegato come la selezione sia stata costruita seguendo parametri precisi: qualità dell’esperienza complessiva, introduzione di percorsi degustazione, cura della carta dei vini, attenzione al servizio e capacità di costruire un’identità riconoscibile. Elementi che negli ultimi anni hanno trasformato molte pizzerie italiane in veri e propri luoghi di ristorazione contemporanea. A sottolineare il senso della classifica è stato anche Andrea Agostini, chief marketing officer di Forbes Italia, che ha richiamato il significato stesso della parola “maestro”. “Il maestro, nella tradizione italiana, è colui che custodisce e tramanda un sapere”, ha spiegato durante l’apertura della manifestazione, ricordando come la selezione sia frutto di un lavoro condiviso con esperti del settore per garantire autorevolezza e trasparenza ai riconoscimenti assegnati. Per Ivano Veccia il riconoscimento assume un peso particolare anche perché arriva in una classifica che prova a rappresentare l’intero territorio nazionale, dal Sud al Nord Italia, premiando realtà differenti ma accomunate dalla ricerca della qualità e dalla capacità di costruire un’identità precisa. La presenza di una pizzeria ischitana all’interno della selezione testimonia la crescita di un settore che sull’isola sta vivendo una fase di forte evoluzione, accompagnando la tradizione gastronomica locale verso nuove forme di sperimentazione.


Nel corso della serata sono stati chiamati sul palco alcuni dei nomi più celebri della pizza italiana contemporanea. Per la Campania sono stati premiati Salvatore Grasso della storica Pizzeria Gorizia 1916 di Napoli, Francesco Martucci de I Masanielli di Caserta — rappresentato da Fosca Tortorelli — e Sasà Martucci, anch’egli legato al marchio casertano. Tra gli applausi della sala sono saliti sul palco anche Diego Vitagliano di 10 Diego Vitagliano, Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi, Franco Pepe di Pepe in Grani a Caiazzo e Francesco e Salvatore Salvo della Pizzeria Salvo di Napoli. Proprio Franco Pepe è stato indicato durante la manifestazione come uno dei principali ambasciatori dell’arte della pizza italiana nel mondo, anche grazie alla notorietà internazionale ottenuta attraverso produzioni televisive e documentari distribuiti sulle piattaforme globali. A Francesco e Salvatore Salvo è stato invece riconosciuto il ruolo pionieristico avuto nell’introduzione di carte dei vini strutturate all’interno delle pizzerie contemporanee, elemento ormai sempre più centrale nei locali di nuova generazione. La selezione Forbes 2026 ha poi attraversato tutta la penisola. Da Milano sono arrivati Francesco Capece di Confine e Lorenzo Sirabella di Dry Milano, il cui premio è stato ritirato da Amedeo Pinnacchio. Presente anche Renato Bosco, volto noto della pizza veronese con Renato Bosco Pizzeria di San Martino Buon Albergo. Da Roma è stato premiato Pier Daniele Seu di Seu Pizza, che durante l’evento ha annunciato l’apertura di un nuovo progetto dedicato alla pizza bar in collaborazione con Bulgari. Tra i nomi premiati figurano inoltre Manuel Maiorano de La Fenice di Pistoia, Antonello Cioffi de La Piedigrotta di Varese, Giuseppe Rizzo del Ristorante dell’Angolo di Vittuone, Massimiliano Prete di Sestogusto a Torino, Andrea Brunetti di Sileo Pizzeria a Nucetto, Giovanni Mandara di Piccola Piedigrotta a Reggio Emilia e Antonio Pappalardo di Inedito a Brescia. Per il Sud Italia spazio anche a Roberto D’Avanzo di Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone, Daniele Campana di Campana 12 a Corigliano Calabro, Pierangelo Chifari di Archestrato di Gela a Palermo, Cristian Santomauro de L’Ammaccata – Antica Pizzeria Cilentana, Davide Di Chio di Alterego Pizza Boutique ad Andria, Cristiano Taurisano di Luppolo e Farina a Latiano, Salvatore Lioniello della Pizzeria da Lioniello, Simone De Gregorio de La Bolla, Ciro Tutino di Bro e Giuseppe Bove di Giuseppe Bove Pizzeria. A margine della manifestazione sono stati consegnati anche due riconoscimenti speciali nati dalla collaborazione tra Forbes Italia e Passione Gourmet. Il Premio Altograno 2026, dedicato all’innovazione negli impasti e alla ricerca tecnica, è stato assegnato a Raf Bonetta della Raf Bonetta Pizzeria al Vomero. Il Premio Origine 2026, invece, destinato alle realtà capaci di valorizzare identità e radici della tradizione, è andato a 50 Kalò per il lavoro sviluppato tra Napoli, Roma e Londra.





