CRONACA

L Albano Francescano perde Vivara, cronaca di una morte annunciata

La Suprema Corte ha definitivamente sentenziato che tutti i beni donati da Domenico Scotto Lachianca devono ritornare in possesso degli eredi in quanto non sono state rispettate le volontà testamentarie

Nelle ultime ore sono giunti, con tempistica certamente casuale, due provvedimenti della magistratura civile (ai quali si aggiunge quello del TAR che ha sospeso l’ordinanza del Comandante della Polizia Municipale sulle modalità di vendita degli itineranti), relativi a contenziosi di lunga data che interessano molto da vicino l’intera comunitàisolana e che, con la campagna elettorale per le prossime comunali oramai alle porte, non mancherannodi alimentare discussioni e polemiche.

Il primoè riferito alla realizzazione della struttura ospedaliera di via A. De Gasperi ed a darne notizia è direttamente Lugi Muro, all’epoca dei fatti Sindaco dell’isola, che in un post scrive: “Dopo la battaglia vinta per ottenere i diritti violati della nostra comunità, altra vittoria che conferma la bontà del nostro operato. La corte di Appello di Napoli conferma le nostre ragioni già riconosciute in primo grado rigettando l’appello che gli eredi del donante avevano fatto ritenendo ingiusta la cessione fatta all’ASL. Vedemmo giusto allora nel destinare quella struttura ad Ospedale contro il parere di molti in particolare di una parte consistente della sinistra e del clero locale. Alcuni di essi ancora presenti con posizioni di retroguardia che (notizia di oggi) hanno fatto perdere Vivara e che vogliono togliere il Pio monte ai marittimi di Procida!”.

Il secondo si concretizza dopo quasi un ventennio di scontri a ritmo di carta bollata, con sette gradi di giudizio e tre passaggi in Cassazione, con il verdetto emesso dalla Suprema Corte che ha scritto la parola fine ad una storia iniziata a cavallo degli anni ’40 con l’apertura del testamento nel quale il donatore Domenico Scotto Lachiancalasciava molti immobili e terreni all’Ospedale Civico Albano, fondato nel 1858 e poi fuso nel ’29 con il terz’ordine dei francescani,a condizione che l’ente stesso assistesse gratuitamente i non abbienti e che integrasse il suo Cda, composto soprattutto da religiosi, con membri laici scelti, «tra cittadini di provata probità». L’ospedale Albano Francescano, questo quanto sancito, non ha rispettato le clausole e, quindi, tutte le proprietà donate, isola di Vivara compreso, tornano ai legittimi eredi.

Su questo complessa questione, più che aspetti tecnici, proprio Luigi Muro, nell’estate del 2018, formulò un intervento “politico” che, a distanza di poco più di un anno, appare più che profetico e che vale la pena riproporre: “Nel silenzio più assoluto si sta consumando l’ennesima sconfitta della nostra comunità nonostante chi scrive abbia per anni indicato (da solo e contro i soliti benpensanti procidani compreso ampi strati del clero e del consiglio comunale di ogni parte politica) quale fosse la strada da seguire.

Ho sempre sostenuto in pubblico ed in ogni occasione anche istituzionale che il Comune aveva il diritto- dovere di rivendicare all’interno del Consiglio di amministrazione dell’Albano Francescano SEI rappresentanti e ciò non per una bramosia di potere ma per il rispetto (MORALE E GIURIDICO) della volontà del Dott . Domenico SCOTTO LACHIANCA che con testamento del 14 luglio del 1939 “donava” l’isola di Vivaro all’ Albano Francescano disponendo che il Comune di Procida dovesse nominare 6 membri nel Consiglio di Amministrazione!!!

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Il Comune di Procida mai ha provveduto fino alla fine degli anni ’90 quando iniziai questa battaglia sfociata in una delibera dell’ente del 2001 poi bocciata (o meglio fatta bocciare….) dalla Regione a guida Bassolino. Orbene, scrissi anche una lettera indirizzata a tutti i membri procidani chiedendo loro di modificare lo Statuto e garantire a Procida e quindi al Sindaco pro tempore di nominare 6 rappresentanti del Comune. Ci fu una riunione al Comune alla quale parteciparono i rappresentanti del Clero procidano e dei Francescani (che nel frattempo con i loro 4 membri hanno il controllo della Fondazione benefica) e fui apostrofato molto duramente dai presenti perché (a loro dire) le mie rivendicazioni non avevano alcuna sostanza giuridica e che la morale a cui mi richiamavo (e cioè il rispetto della volontà di chi aveva donato Vivaro) doveva sottostare alla LEGGE!!!!

ORA C’E’ UNA SENTENZA !!!

Il Tribunale di Napoli “… condanna La Fondazione Albano Francescano alla modifica del proprio statuto aumentando di sei unità il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione da nominare tra cittadini su proposta del Sindaco ,in adempimento dell’onere testamentario disposto con atto di ultima volontà da Domenico Scotto Lachianca….”

Il Sindaco di Procida (che come è noto non risponde a me….) perché non garantisce i diritti dei procidani e nomina i 6 rappresentanti? E’ una battaglia di civiltà morale e giuridica che invito il Sindaco a portare avanti: non cambio posizione solo perché non sarò io o un mio alleato politico a nominare i rappresentanti del Comune.Nel frattempo……gli eredi DIANA stanno visitando con l’ufficiale giudiziario le proprietà che furono dell’Albano Francescano affermando di esserne i nuovi proprietari….. L’Amministrazione sempre solerte a rivendicare successi amministrativi e giudiziari, perché TACE su questa clamorosa VITTORIA del COMUNE???

Chi affermava che la legge non può essere superata da valutazioni morali perché non applica la sentenza? Mi auguro che l’Albano Francescano non proponga appello sarebbe un ennesimo schiaffo all’isola ed al compianto Dott. Lachianca che aveva donato Vivara con tante speranzose aspettative….. A proposito ma mica perdiamo pure Vivara?”.

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