LE OPINIONI

L COMMENTO Nicoletta e la bella favola di Panza

DI FRANCESCO EMILIO BORRELLI

Quella che arriva da Panza è una storia di umanità e di amore, che denota il grande cuore del popolo ischitano. Su indicazione di un volontario, Enrico Mattera, uno scultore sta realizzando con la pietra verde ischitana una statua per Nicoletta. Per chi no lo sapesse, Nicoletta era una cagnolina che, per dieci anni, ha vissuto nel cimitero di Panza, una frazione del Comune di Forio d’Ischia, vegliando la tomba del suo padrone, un uomo di origini tedesche. Ogni giorno lei era lì, come se volesse continuare a proteggere il suo padroncino anche ora che non era più in vita. Di lei si sono presi cura per anni i volontari e la Lega Ambiente che le hanno dato cibo, cure mediche, e un riparo. La cagnolina è deceduta qualche settimana fa, spezzando il cuore di tantissime persone. Ha raggiunto il suo padrone e ora, sono sicuro, sono felici insieme. E come è accaduto per il famoso cane Hachikō, che attese il suo padrone per oltre dieci anni alla stazione di Shibuya (Giappone) e gli fu tributata una statua, anche il popolo ischitano ha voluto rendere omaggio al ‘suo’ cane fedele. La storia di Nicoletta e del suo rapporto con gli abitanti di Panza deve essere un esempio per tutte le istituzioni, che hanno il duro compito di facilitare quello che è il legame fra gli animali e gli essere umani.

L’obiettivo è quello di rendere tutte le città attrezzate, eliminando divieti e barriere. Quella che deve cambiare, e ci auguriamo accada in breve tempo, è la cultura di una grossa fetta di popolazione che ancora tratta gli animali come oggetti. In questi anni folli dove ogni giorno leggiamo di animali abbandonati o uccisi, la storia di Nicoletta e dei suoi amici umani deve farci riflettere. La statua, che sarà posizionata a casa sua, nel cimitero di Panza (e per nulla al mondo mi perderò la sua installazione), è una piccola opera, ma dal valore inestimabile. In un periodo dove l’odio la fa da padrone, dove la bontà e la civiltà hanno raggiunto picchi bassissimi, questo meraviglioso gesto, sembra manna dal cielo. Dedicare una scultura ad un cane fedele, ci fa pensare che, in fondo in fondo, c’è ancora speranza in un futuro migliore per questo mondo.

* CONSIGLIERE REGIONALE

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