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La befana, il carbone e il Comune Unico

La calza colorata è  il simbolo di questa secolare tradizione che non tramonta mai – I bambini l’appendono al loro letto o al camino prima di andare a dormire, ma sono disturbati da una manifesta contraddizione che vede le stesse calze alcuni giorni prima esposte nelle vetrine dei bar e sui banchi dei vari supermercati – Allora cosa devono pensare: la Befana esiste o no ? Il dubbio li assale, ma vogliono credere alla vecchietta che vola in groppa ad una scopa con un sacco addosso ricolmo di doni da consegnare. La notte che da poche ore abbiamo già alle spalle, è stata quindi, la notte della befana. In molti quì ad Ischia hanno avuto paura, perché l’hanno vissuta con l’incubo di essere giudicati dalla mitica vecchietta con sacco e scopa  ttemendo di essere scoperti cattivi al punto da meritare nella propria calza solo carbone, quello vero, non nero e a base di zucchero.. Gli “agitati” ed i possibili “colpiti”, e lo sanno, sono “adulti” e politici. Sono quelli che si battono per il Comune Unico, come la consigliere regionale Maria Grazia Di Scala (area De Siano) di Barano che va affermando che “L’isola è matura per il comune unico”. Niente di più falso: la maggioranza degli ischitani dell’isola non lo vuole, perchè sa che si finirebbe in un caos politico ed in un vicolo cieco. Hanno temuto ed hanno trovato il carbone tutti   coloro che hanno tentato, senza riuscirvi, di  rendere la vita difficile al Comandate De Angelis della Capitaneria del Porto di Ischia, perchè impediti a fare i propri comodi  l’estate scorsa nel nostro mare. Hanno temuto il carbone e l’hanno ricevuto loro malgrado, tutte quelle persone avide ed insensibili che non hanno teso una mano a chi ne aveva bisogno. Hanno temuto e hanno trovato il carbone chi è stato fino’ra poco solidale con gli sfortunato terremotati da Casamicciola. Hanno temuto in fine il carbone e l’hanno trovato nella calza  tutti quegli amministratori comunali dell’isola  che nell’arco dell’’anno che è andato via,  non hanno fatto appieno il proprio dovere per il bene della comunità. Ma questa notte del 5 gennaio trascorsa  a cavallo col la giornata di oggi  6 gennaio, ossia  giorno festivo dell’Epifania, la Befana, la vecchietta tanto amata dai bambini e dai genitori che in buona parte hanno impersonificata, nel buio della tarda sera e della passata notte, idealmente si è calata  nel nero camino per penetrare  nelle camerette dei piccini, per lasciare accanto al loro letto i doni che si sono meritati e qualche pezzo di carbone (ionevitabile) per chi ha fatto il cattivello o la cattivella. E’ il rito secolare della Befana, che anche noi adulti abbiamo aspettiamo per farci la Befana a modo nostro. Tempo addietro la si faceva ai Vigili Urbani, ma è storia vecchia e dimenticata. Ora, però vorremmo capire la provenienza della Befana e spiegarvelo nel modo più riassuntivo possibile. Ci proviamo. Non sappiamo in che paese o regione italiana è “nata” la Befana, ma si comincia a trovarne  delle tracce nel XIII secolo. E già da allora, questa festa è divenuta una delle più importanti e attese per i bambini. Possiamo dire che la ricorrenza di recente, ossia qualche decina di anni fa,  fino ad oggi, si è decisamente rilanciata da sola, sfidando momentanee soppressioni ed attacchi continui dallo stesso Babbo Natale che vuol fare da padrone. Ma i bambini, le mamme, i padri ed i nonni che amano la tradizione e l’affascinante favola della befana, non ci stanno e sostengono questa festa dalla tenuta intramontabile. L’isola d’Ischia è ben allineata e fedele su questo fronte. Nella convinzione-fantasia popolare, la Befana è una piccola vecchia strega bisbetica che intimidisce i bambini ma allo stesso tempo è una donna di buon cuore che porta dei doni ai bambini buoni. Ci sono più versioni sulla leggenda della Befana: la prima è legata ai tre re Magi. Un giorno, i re Magi sono partiti carichi di doni (oro, incenso e mirra) per donarli al Bambino Gesù. Hanno attraversato molti paesi guidati da una stella cometa e in tutti i posti che passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Solamente una piccola vecchia si è rifiutata di seguirli. La mattina seguente, pentita, ha deciso di raggiungere i tre Magi ma che erano già lontani. Per questa ragione la vecchia non ha mai visto il Bambino Gesù e, allora, ogni anno, tra la notte del 5 e il 6 gennaio, ossia la notte scorsa ,  volando su una scopa con un sacco sulle spalle,è  passa nelle case portando ai bambini buoni i doni che non ha potuto donare a Gesù. Un’altra leggenda dice che la Befana rappresenta l’anno vecchio che dopo le feste natalizie, nel periodo della nascita del nuovo anno, passa portando dei regali. Per confermare questa idea c’è un detto popolare che sull’isola ed altrove è molto usato, che dice:” l’Epifania tutte le feste porta via”

                                                                                                              antoniolubrano1941@gmail.com.

 

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