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CRONACA

La Campania è arancione, anche sull’isola riaprono i negozi

L’ordinanza sarà in vigore a partire dalla giornata di domenica, lo shopping natalizio di fatto è tra i cambiamenti più significativi dell’uscita dalla zona rossa

Arriva lo spoiler delle decisioni del Ministero della Salute. È stato il sindaco di Benevento Clemente Mastella, stavolta, ad anticipare l’imminente ordinanza del Ministro Roberto Speranza che “promuove” la Campania in “zona Arancione” a partire da domenica 6 dicembre. Riaprono dunque anche sulla nostra isola i negozi ed i centri estetici mentre valgono le stesse condizioni della ‘zona rossa’ per bar, pasticcerie, ristoranti, pub e pizzerie con la sola modalità da asporto o con delivery. Cosa cambia dalla zona rossa a quella arancione? C’è qualche allentamento in più: tutti i negozi aperti (tranne bar e ristoranti per cui è previsto servizio asporto e domicilio), gli alunni di seconda e terza media in classe, liberi di muoversi nel proprio Comune senza autocertificazione. Rimane il “coprifuoco” dalle 22 alle 5. Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune). Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Anche in questo caso lo scopo delle norme hanno quello di evitare assembramenti e limitare tutte le uscite “non indispensabili” per contenere la diffusione dei contagi.

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