POLITICAPRIMO PIANO

La carica di Ciro Ferrandino: «Non sono un “traditore”, vi spiego perché»

Il neo assessore rientra ufficialmente in politica attiva dopo la nomina ricevuta dal sindaco Enzo Ferrandino. Ma dopo cinque anni in minoranza non ci sta a passare per un voltagabbana e lo spiega in questa lunga intervista a Il Golfo

Un po’ a sorpresa rientri nell’agone politico dopo un periodo di assenza.  Ti chiedo se te lo aspettavi e soprattutto come e in che tempi si è sviluppato il ragionamento che ti ha portato in giunta?

«Da parecchi anni sono impegnato in politica, il fatto che oggi sono assessore dimostra che ero solo ai box pronto a rientrare nonostante qualcuno voleva tenermi ai margini.

L’amore per il paese in cui sono nato e vivo mi ha portato ad apprezzare il lavoro fatto dal Sindaco Enzo Ferrandino in questa prima fase amministrativa, ci siamo incontrati in più occasionied egli mi ha chiesto se volevo dare un contributo, mi sono reso disponibile a sposare il progetto amministrativo e politico del sindaco ed è poi arrivata la chiamata per questo prestigioso ed emozionate incarico».

«Ho ritenuto giusto mettere a disposizione la mia esperienza a favore di questa amministrazione del fare, con l’intento di rimboccarmi le maniche e dare un contributo fattivo. L’attuale classe di governo rappresenta l’unica strada da percorrere per affrontare questa fase molto critica che sta vivendo il nostro paese»

Inutile sottolineare che in molti hanno contestato la tua decisione dal momento che nella passata consiliatura sei stato uno dei più accesi oppositori dell’attuale amministrazione. Cosa rispondi a critiche e perplessità?

«Anche chi ha criticato la mia scelta, in verità pochi, ha sempre avuto parole di apprezzamento sulla mia attività; nel privato ho ricevuto tanti attestati di stima, anche inaspettati, in questo momento ho ritenuto giusto mettere a disposizione la mia esperienza a favore di questa amministrazione del fare, forse era più semplice rimanere fuori e criticare, ma per chi ha a cuore le sorti del paese deve rimboccarsi le maniche e dare un contributo fattivo. L’attuale classe di governo rappresenta l’unica strada da percorrere per affrontare questa fase molto critica che sta vivendo il nostro paese. Ogni anima di questa maggioranza è impegnata ad affrontare tutte le criticità con abnegazione e serietà».

I tempi della critica furiosa sembrano lontani un secolo.

«Sono rimasto favorevolmente colpito dal modo in cui Enzo Ferrandino ha iniziato a governare il paese con una serie di iniziative volte a migliorare la vivibilità del territorio. Ad esempio il modo in cui ha rimodulato il progetto di Piazza degli Eroi, una delle prime delibere approvate dalla giunta di cui faccio parte ha previsto l’esproprio condiviso di un’area con relativo immobile di proprietà dell’ENI spa in modo da dare maggiore ampiezza alla piazza stessa».

Dalla coalizione che candidò a sindaco Gianluca Trani sono emigrati in tanti. Cosa non ha funzionato in quel progetto politico?

«Credo che in politica ci sono dei percorsi obbligati da fare senza utilizzare scorciatoie, Gianluca doveva avere la capacità di mantenere unito il gruppo, rispettando gli uomini e le donne che gli avevanoconsentito di creare una buona coalizione. Gianluca ha tagliato i ponti con tutti e non è riuscito ad attivare alcuna azione di coinvolgimento, non si può pensare che personalità così forti facessero gli spettatori».

«La fuga di massa dalla coalizione di che candidò a sindaco Trani? Gianluca doveva mantenere unito il gruppo, rispettando uomini e donne, invece ha tagliato i ponti con tutti e non è riuscito ad attivare alcuna azione di coinvolgimento, non si può pensare che personalità così forti facessero gli spettatori»

Come sono state risolte le vecchie ruggini con Enzo?

«Le ruggini in realtà non ci sono mai state, gli scontri dialettici avuti nel consiglio comunale erano dovuti alla passione nell’affrontare i problemi amministrativi e proprio per questo i confronti iniziavano nella sala consiliare e terminavano in quella sede. Con il sindaco ci sono più cose che ci uniscono, la prima è quella di aver fatto le scuole elementari insieme (e sorride, ndr), poi per molto tempo abbiamo fatto politica insieme, poi c’è stato un periodo di divisione ed oggi siamo nuovamente sulla stessa lunghezza d’onda più maturi e saggi. Le ruggini si generano quanto ci sono secondi fini oppure quando non vi è rispetto per la persona, nel nostro caso c’era solo foga nel voler difendere le proprie idee che poi alla fine portavano allo stesso obiettivo, il bene del paese. Oggi ho condiviso il suo progetto amministrativo e ripeto con saggezza e abnegazione porterò avanti i compiti assegnatomi e sarò a sua disposizione».

Si dice che il tuo approdo in giunta equivalga ad un ritorno sulla scena politica di Luigi Telese.  Ma è davvero così?

«Premesso che Luigi Telese è un amico fraterno, questa è una lettura che vuole ridimensionare la mia figura, io sono in giunta per i nove anni da consigliere comunale, ruolo svolto in modo corretto, con abnegazione e rispettando sempre le persone in quel momento avversari politici ma non nemici anzi, sono stato coinvolto per la mia personale esperienza e per il contributo tecnico che posso offrire. In questi anni ho conosciuto molto bene la macchina amministrativa, e per la professione che svolgo, conosco molto bene le difficoltà che le attività economiche stanno vivendo e i problemi che le classi più deboli devono affrontare quotidianamente. Come ha avuto modo di sottolineare già in più circostanze Enzo Ferrandino, il mio approdo in giunta non c’entra nulla con Luigi Telese».

«Io in giunta perché è tornato in auge Telese? Premesso che Luigi è un amico fraterno, questa è una lettura che vuole ridimensionare la mia figura, io sono in giunta per i nove anni da consigliere comunale, ruolo svolto in modo corretto, con abnegazione e rispettando sempre le persone: Telese, credetemi, non c’entra davvero nulla»

In che cosa nello specifico credi di poter dare un contributo all’amministrazione e al paese?

«Sicuramente ci sarà un grosso impegno da parte mia nel portare avanti i compiti assegnatomi con le deleghe. La cosa importante è il lavoro di squadra, ed ho visto che nell’amministrazione c’è la volontà di remare tutti nella direzione di un ammodernamento del paese. Mi sto occupando delle PoliticheSociali, un comparto molto importante per i servizi che offre alle categorie più deboli, la struttura è ottima.Chi mi ha preceduto come assessore ha fatto un ottimo lavoro e i frutti si vedono. Faccio solo un esempio: l’apertura di una sezione primavera già avvenuta ed una seconda che si aprirà nei prossimi giorni. La struttura è in continua ricerca di fondi per dare risposte alle tante istanze che provengono dal territorio, cercherò con il lavoro giornaliero di dare un contributo ad un’utenza a cui tengo particolarmente».

In parte ti sei già espresso, ma nel dettaglio come giudicheresti l’operato della maggioranza in questi primi due anni?

«Ripeto, se ho accettato di entrare a far parte di questa amministrazione è sicuramente perché in questi primi anni ha lavorato bene e ha puntato molto sul miglioramento del territorio, della vivibilità. Faccio solo un esempio: l’amministrazione per far fronte ai danni derivanti dall’ultima calamità, senza aspettare il contributo pubblico che arriverà fra un anno, ha con delibera di giunta stabilito di eseguire gli interventi con risorse proprie e ridare un paese in ordine a cittadini e turisti. Tutte le problematiche che attanagliano il comune di Ischia sono all’attenzione della maggioranza che governa il Comune per portarle a soluzione, vedi acqua alta riva Destra, erosione delle coste, solo per fare alcuni esempi. Insomma, non si lascia nulla di intentato».

Ti aspettavi il passaggio in minoranza di Ottorino Mattera e Maurizio De luise?

«In verità no e ne sono profondamente dispiaciuto perché conosco Ottorino da anni e mi avrebbe fatto piacere condividere questa esperienza amministrativa anche con lui».

Sei un commercialista e da tempo si discute delle finanze del comune di Ischia. Avendo anche esperienza pregressa qual è secondo te lo stato di salute del comune di Ischia?

«La prima cosa da apprezzare è stata il mancato aumento della pressione tributaria nei confronti dei cittadini nonostante molti comuni hanno dovuto procedere in senso opposto e cioè incrementando le tasse Posso dire che la situazionedelle finanze del Comune sia buona, non vi sono criticità, forse il periodo da allarme rosso si è vissuto nel 2009, poi si è avuta sempre una buona situazione. Anche le società con partecipazioni o controllate sono in eccellente condizione, nonostante la complessità gestionale».

«Liviana Buono mi ha fatto un’ottima impressione, darà un contributo notevole. Il passaggio di Ottorino Mattera e Maurizio De Luise in minoranza? Non me lo aspettavo e mi dispiace, sarebbe stato bello condividere questa esperienza con Ottorino»

Ti aspettavi il ritorno di fiamma tra Gianluca Trani e Giosi Ferrandino?

«Non sono sorpreso, non me lo aspettavo solo perché fino a quando ho avuto un confronto con Gianluca non mi aveva mai prospettato questo riavvicinamento, anche se sono trascorsi parecchi mesi dall’ultimo colloquio avvenuto molto prima delle elezioni europee».

Conosci a tua nuova collega Liviana Buono? E se sì, che cosa ne pensi?

«Ho avuto il piacere di conoscerla dal giorno in cui siamo stati nominati assessori e posso dire che mi ha fatto un’ottima impressione per le grandi competenza nelle deleghe assegnategli. È una grande opportunità per il nostro paese avere in giunta la sua esperienza».

Il traffico resta il problema principale dell’isola? E come va affrontato?

«L’amministrazione di Ischia ha messo in piedi una serie di iniziative che hanno portato già ad una riduzione del traffico, l’installazione delle videocamere ai varchi, la sperimentazione del punto imbarco nel parcheggio sulla SS 270 e l’istituzione di Zizì sono dei grossi passi avanti. Obbiettivo di questa amministrazione è anche quella di creare una pista ciclabile sull’asse Porto Ponte».

Senti ma negli ultimi anni non sono stati troppi i cosiddetti salti della quaglia? O ormai in politica bisogna abituarsi a cose del genere?

«Vi è una crisi dei partiti che a livello locale ed amministrativo non hanno alcun ruolo, quindi molto spesso si guarda alla bontà del progetto amministrativo e alle affinità personali. Vi è stata un’evoluzione in questi termini e bisogna prenderne atto. Se guardiamo le due coalizioni che si sono affrontate nel 2017, erano entrambe composte in modo traversale, costituite da tante liste civiche».

Al termine di questa esperienza di assessore in che cosa ti piacerebbe lasciare il segno?

«Non mi piace fare il solista, sarei soddisfatto se tutta l’amministrazione dopo questi primi cinque anni restituisse un paese più vivibile per cittadini e turisti. Un paese più ricco da un punto di vista economico, sociale e culturale».

Un auspicio non da poco, ma come fa?

«Bisogna puntare ad una stabile destagionalizzazione dell’economia; con il sindaco e gli altri amici, stiamo studiando ad un allungamento della stagione turistica creando un meccanismo di premialità per le attività recettive che resteranno aperte nei mesi di ottobre, novembre, dicembre e gennaio; in modo che il lavoratore sia occupato per più mesi vista la riduzione della durata della Naspi.Le attività commerciali e di ristorazione avranno così la possibilità di lavorare con i turisti anche in questi mesi, sarebbe un importante palliativo per rimettere in moto l’economia».

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Un commento

  1. Dici che chi ti ha preceduto nel settore delle politiche sociali “ha fatto un ottimo lavoro”.
    Peccato che il sindaco l’ha sistematicamente mortificata….

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