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La carica di Silvitelli: «L’isola non rimanga indietro»

Il vicesindaco di Casamicciola è candidato alle regionali con la lista “Fare Democratico-Popolari”, in questa intervista a Il Golfo racconta il perché della discesa in campo e non solo

Una candidatura che nasce come e da cosa?

«Che l’isola abbia una serie di criticità irrisolte da anni e che la soluzione di tali problemi sia da sempre competenza di enti sovracomunali, questo non devo essere certamente io a ricordarlo ai miei concittadini. Casamicciola Terme, così come la vicina Lacco Ameno (e per fortuna in maniera estremamente marginale Forio) pagano dazio ulteriore a causa delle cicatrici e delle profonde ferite ancora lasciate dal drammatico terremoto del 21 agosto 2017. Siamo davanti ad una sfida che si chiama ricostruzione, che ha necessità e bisogno di subire un’impennata, un’accelerazione non più procrastinabile. E poi non va dimenticato un particolare tutt’altro che irrilevante…».

Quale?

«Presto la ricostruzione diventerà un problema di competenza regionale, ecco perché c’è la necessità di fare in modo che le comunità locali siano rappresentate nei palazzi e nelle istituzioni che contano. Siamo davanti a un passaggio delicatissimo nel quale dobbiamo dettare regole e criteri e non vederci tutto calato dall’alto. Lo Stato centrale ha delegato la Regione, l’interlocuzione sarà tutta con Palazzo Santa Lucia. Inutile girarci intorno, mi pare tutto fin troppo chiaro».

A proposito, vedo che sul terremoto adesso un po’ tutti stanno dicendo la loro.

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«Su questo vorrei stendere un velo pietoso, ma visto che mi inviti a nozze non mi tirerò certo indietro. A Casamicciola il terremoto lo abbiamo vissuto sulla pelle, sono tre anni che l’amministrazione comunale lavora per limitare al massimo disagi che pure sono terribili e ormai noti a tutti. L’altra sera guardavo un servizio televisivo su Amatrice e vedevo ancora le tende, credo che noi siamo riusciti a garantire sistemazione dignitosa e assistenza a tutti coloro che ne hanno avuto bisogno. Poi, come al solito, saranno la gente prima e la storia poi a dire se abbiamo fatto bene o meno. Ma quello che sto vedendo negli ultimi giorni è un qualcosa di oggettivamente sconcertante: per ricavarsi un po’ di visibilità ho visto candidati ed esponenti politici dire la loro sul sisma, sull’operato di questo e di quello. Resto sconcertato dal fatto che tante parole siano state sprecate da personaggi che magari non sanno nemmeno come si arriva al Maio e magari non hanno mai messo piede sull’isola. Quando la politica raggiunge livelli di tale bassezza per mere finalità speculative, c’è francamente da rimanere allibiti. E mi fermo qui, perché voglio conservare il senso della decenza…».

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Su che cosa l’isola non può rimanere indietro?

«Ci sono problematiche e peculiarità sulle quali negli ultimi anni si è fatto un gran parlare ma dove non si è mai arrivati a produrre alcun risultato. Sarò monotono e ripetitivo, ma su argomenti come trasporti e sanità, tanto per fare due esempi, non mi pare si sia mai arrivati ad alcun risultato concreto. Anzi, rispetto a venti o trent’anni fa siamo riusciti nell’incredibile “impresa” di fare addirittura dei passi indietro. Pensa che siamo arrivati a un punto in cui persino i camion delle aziende del servizio di igiene urbana fanno fatica a conferire i rifiuti, è diventata un’odissea. Insomma servono meno chiacchiere e più fatti, la mia candidatura vuole essere finalizzata anche a questo».

In vista di un ipotetico ruolo di consigliere regionale, quanto giova il tuo lungo “pedigree” di amministratore locale?

«E’ una palestra unica, fondamentale, che ti forgia in maniera determinante. Ritengo sempre che le vere esperienze si maturino in strada. In fondo chi meglio di un consigliere comunale conosce un territorio, le necessità dello stesso e dei suoi cittadini. E nello specifico, se mi è consentito, credo di aver maturato un’esperienza politica tale da conoscere i problemi della realtà isolana e di saperli portare sui tavoli che contano in Regione».

Quali sarebbero le tue priorità se eletto consigliere regionali?

«Di trasporti e sanità abbiamo già parlato, ma è chiaro che l’isola soffre di molti altri mali. Abbiamo una viabilità e un traffico che non si addicono ad una realtà insulare prima ancora che turistica, porti obsoleti e che in alcuni casi hanno bisogno di essere decisamente “ripensati” rispetto a quando furono costruiti. Ma credo anche che bisogna tenere presente dell’insegnamento che ci ha trasmesso il Covid-19. Ischia è un’isola che ha tutto per fare turismo 12 mesi l’anno, eppure chissà perché nonostante risorse inestimabili come le acque termali, un clima e bellezze uniche al mondo ci si limita a lavorare qualche mese d’estate. Ma ci sono i presupposti per garantire benessere e occupazione a Ischia e alla sua comunità, bisogna soltanto crederci. E. possibilmente, lavorare su progetti condivisi, a media e lunga scadenza e possibilmente affidati anche a esperti del settore. In certi settori l’approssimazione proprio non paga, specialmente in un momento in cui il mercato è diventato globale. E poi…».

E poi?

«Poi bisogna tornare ad intercettare finanziamenti, che sono fondamentali e indispensabili sull’isola e per l’isola. Questo è un aspetto sul quale va decisamente invertita la tendenza».

Qual è l’appello che vuoi rivolgere agli elettori dell’isola d’Ischia?

«Chi mi conosce sa benissimo di quanto abbia inteso la politica come spirito di servizio nei confronti del cittadino, non mi sono mai tirato indietro quando si è trattato di fare qualcosa per il mio paese e per la sua gente. E noto con piacere che, specialmente da quando ho ufficializzato la mia candidatura, questo mi viene riconosciuto su più fronti. Ti dirò di più, ho ricevuto dei messaggi whatapp da diverse persone davvero commoventi. Parole e pensieri che davvero mi lusingano come uomo, prima ancora che come amministratore, e che mi danno la spinta a fare sempre di più per la mia terra, che resta il luogo più bello del mondo».

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