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“La casa di Luca”, un nuovo progetto per l’Associazione a dieci anni dalla sua nascita

di Isabella Puca
Ischia – È iniziato con la musica jazz dei Playground project Trio il piccolo memoriale per Luca, una serata voluta da Pina e Silvano Brandi e da tutti gli amici dell’Associazione a lui intitolata a dieci anni dalla sua scomparsa. Musica, poesia, un intervento del prof. Michele Rossena, presidente dell’Istituto Italiano per le Scienze Umane, e un nuovo progetto per energie dei giovani, per Luca. All’avvocato Raffaele Montuori il racconto dell’apertura dell’associazione, «quella sera di dieci anni fa, sul palco dell’Hotel Jolly, introducevo i lavori alla bottaia. Tutto ciò che è venuto dopo è la migliore testimonianza che l’idea era vincente. Nel nome di Luca continuano in quella sede attività di arte e cultura, attività che, ci piace pensare, sono una parte del cammino che Luca avrebbe voluto continuare a svolgere». Tante le emozioni nelle poesie scritte da Luca e interpretate da Irene e Daniele che hanno anticipato l’intervento del professore Rossena. Nel suo discorso il racconto di quei ragazzi dotati di una sensibilità esasperata, quelli che hanno una marcia in più, quei ragazzi “Iper” che sembrano avere molti più problemi degli altri, mascherati però attraverso una capacità espressiva straordinaria. «Quando un talento naturale arriva all’adolescenza – ha spiegato il prof. – ha la possibilità di realizzarsi alla grandissima, ma allo stesso tempo c’è la possibilità che questa realizzazione crolli. Siamo un mondo di dipendenti, in famiglia, a scuola, tra gli amici, chi ha una marcia in più ha un potenziale di dipendenza molto più grande di chi è normodotato. Questo, durante l’adolescenza, può significare diventare talmente dipendenti da una condizione affettiva o da un amore che diventa l’unico vero motivo di un’esistenza». Sul palco per la presentazione del progetto “La casa di Luca” il professore Silvano Brandi che ha ringraziato chi da sempre sostiene l’associazione come Patrizia, Llia, Letizia, Chicco, Mariarosaria, Tatiana Mauro e sua moglie Pina. «Da quest’anno abbiamo un’altra associata che si sta dando molto da fare a Casamicciola ed è Caterina Sirabella che sta seguendo alcuni progetti dell’Associazione nel suo Comune. Ringrazio ovviamente chi da tempo mi supporta come i nostri splendidi tutor a partire da Salvatore Ronga, Tina Di Frenna, Maddalena Ferrandino, Gaetano De Nigris, Nello Di Leva, Anna Maria di Meglio, Michele D’Ambra, Enzo Rando, Salvatore Ferraiuolo, Ella Scotto, Lucia Buono, Rore Saitto, Isabella Puca e Eleonora Sarracino e le new entry Caterina Sirabella e Leonardo Bilardi che hanno aperto la lettura creativa nelle prime elementari di Casamicciola». Nel dicembre del 2008, grazie all’amministrazione comunale di Ischia, furono consegnate le chiavi della cosiddetta Bottaia di Palazzo D’Ambra, «iniziammo così un’avventura senza sapere dove saremmo arrivati. Il perché di quest’impegno – ha spiegato Silvano Brandi – nasce dalla volontà di percorrere la strada tracciata da Luca che, nonostante la sua giovane età si impegnava nel sociale, in tanti modi, fino a far costruire un pozzo d’acqua in Africa per un suo caro amico. Ed uno delle primi nostri obiettivi fu proprio quello di costruire una scuola per Luca in Kenya nel Malindi. Investimmo tantissimo nel progetto sebbene come associazione non avessimo fondi, ma creammo le basi per un’azione sociale determinante». Otto mesi di lavori, tanti volontari determinati e diverse aziende che sposarono il progetto. Poi, il terremoto dell’Aquila, che radunò intorno all’Associazione tantissimi giovani che in breve tempo raccolsero materiale di prima necessità ed inviarono due camion al comune di Pizzoli. «Dare spazio alla creatività dei giovani, offrire loro un’opportunità, dare vita alle loro passioni e stato il nostro obiettivo principale. Nel dicembre 2009 inaugurammo la sede con Nonna Gilda e nella stessa serata consegnammo due borse di studio a due allievi del Liceo Classico e del Liceo scientifico. Sempre sulle tracce di Luca, che aveva giocato a Basket con la Cestistica Ischia, abbiamo istituito un premio annuale in abbigliamento sportivo all’atleta più meritevole non solo sotto il profilo sportivo ma anche umano». Poco per volta furono tantissimi i giovani che si radunarono intorno all’Associazione così come aumentò l’offerta dei vari laboratori.
«I ragazzi che frequentano i nostri lab – ha detto ancora Brandi – sono cresciuti negli anni, dagli iniziali 150 fino agli attuali 400. Tutto questo grazie ai nostri progetti ed all’appoggio dei professori e del Preside del Liceo d’Ischia Gianpietro Calise che ci supportano in tutte le nostre iniziative. Nei dieci anni di attività abbiamo avuto circa 2500 ragazzi di varie età che ci hanno seguiti frequentando i nostri laboratori. I primi li abbiamo seguiti da piccoli quando andavano alla prima media e li abbiamo accompagnati fino al diploma e li abbiamo visti incamminare verso l’università con passi sicuri, li abbiamo visti crescere e diventare uomini. Questo grosso numero ci inorgoglisce, ma ci mette anche in difficoltà perché non abbiamo più spazi per ospitarli tutti. Abbiamo dovuto rinunciare a due importanti laboratori perché gli spazi a disposizione erano insufficienti per poter dar vita a corsi in contemporanea. Il problema creato dal terremoto del 21 agosto ha acuito tutte queste difficoltà poiché con i doppi turni scolastici l’affollamento in alcune settimane era davvero impossibile da gestire. La voglia di continuare a muoversi per i giovani è davvero tanta e aumenta sempre più con il loro contatto giornaliero. Abbiamo una gioventù sana che cerca di impiegare il proprio tempo positivamente». Da qui la nascita del nuovo progetto nato grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale di Ischia, a portare il saluto del Sindaco Enzo Ferrandino, il consigliere Luigi Di Vaia, «l’anno scorso di questi tempi prendemmo un impegno e ci abbiamo tenuto a mantenerlo per il valore che rappresenta quest’associazione per la nostra società, è una realtà che può soltanto crescere». La casa di Luca è la nuova scommessa da vincere; il progetto realizzato dall’architetto Vania Ferrandino, vede una sala per la direzione dove poter svolgere corsi di latino, inglese, fumetto e altro, la zona servizi con un disimpegno che accede all’uscita di sicurezza, una sala principale polivalente con sedie amovibili in modo da rendere lo spazio fruibile alle varie attività, la zona palco con tanto di camerini. «Crediamo in questo progetto con tutta la nostra forza, – ha concluso Silvano Brandi – ma abbiamo bisogno del supporto di tutti voi e non solo. La nostra associazione si regge esclusivamente sul contributo del 5×1000, basta poco sotto la denuncia dei redditi nell’apposito spazio inserite il nostro numero e la vostra firma. A voi non costerà niente per noi sarà un’importante risorsa».

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