CULTURA & SOCIETA'

La Cattedrale di Ischia Ponte può tornare Parrocchia con Don Carlo possibile nuovo parroco per la felicità dei fedeli

La chiesa di Ischia che si rinnova - processi e nuove nomine decise nei piani alti dell’Episcopio di via Seminario in Ischia Ponte – il Vescovo Pascarella a consulto permanente con i suoi consigliori curiali - l’autorità ecclesiastica e le sue decisione vanno rispettate e come tali accolte con ragione e fiducia.

La Cattedrale del Centro Storico di Ischia Ponte può tornare Parrocchia guida come ai tempi del suo glorioso passato quando era al centro della cattolicità isolana con un parroco capace e autorevole, un Capitolo di Canonici di tutta la Diocesi con fascia e coccarda che occupavano il Coro e la presenza prestigiosa del Vescovo quale faro illuminante nelle frequenti occasioni speciali che si susseguivano nello storico Tempio.

PADRE CARLO D’AMODIO MINISTRO PRINCIPALE DEI FRATI MINORI

Alla Cattedrale, all’ombra del Castello, secolare chiesa parrocchiale, sono legate le storie personali e famigliari di molte generazioni di ischiapontesi del Borgo Antico e contrade limitrofe dove bambini, ragazzi e ragazze,madri, padri, nonni e nonne nei vari passaggi della vita parrocchiale, dalla fonte battesimale in poi, hanno potuto vantare e vantano i segni indelebili di tutta la loro formazione di cristiani fedeli e di cattolici più o meno praticanti in un chiesa che sapeva aggregare e benedire. Gli storici parroci che hanno onorato il loro incarico di amati apostoli della buona parola e degli utili insegnamenti, dagli anni trenta in avanti, tanto per non andare troppo indietro nel tempo, sono stati Don Crescenzo Di Meglio,Don Vincenzo Cenatiempo, Don Camillo D’Ambra, Don Ubaldo Conte e Don Massimiliano Lauro. Con la buonanima del Vescovo Strofaldi alla Cattedrale di Ischia Ponte è stato fatto cambiare rotta assumendo i connotati del solo vescovado proprio come piaceva a Padre Filippo, ossia la chiesa del Vescovo. Il nuovo ruolo della Cattedrale freddo e isolato, è servito solo al consequenziale trasferimento di tutta l’attività liturgica e pastorale nella vicina chiesa parrocchiale dello Spirito Santo dove a gestirle alla grande per 12 anni è stato Don Carlo Candido il parroco a cui in questi giorni l’attuale Vescovo di Ischia e Pozzuoli Mons. Gennaro Pascarella ha tolto l’incarico proponendo all’attivissimo sacerdote del Borgo nuove destinazioni che Don Carlo non si è sentito di accettare, preferendo per ora rimanere senza parrocchia e lasciare l’isola per Assisi per un periodo, non si sa se lungo o breve, di meditazione e preghiera.

PADRE SUPERIORE MARIO LAURO DALL’8 OTTOBRE PROSSIMO NUVO PARROCO DELLA NOVELLA PARROCHIA DELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO ALLA MANDRA

Sulla questione di cui si sta dibattendo in questi giorni, la vicenda-Don Carlo è diventata un caso diocesano che ha suscitato nella comunità di Ischia Ponte dubbi e perplessità e tanta protesta del popolo fedele dell’ ormai ex parroco del Borgo nei confronti del Vescovo Pascarella e dei suoi consigliori di Curia dentro e fuori. Al riguardo ci sentiamo di dire che a fronte del problema l’Autorità ecclesiastica e le sue decisione vanno rispettate e come tali accolte con ragione e fiducia. Però qualche ragionamento per vederci più chiaro va fatto specie se non fa male a nessuno. Le voci ricorrenti che imperversano forti nel paese sono che alla “vittima” don Carlo abbiano fatto la “trave di fuoco” preparata con cura in ambienti sacerdotali a lui ostili per l’atteggiamento troppo “ribelle” e polemico ostentato nel corso degli anni in cui ha dominato sul vasto territorio della sua parrocchia. Ciò non toglie a Don Carlo il merito di aver rilanciato la parrocchia a lui affidata e recuperato tante pecorelle smarrite che si erano allontanata dalla via maestra indicata dalla chiesa. In sostanza avevano perso la fede ed alla fine sono tornate all’ovile.

FRATE VINCENZO PONTICELLI VICARIO PARROCCHIALE NEL SANTUARIO DI SAN GIOVAN GIUSEPPE DELLA CROCE- CHIESA DELLO SPIRITO SANTO

Don Carlo Candido può essere fiero del suo grande lavoro e dei risultati ottenuti.Don Carlo sapeva che un parroco non può rimanere al suo posto di guida della parrocchia in eternità come avveniva nel passato. Una regola canonica da sempre in piedi anche se fatta poco osservare ammonisce che la durata dell’incarico di parroco di una qualsiasi parrocchia non può superare i 9 anni di mandato, oltre i quali scatta la sostituzione con un nuovo titolare della parrocchia interessata. Quando Don Carlo, guardandosi intorno, ha cominciate a sentire odor di buciato proveniente proprio dalla parte focolarina che da poco aveva lasciato, si è insospettito cercando di individuare chi lo stava silurando. Inutile fare i nomi, la cerchia è abbastanza ristretto per capire chi è o chi sono i responsabili. La girandola delle nuove nomine da Forio a Ischia ha “colpito” anche Don Agostino Iovene che lascia il vicariato generale e quanto prima anche l’ incarico di parroco della parrocchia di San Pietro per raggiunti limiti di età. I frati minori non hanno fatto niente per accaparrarsi la parrocchia e portarla alla chiesa convetuale di Sant’Antonio alla Mandra. Gliela hanno offerta su di un piatto d’ argento i curiali di via Seminario a Ischia Ponte con l’assenso del Vescovo Pascarella.

LA COLLEGIATA DELLO SPIRITO SANTO OGGI SOLO SANTUARIO DI SAN GIOVAN GIUSEPPE DELLA CROCE

Di qui la chiamata ed il ritorno a Ischia da Portici dell’incredulo Padre Mario Lauro che il giorno 8 ottobre si insedierà nella nuova parrocchia quale primo parroco della storia ed al contempo nuovamente Superiore di quella che è la chiesa dell’ Ordine alla Mandra. Padre Mario Lauro e don Carlo Candido in tandem, il primo a sant’Antonio alla Mandra ed il secondo nella chiesa dello Spirito Santo ad Ischia Ponte, nei loro due diversi ruoli, sono stati una straordinaria risorsa per la Chiesa che è in Ischia ed iconfutabili e grandissimi esempi di efficienza pastorale proficua sotto ogni aspetto per le fortune della parrocchia e della chiesa della Mandra rilanciata e seguta da un numero di fedeli sempre in crescita. Con la innovazione portata dal Vescovo Pascarella alla chiesa dello Spirito Santo elevata a solo Santuario di San Giova Giuseppe della Croce, ricoprirà il ruolo di Rettore Frate Vincenzo Ponticelli nella qualità di Vicario parrocchiale con l’incarico anche di Rettore della chiesa di San Francesco di Forio. Probabilmente lo sarà anche dell’antica Congrega di Santa Maria di Costantinopoli a Ischia. A questo punto la Chiesa di Ischia non può permettersi di rinunciare all’opera viva di un sacerdote preparato e capace come Don Carlo Candido.

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DON MARCO TRANI PARROCO UFFICIALE DI SAN CIRO E TUTORE DELLE PASTORALI DELLE PARROCCHIE DI SAN PIETRO E DI PORTOSALVO

La chiesa di Ischia non può lasciarlo andare via e la Cattedrale altro prestigioso punto di riferimento primario della rerligiosità dell’antico Borgo di Celsa,decisamente non può stare a guardare e vivere passivamente l’anonimato come è stato da alcuni anni ad oggi. Allora torni parrocchia e si dia a Don Carlo l’opportunità di continuare la sua opera pastorale in qualità di nuovo parroco da questa chiesa che attende dopo i lavori di restauro in atto, solo di rinascere. Don Carlo e Padre Mario due pilastri della fede diffusa e ritrovata dai loro due popoli dispersi e riassemblati: è quello che la chiesa di Ischia ed il suo Vescovo devono volere per mantenersi stretto un pezzo di diocesi purtroppo non in ottima salute. In tempi di bonaccia abbiamo scritto così di Don Carlo Candido: “A dominare la scena a difesa dei suo essere sacerdote di prima linea , dentro e fuori della Chiesa, c’è l’ irriducibile parroco Don Carlo candido con i suoi collaboratori del gruppo giovanile da egli stesso creato, formato e sostenuto. La frenetica attività parrocchiale di questo infaticabile scerdote nella vasta area di suo dominio pastorale che va da Ischia Ponte centro fino all’Addolorata, passando per la Cappella del Carmine e San Antonio fino alla Bambenella alla Mandra, tiene in stato di allerta costante i commentatori critici del suo largo e proficuo operato, quasi che il nostro fosse l’uomo in tonaca nera da guardare a vista e “sparare” contro di lui ad ogni sua “uscita” che i suoi ossessionati censori non gradiscono e malevolmente prendono di mira.

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DON CARLO CANDIDO IN PIENA ATTIVITA’ PASTORALE FRA I SUOI GIOVANI PARROCCHIANI DEL BORGO ANTICO

Ma Don Carlo, che noi abbiamo definito in tempi non sospetti, il novello Don Bosco in quel di Ischia Ponte, fila diritto senza dar peso alle “carezze” che gli provengono dalla parte di noti insofferenti. Nemmeno le bordate relative ai passati fatti di pratiche d’esorcismo lo hanno toccato più di tanto. Segno è che Don Carlo si è rivelato un ottimo stratega anche in fatto di difesa personale oltre che di quella dei suoi parrochiani che si lasciano guidare dal loro parroco a livello spirituale e laico-ricreativo con straordinaria partecipazione ed incondizionata fiducia. Insomma Don Carlo fa il parroco in una fortezza, capace di resistere e quindi respingere ogni tipo di attacco con l’arma della non curanza e se è il caso, del…perdono. Siamo sempre in clima di abbondante post Giubileo della Misericordia dove ciascuno è chiamato a fare la sua parte secondo il messaggio di Papa Francesco dal Vaticano e del Vescovo dall’Episcopio di via Seminario.

CHIESA E CONVENTO DI SANT’ ANTONIO FRATI MINORI ALLA MANDRA D’ISCHIA OGGI NUOVA PARROCCHIA

In loco sta per passare una estate di feste gestite e da gestire ancora dove, diciamola tutta, Don Carlo ha la supervisione diretta sui programmi ed i programmatori, nel senso che si procede col comune sentire, fatta salva però l’ultima parola, le decisioni finali che sono di Don Carlo. E così sia. Del resto, se vogliamo, tutto parte dalla fertile fantasia e dal potere decisionale accettato ed accettabile del parroco cosiddetto da prima linea. Inventa, costruisce, invita alla preghiera, allo stare insieme, a vivere gli eventi di festa con gioia, con la vittoria dello spirito. Il popolo legato alla Chiesa e a Don Carlo, gradisce che le feste patronali si facciano, con i fuochi d’artificio, la processione, le campane, le luminarie stradali, magari commentandone anche con spirito critico la tenuta del disegno, le bancarelle, i giochi per ragazzi, perchè le feste con la loro storia, sono patrimonio storico e tradizionale della propria vita passata alla quale tutti si sentono legati più di quanto si pensi. Che Don Carlo, dal suo pulpito, predichi, redigga editoriali, lanci giuste accuse ad un certo tipo di società deviata e corrotta per recuperare più possibili pecorelle smarrite, fa benissimo, perché tra l’altro assolve con fedeltà ai dettami del suo ruolo. Ci fa piacere che Don Carlo sia rimasto il battagliero sacerdote di sempre ammirato ed apprezzato nel suo straordinario lavoro di aggregazione e di sana rivoluzione in una parrocchia che fino ad alcuni anni fa, era anonimamente appiattita su se stessa, senza stimoli e con poca linfa vitale. Ora ci sono la vita, la fede, il piacere di stare insieme, la gioia di godere, la condivisione. E se tutto questo non è festa, allora cos’ ?”

Foto di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

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