Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 4ARCHIVIO 5

La chiesina Regina delle rose ultima “opera santa” di don Pasquale Sferratore

Il 7 dicembre prossimo, fra meno di un mese e il giorno prima dell’Immacolata, il prete canterino, l’emulo di Don Matteo, almeno per l’uso della bicicletta, il sacerdote che critica di suo la credenza dell’apparizione di Zaro, il parroco che negò che si facesse dall’altare della sua chiesa di Monterone l’elogio funebre politico ad un defunto parrocchiano militante comunista, poliglotta  con quattro lingue di sua conoscenza, compirà la bellezza di 85 anni, portati alla grande, con la grinta e l’esuberanza che per lo più lo fanno apparire  simpatico fra i parrocchiani che lo seguono nelle cerimonie  religiose e non solo, nel paese e perfino fra i turisti italiani e stranieri in vacanza a Forio. Il suo popolo di Monterone gli sta preparando una festa memorabile. Parliamo di Don Pasquale Sferratore, il sacerdote simbolo di un quartiere della vecchia Forio, a capo di un’antica parrocchia dove esplica la sua missione sacerdotale con una carica di umanità e di spiritualità inimitabile capace di conquistare l’affetto di credenti e non credenti sul suo cammino di combattente del Signore e della chiesa con cui è legato da ben 61 anni di intensa attività pastorale. Lo ha fatto e lo fa  alla sua maniera, cantando le lodi del signore, utilizzando le sue doti canore di prete canterino anche in canti laici per sceneggiare passi del vangelo e momenti gioiosi di vita cristiana nell’amore verso la Madonna e quindi la mamma, nel rispetto verso i santi e verso i propri fratelli in Cristo.

Da diversi anni la sua immagine, il suo volto sono famigliari  ai telespettatori di TeleIschia, dove don Pasquale ogni sabato pomeriggio tiene una personale trasmissione molto seguita, in cui regala a chi lo ascolta e lo vede  un appassionato sermone intervallato dalla esecuzione vocale di  classiche e celebri canzoni napoletane ed italiane, facendo tra l’altro, sfoggio di una voce dirompente che col passare del tempo diventa sempre più viva ed accattivante. Ma Don Pasquale Sferratore che in passato è stato anche cappellano su navi da crociera, fa parlare di se e si lascia ammirare anche per altro. Come per essere anche un eccellente scultore con la pietra di tufo verde di cui la zona alta del Ciglio è ricca. Per essere curato ed animatore del culto dell’antica chiesa di Santa Maria al Monte. Per essere l’amato parroco da oltre mezzo secolo della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Monterone, dove il sacerdote dall’ugola d’oro cura il suo gregge non soltanto da un punto di vista spirituale, ma anche umano., Don Pasquale rappresenta un punto di riferimento imprescindibile non solo per la comunità monteronese, ma per chiunque – credente o meno – abbia bisogno del suo aiuto o di una semplice parola di conforto.

Un prete insomma d’altri tempi, che speriamo possa portare avanti il proprio ministero sacerdotale per molti anni ancora e in piena salute Il fondatore della chiesa di Monterone  fu Erasmo Castaldi, detto Zotta, che la edificò nel 1748. Gli eredi ne conservarono il patronato fino al 1936, anno in cui divenne parrocchia. Un’alluvione nel 1910 arrecò seri danni strutturali all’edificio, senza però rovinare le tele e gli altri oggetti d’arte conservati all’interno (le preziose pale d’altare d’Alfonso Di Spigna, il pulpito ligneo e gli arredi più importanti). Nel corso dei lavori di ricostruzione, finanziati dai contributi dei fedeli, il sacerdote Pietro Calise fece aggiungere un orologio sul lato sinistro, in modo da creare una simmetria con il campanile del lato opposto. Una lapide con data 1919 collocata a sinistra dell’ingresso ricorda  l’evento dell’alluvione e gli interventi di riparazione e di rinnovamento voluti dallo storico sacerdote. Oggi e da oltre mezzo secolo Don  Pasquale Sferratore ne è il parroco inamovibile e nello stesso tempo fratello, padre, nonno dell’intera comunità di Monterone ed oltre confine. Infatti poco distante dalla sua parrocchia, è possibile ammirare l’ultimo “capolavoro”dell’arzillo Don  Pasquale, quella  “Chiesina Regina delle Rose”, cos’ l’Ha voluto denominare, che da circa un decennio richiama, in particolare d’estate, fedeli foriani e stranieri per la messa domenicale straordinaria, come straordinario  è il luogo di culto creato dal parroco di Monterone.

In realtà è una Chiesa che non sembra una Chiesa ma un giardino; è decorata con sculture in tufo verde, cosi come anche l’altare è scolpito alla maniera delle altre opere che adornano la chiesina. Il Parroco Don Pasquale Sferratore durante l’estate dice Messa per i turisti e i residenti che preferiscono questo spazio all’ esterno. Un particolare di questa Messa alla Chiesa Regina delle Rose è che siccome l’ Isola è da sempre meta preferita dai turisti tedeschi, Don Pasquale ha aggiunto una messa in lingua madre tedesca. Nel giardino Don Pasquale ha pensato bene di lasciare le antiche macine scolpite nella pietra di tufo e altri strumenti utilizzati per fare il vino essendo egli di famiglia contadina. La chiesina Regima delle Rose è stata costruita ai  piedi dell’antica Torre Nacera, una delle tante Torri di avvistamento usata dai contadini foriani per scrutare il mare ed essere pronti in caso di incursioni piratesche dal mare, cosa non tanto rara nel 1550, data a cui si fa risalire la costruzione della Torre stessa, che originariamente era a due piani, ora, anche se in buono stato, ne resta un solo piano.

Senza giri di parole, con la sua solita schiettezza nel parlare, Don Pasquale Sferratore così spiega le ragioni che l’hanno spinto e convinto a costruire la Chiesa Regina delle Rose, suo fiore all’occhiello della propria movimentata e proficua missione sacerdotale nella sua terra natia. “Quelli che… soffrono l’ambiente chiuso, il caldo, lo spazio ristretto, afferma Don Pasquale, quelli che sono un poco allergici alle chiese; quelli che dicono: io non sono come gli altri; quelli che sono amanti delle novità e delle cose belle; quelli che non vanno mai in chiesa. A questi ho pensato. Non mi aspetto lodi e plausi da nessuno. La mia soddisfazione è sola quella di aver fatto una cosa utile per tanta gente, che diversamente non sarebbe andata in chiesa, non avrebbe partecipato ad una santa messa.” Invece, plausi e lodi per Don Pasquale Sferratore, prossimo al suo 85esimo compleanno, sono d’obbligo.

Ads

Antonio Lubrano (antoniolubrano1941@gmail.com)

Ads

Foto di www.forio.info

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x