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LA CONTROREPLICA DEL CUDAS: «Il Comitato tirato in ballo ingiustamente»

E’ davvero stupefacente come, negli ultimi tempi, l’Asl Na2 Nord, invece di rispondere nel merito, come anche la semplice cortesia vorrebbe, alle lettere che il CUDAS Ischia invia ai suoi vertici su questioni rilevanti in merito alla sanità isolana, abbia preso l’abitudine di chiamare in causa il nostro Comitato per ogni rilievo e critica che si alza sull’isola nei confronti dei servizi erogati in ospedale e sul territorio. Con toni sprezzanti del tutto fuori luogo: dai “quattro simpatici pensionati” evocati qualche tempo dal direttore generale D’Amore, per di più in un contesto del tutto inappropriato, a oggi, quando un comunicato stampa dell’Azienda si conclude con questa incredibile frase: “In contrasto con questi provati miglioramenti organizzativi e strutturali che si stanno portando avanti presso l’ospedale di Ischia, le continue polemiche sollevate dall’autoproclamato Comitato Unitario del Diritto alla Salute – forte di poche decine di militanti – contribuiscono a screditare la struttura intervenendo nel dibattito sulla gestione dell’ospedale senza avere la minima competenza tecnico-scientifica”. Anche stavolta, un riferimento a noi assolutamente errato e fuorviante.

Il comunicato fa riferimento ad un articolo di “Repubblica” su una carenza di ghiaccio che si sarebbe verificata ieri al Pronto soccorso del “Rizzoli” su cui il Cudas non ha avuto NULLA da protestare e da lamentare, semplicemente perché non ha avuto alcun ruolo in questa vicenda. Neppure come destinatario di qualche segnalazione. Alla presidente Gianna Napoleone è stato chiesto di commentare un episodio di cui ha detto chiaramente, anche nel brevissimo scambio di battute con il giornalista, di non avere alcuna cognizione diretta.

Sinceramente, la questione ghiaccio sì ghiaccio no è all’ultimo posto dei nostri pensieri e delle nostre preoccupazioni. Che sono concentrate, piuttosto, sui temi che abbiamo sollevato noi, firmandoli e assumendocene tutta la responsabilità: dalle lenzuola mancanti, che hanno provocato disagi ai pazienti e brutte figure al nostro ospedale, obbligando l’Azienda a scusarsi con un degente forestiero; alla mancanza di un servizio interpreti, che è stata sanata dall’Asl a metà agosto, solo dopo la nostra iniziativa; fino all’annosa sollecitazione ad occuparsi della messa in sicurezza della struttura “Rizzoli” e a liberare il tetto dall’aggravio dei cassoni dell’acqua, che potrebbe diventare un problema in caso di nuove scosse.

A Frattamaggiore, prima di chiamarci in causa a sproposito, dovrebbero valutare meglio ciò che commentano. Le nostre segnalazioni erano tutte fondate, verificate e accuratamente accertate e “dosate”, perché siamo adusi, anche sulle questioni tecniche e scientifiche, informarci presso esperti , prima di formulare eventuali critiche e, soprattutto, richieste e proposte conseguenti. Come nel caso della prevenzione antisismica, su cui vorremmo dall’Azienda risposte serie e altrettanto approfondite a livello tecnico-scientifico, quanto lo sono le nostre sollecitazioni e le nostre legittime preoccupazioni come abitanti dell’isola che dal funzionamento dell’unico presidio dipendono per la propria salute e per quella dei propri cari. E basta questo per qualificare come irricevibile il commento contenuto nel comunicato Asl di poco fa.

Cari vertici aziendali, fatevene una ragione: non siamo quattro pensionati, non siamo poche decine di militanti (in un mese, però, siamo cresciuti di numero…), non ci siamo autoproclamati nulla, perché abbiamo costituito un’associazione con tutti i bolli e i crismi della legalità e nel rispetto delle leggi della Repubblica, a cominciare dallo spirito e dalla lettera di quell’articolo 32 di cui, da cittadini, pretendiamo il rispetto e l’applicazione anche sul nostro ristretto territorio isolano.

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Un’ultima notazione merita l’accusa, per noi gravissima e offensiva, di denigrare l’ospedale. Denigrare la struttura da cui dipendono anche le nostre vite? Ci prendete per folli o per irresponsabili? Tutto il contrario, lo saremmo se facessimo finta di nulla e rimanessimo in silenzio dinanzi alle carenze, alle deficienze, alle inefficienze dei servizi, che permangono nonostante l’impegno, la dedizione e la straordinaria professionalità che ogni giorno profondono medici, infermieri, OSS e tecnici in forze al “Rizzoli” e servizi sul territorio. Professionalità mortificate non dalle segnalazioni/proposte del Cudas, ma dalle scelte fatte o mancate in altre sedi, dove si decidono le sorti della sanità isolana. In primis Frattamaggiore. Comunque, continueremo a non restare zitti, perché abbiamo il dovere di occuparci dell’ospedale e della sanità sulla nostra isola che è la nostra casa.

 

COMITATO UNITARIO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

 

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