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La Corte d’Appello: «L’abusivismo resta una piaga, i Comuni stanno a guardare»

L’abusivismo edilizio in Campania resta “molto grave” e sul fenomeno si registra “la scarsa collaborazione dei Comuni che non svolgono i loro compiti in materia di demolizione”. E’ quanto affermato dal procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, illustrando ai giornalisti l’andamento della criminalità nel distretto della Corte d’Appello alla vigilia della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Riello ha elencato, poi, gli eventi che si sono succeduti nel corso di quest’anno, dal crollo della palazzina a Torre Annunziata, agli incendi sul Vesuvio e sul Monte Faito, fino al terremoto di Ischia. “Un sisma di dimensioni non particolarmente gravi e che in altri Paesi non avrebbe avuto gli effetti registrati qui”, ha evidenziato Riello rimarcando i problemi causati dall’abusivismo. In Campania c’è un abusivismo edilizio “ancora molto grave incoraggiato da una politica dissennata che ha visto ben tre condoni edilizi negli ultimi decenni che hanno avuto un effetto criminogeno”.

“Non credo – ha sottolineato – si possa più parlare di abusivismo di necessità in Campania dove sono presenti 64,3 abitazioni abusive su ogni 100 abitazioni legali”. “In dieci anni abbiamo abbattuto 600 manufatti, 50 solo lo scorso anno – ha evidenziato – Risultati importanti a fronte dei quali registriamo, però, una collaborazione molto scarsa dei Comuni che non chiedono alla Cassa depositi e prestiti i contributi per le demolizioni”. “I sindaci – ha concluso il procuratore generale di Napoli – avrebbero un ruolo trainante e non lo svolgono”. “Vorremmo che i Comuni chiedessero i fondi a Cassa depositi e prestiti e su questo prenderemo in considerazione di denunciare alla Corte dei Conti. Capiamo che sia difficile un’opera di demolizione radicale, ma bisogna pur iniziare con una politica del territorio rigorosa, altrimenti ce ne ricorderemo solo quando avvengono tragedie preannunciate”, ha concluso.

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