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CRONACA

La Criscuolo respinge il canto delle sirene: «Il mio sindaco è Enzo Ferrandino»

Lunga intervista alla consigliera comunale di Vivere Ischia che guarda già alle prossime elezioni e chiude le voci (invero suggestive) sulla tentazione candidatura a primo cittadino smarcandosi dall’attuale maggioranza. E poi affronta tanti altri temi non risparmiando qualche punzecchiatura

Non possiamo che partire da quello che negli ultimi tempi abbiamo fatto diventare il quesito più ricorrente. Dopo un periodo in cui la maggioranza e gli equilibri mutavano continuamente (tra chi andava, chi veniva e chi tornava) ormai gli schieramenti sembrano essere ben delineati. E siccome manca tanto ma non tantissimo alle prossime elezioni amministrative, la domanda è fin troppo scontata: gli scenari resteranno questi, inteso come bipolarismo, o è lecito attendersi un rimescolamento delle carte?

«Parto da un presupposto. In effetti, come dici tu, il tempo che ci separa dalle urne sembra così lontano e invece non lo è affatto. In un anno bisogna raccogliere le energie e le forze per costruire non soltanto la campagna elettorale ma verosimilmente anche per i successivi cinque anni. Tutte queste dinamiche vanno vissute e affrontate senza poter trascurare la quotidiana attività amministrativa e l’impegno per il paese. Di sicuro, come amministrazione comunale uscente partiamo avvantaggiati perché siamo un gruppo compatto e di certo non ci saranno sorprese almeno per quanto ci riguarda. Ci muoviamo in maniera abbastanza granitica e navighiamo tutti nella stessa direzione. Che all’orizzonte poi possano esserci una o più coalizioni contrapposte lo scopriremo con il tempo, ma per quanto mi concerne non prevedo grosse sorprese».

«La vera problematica dei nostri avversari può essere rappresentata dal fatto che più soggetti immaginano in cuor loro di poter essere il candidato ideale. Bisognerà trovare una sintesi e l’operazione non si presenta certamente agevole. Ecco perché credo sarà inevitabile pescare all’esterno. Se sceglieranno i consiglieri o Giosi? Questo va chiesto a loro…»

Non è mai bello guardare in casa d’altri, ma volendo vestire i panni di analista si dice che nella coalizione avversa potrebbe esserci la possibilità di pescare il candidato sindaco dall’esterno, dal momento che nel gruppo la candidatura dell’uno potrebbe risultare poco gradita all’altro.

«Mah, io penso che più che “poco gradita” conoscendo i componenti della coalizione cui ti riferisci, la vera problematica può essere rappresentata dal fatto che più soggetti immaginano in cuor loro di poter essere il candidato ideale. Bisognerà trovare una sintesi e l’operazione non si presenta certamente agevole. Ecco perché credo sarà inevitabile pescare all’esterno».

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Domanda maliziosa: la sintesi la troveranno gli attuali consiglieri comunali o Giosi Ferrandino?

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«Non lo so, questo devi chiederlo a loro».

Si è parlato anche di un candidato sindaco donna e qualcuno non ha escluso che di fronte a una potenziale investitura a primo cittadino Carmen Criscuolo potesse essere attratta dalle sirene del gruppo “Per Ischia”.

«Se me lo consenti vorrei rispondere in due modi a questa domanda».

Prego.

«Il primo è quello che riguarda Carmen Criscuolo. Ho un impegno forte con la mia amministrazione, il mio sindaco è Enzo Ferrandino, di conseguenza mi sembra opportuno sfatare questa leggenda metropolitana. La mia risposta sarebbe un “no” tassativo e categorico. La seconda sottolineatura, invece, visto che si è comunque sentito parlare del sindaco donna e addirittura c’è chi lo inneggia ponendosi come il rivoluzionario di turno come Lello Pilato, mi porta a pensare ed affermare che ci troviamo davanti a un qualcosa di poco gratificante. Non mi piace sentir dire che alle prossime amministrative si potrebbe individuare il sindaco donna, inteso come genere. Si parla della Criscuolo, di Giustina Mattera, di Maria Grazia Di Scala? Bene, si scelga la persona , l’individuo che ha una serie di peculiarità quali conoscenza, competenza, esperienza, personalità, progettualità, poi se è anche donna che ben venga. Insomma, questo tipo di analisi lo trovo davvero fastidioso».

Non mi piace sentir dire che alle prossime amministrative si potrebbe individuare il sindaco donna, inteso come genere. Si scelga la persona , l’individuo che ha una serie di peculiarità quali conoscenza, competenza, esperienza, personalità, progettualità, poi se è anche donna che ben venga. Insomma, questo tipo di analisi lo trovo davvero fastidioso»

Lungi da me voler difendere Lello Pilato, ma ho il sospetto che volesse più che altro lanciare un messaggio in codice, un indizio.

«Forse perché i nomi non si fanno mai fino alla fine? Può darsi, ma se si ipotizzano un ventaglio di nomi non va bene».

Si parla anche di un terzo polo. Ma sul territorio ischitano c’è spazio, inteso come consenso, per una ulteriore coalizione competitiva dopo i due schieramenti principali o la trovi più che altro un’operazione tesa magari a sparigliare le carte, spacchettare ancor più il consenso e magari impedire un’affermazione al primo turno?

«Con l’attuale stato dell’arte, è davvero difficile credere che si possano formare tre poli forti e realmente competitivi. In tal caso sarebbe difficile pensare di poter vincere al primo turno».

«Quanto spazio ci sarebbe a Ischia per un terzo polo? Con l’attuale stato dell’arte, è davvero difficile credere che si possano formare tre coalizioni forti e realmente competitive. In tal caso sarebbe comunque oltremodo difficile pensare di poter vincere al primo turno»

I primi due anni di questa maggioranza sono stati oltremodo tormentati. Ma la genesi di tutti gli errori, ragionando a posteriori, può essere rinvenuta nella scelta iniziale da parte del sindaco di far ricorso a una giunta tecnica?

«La giunta tecnica, inutile negarselo, sicuramente ha contribuito a creare una grossa fibrillazione, anche perché la gestione di quelle nomine (compreso il presidente del consiglio) ha rappresentato ad esempio uno dei primi momenti di tensione all’interno della lista “Orizzonte Comune”. Ci furono scelte non condivise e dunque una serie di reazioni a catena erano prevedibili e inevitabili. Oggi il più grande rimpianto è sicuramente quello di aver perso circa due anni, che col senno di poi sono stati utili a noi di “Vivere Ischia” per poter andare incontro alle future elezioni con una consapevolezza ancora più forte. Ci siamo scontrati e poi confrontati con quello che attualmente è il nostro sindaco, ma questo ci consente di andare per la nostra strada con ancora maggiore convinzione. Ripeto, il vero rammarico è costituito dal tempo perduto, abbiamo tolto tempo all’impegno politico che avremmo potuto e dovuto gestire in maniera diversa».

Alle amministrative confluirete in qualche lista o siete tentati dal provare a metterne su una tutta vostra? O il discorso è ancora prematuro?

«Sicuramente è presto per parlarne, ma certo siamo un gruppo coeso e compatto e quindi la soluzione più logica sarebbe quella di creare una nostra lista».

Hai citato le donne prime. Il rosa in politica, sulla nostra isola, sembra aver preso una discreta connotazione. O a tuo avviso c’è ancora da lavorare?

«Personalmente mi ritengo abbastanza soddisfatta, soprattutto della collaborazione che sto ricevendo dalle altre donne impegnate attivamente in politica. Non a caso lavoriamo a un evento congiunto che vede coinvolte proprio l’universo femminile isolano, come delegato alle Pari Opportunità noto con estremo favore il fatto che stiamo superando quello che poteva essere l’unico limite femminile, quello della competizione, che purtroppo ci ha sempre contraddistinto facendoci rimanere un passo indietro rispetto agli uomini. Oggi, superato questo ostacolo, ci stiamo rendendo conto che insieme possiamo essere propositive e realizzare tutto quello che programmiamo. Ecco perché il dialogo sul territorio procede alla perfezione».

Fare il sindaco è una cosa complessa, si cambia anche se si è nel pieno della maturità. In che cosa hai visto cambiato dal punto di vista personale Enzo Ferrandino in questi anni?

«Paradossalmente, nonostante fossimo stati in amministrazione in due ruoli differenti – lui come vicesindaco ed io come assessore – lui era una di quelle persone con le quali non mi ero mai interfacciata molto. Quando in maniera del tutto naturale si è arrivati alla sua candidatura a sindaco, il rapporto è rimasto tutto sommato in questa sorta di “limbo” e purtroppo molte scelte non condivise anche con me personalmente ma solo col mio capolista mi hanno portato ad avere di lui una visione potenzialmente molto negativa. E questo lo testimonia anche il momento di forte contrapposizione vissuto con la maggioranza che lui rappresentava. Superato lo “scoglio”, è stato un passaggio quasi naturale avvicinarmi maggiormente all’uomo e scoprire anche il sindaco, e vedere la dedizione che ha sempre avuto verso il territorio, la serietà, l’onestà, la volontà ferma e decisa di portare avanti tutto il programma elettorale con i suoi progetti importanti. Ambiente, vivibilità sostenibile, davvero mi rendo conto che Enzo in maniera davvero concreta vuol lavorare in questa direzione. E poi…».

E poi?

«Credo che tutto nasca dalla fase iniziale della sua sindacatura. In un primo momento, ricorderete, si parlava dell’uomo solo al comando: beh, credo che probabilmente anche Enzo Ferrandino aveva bisogno di capire quali persone aveva intorno, di chi potersi circondare e fidare, su chi poter contare. Una volta superato questo, è diventato un altro sindaco: cerca di delegare tanto e ci rende quanto più partecipi possibile. Quello che noi di Vivere Ischia abbiamo sempre desiderato».

A prescindere da chi dovesse essere il nome, quanto bene farebbe all’isola un altro sindaco donna? Fin qui, in fondo, la storia ce ne ha consegnato uno solo…

«Andrei in contraddizione con quanto ti ho detto prima dando una risposta a scatola chiusa. Nel senso che genericamente posso affermare che una donna presterebbe maggiore attenzione a determinate tematiche, sarebbe più pragmatica, riuscirebbe verosimilmente a sedere attorno allo stesso tavolo più interlocutori, ma questo non c’entra nulla. Magari una determinata donna “X” potrebbe essere la figura ideale in un determinato Comune, ma ribadisco che il discorso non va mai affrontato genericamente».

«Nella prima fase si parlava del sindaco come di un uomo solo al comando. Ma Enzo Ferrandino aveva bisogno di capire quali persone aveva intorno, di chi potersi circondare e fidare, su chi poter contare. Una volta superato questo ostacolo è diventato un altro sindaco: delega tanto e ci rende quanto più partecipi possibile»

Qual è l’errore che non bisogna correre in vista del 2022?

«Non bisogna commettere l’errore di dare per scontato quello che potrà essere l’esito del responso delle urne, e soprattutto non perdere di vista naturalmente le persone, non tralasciare ogni tipo di rapporto e aprirci ancora di più al territorio coinvolgendo il maggior numero di persone in grado di dare un supporto alla maggioranza che verrà».

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