CRONACA

La crisi del Calise “esorcizzata” da politica e commercianti

Preoccupazione e rammarico. Lo stato d’animo del mondo che rappresenta le categorie è di preoccupazione dinanzi alle difficoltà che sta attraversando la storica attività ischitana

Le voci si rincorrono da tempo e impensieriscono non solo i lavoratori che prestano servizio presso un locale che è parte integrante dell’identità isolana, ma tutta l’isola. Isola che sicuramente, almeno in un’occasione è stata cliente di un bar che è parte integrante del dna isolano. Stiamo parlando del bar Calise di Piazza degli Eroi, luogo di ritrovo d’eccellenza, punto di ritrovo istituzionale, quasi una tappa obbligata per ischitani e turisti, non solo per l’ottima pasticceria e la professionalità dei dipendenti, ma per l’atmosfera unica che si può respirare in un locale che ha fatto e continua a fare la storia dell’isola.

C’è chi la definisce, senza avere torto, la vera e unica piazza di Ischia, dove gli isolani sono soliti ritrovarsi per discutere e parlare, per incontrarsi per affari, discussioni, chiacchiere e confronti. Un punto di riferimento, un tassello imprescindibile del mosaico isolano. Insomma, il Bar Calise è storia isolana e la crisi che sta attraversando, con le voci anche di un possibile stop all’attività a Piazza degli Eroi, sarebbe una iattura per l’economia isolana e il suo buon nome. Quali potrebbero mai essere le reazioni dei turisti nel sapere, l’anno prossimo che una delle tappe obbligate dei propri itinerari ha chiuso i battenti? Quali le conseguenze sugli ischitani stessi che si troverebbero a essere orfani di una piazza che è parte integrante dell’identità degli isolani?

Marco Bottiglieri – referente Aicast per l’isola d’Ischia – non nasconde il proprio rammarico per l’eventuale chiusura: “Se si dovesse arrivare a tanto, mi auguro che sia solo una chiusura temporanea, quella del Bar Calise di Ischia , se risultano fondate le notizie che stiamo leggendo da qualche giorno . Lo storico bar oltre ad essere un’icona dell’isola d’Ischia è anche punto di riferimento di tanti isolani e turisti . Sicuramente la sua chiusura, se fosse vera la notizia, sarebbe una sconfitta non solo della famiglia Calise ma di un intero territorio. Il difficile momento che sta attraversando l’economia mondiale e in particolare quella della nostra isola , purtroppo ci impone scelte non sempre fatte con il cuore è forse questo il limite che ha portato non poche difficoltà a molti imprenditori”.

Non nasconde timore anche il primo cittadino di Ischia Enzo Ferrandino che però non si sbilancia nel merito delle dicerie e ricorda piuttosto quanto la famiglia Calise ha dato all’economia ischitana e al suo buon nome: “Se oggi i livello qualitativo dei pubblici esercizi ad Ischia è alto – ricorda il sindaco di Ischia – bisogna riconoscere il merito ad Emiddio Calise che ha avuto una funzione di pungolo per tutti gli operatori e questo lo dico soprattutto come componente di una famiglia che svolge la medesima attività”.

Anche Francesco Pezzullo, presidente Confesercenti dell’isola d’Ischia, sembra voler esorcizzare il peggio: “Io spero – dichiara il commerciante foriano – che non accada nulla. Non voglio nemmeno pensare che sia possibile la chiusura del Calise. Parliamo di un pioniere dei bar dell’isola, la sua chiusura è davvero impensabile. D’altro canto – chiarisce il presidente di Confesercenti isolani – dopo tanti anni di low price è inevitabile che anche la qualità scenda per fare posto a una quantità che non serve all’isola. Bar come quelli del Calise, che ha tanti dipendenti, è inevitabile che possa andare in difficoltà se il livello medio turistico è basso. Troppe le spese, troppo pochi gli introiti. Le persone sull’isola aumentano, ma diminuisce la qualità e la possibilità di spesa dei turisti. Se prima al tavolo c’era chi ordinava champagne ora al massimo qualche caffè e pure al bancone. Lo scontrino è basso e di questo l’azienda ne risente. Se dovesse chiudere un bar di tale importanza l’isola sarebbe orfana. La politica è chiamata a risolvere questo tipo di problemi. Destagionalizzare, allungare la stagione turistica. Questo è il nostro obiettivo. Intanto spero che non ci sia nulla di vero – ha concluso Pezzullo – che siano solo “chiacchiere da bar”

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