CRONACA

LA CURIOSITA’ Maturità, si cambia: ecco come

Dal 2026 cambia di nuovo l’esame di Maturità. In realtà si torna all’antico: nel nome, tanto per cominciare. Anche se tutti hanno continuato a chiamarla Maturità, dopo la riforma Berlinguer del 1999 il rito di passaggio dalla scuola all’università o al mondo del lavoro era diventato «l’Esame di Stato». Ora sarà di nuovo la Maturità anche nei diplomi e nei documenti ufficiali. Si torna all’antico anche per quel che riguarda la modifica sostanziale più importante per gli studenti: la prova orale non verterà più su tutte le materie come è stato fino allo scorso giugno bensì soltanto su quattro discipline scelte ogni anno dal ministro entro il 31 gennaio insieme alla materia della seconda prova scritta.

Per dare inizio alla prova orale, nella nuova formula, non ci sarà più il documento scelto dalla commissione, un’innovazione degli ultimi anni che aveva per lo più spaventato gli studenti. Restano invece la parte legata all’educazione civica e ai percorsi Pcto che però cambiano nome: si chiameranno «formazione scuola-lavoro», in omaggio alla volontà di rendere più stretto il legame tra le due realtà. Da giugno 2026 sarà invece un po’ più difficile prendere la lode o un voto molto alto perché i crediti aggiuntivi a disposizione delle commissioni per integrare il voto finale scendono da 5 a tre. Diminuisce anche il numero di commissari. Saranno soltanto cinque e non più sette: un presidente esterno come due dei commissari, gli altri due sono scelti tra gli insegnanti della classe.

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