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La Di Scala a tutto campo: «Il Comune unico? Resterà un’utopia»

La mancata rielezione a consigliere regionale, i meriti e le colpe di De Luca, un sogno destinato a rimanere tale, la voglia di ricostruire il centro destra a Ischia e tanto altro: “microfono” all’avvocato e esponente della minoranza a Bsrano

Di Noè Fioretti

Ischia, dopo la sua mancata rielezione, non ha più un suo rappresentante in seno al Consiglio Regionale della Campania. L’impressione è che sull’Isola non si comprenda ancora pienamente quello che si è perso. È d’accordo?

comune unico

«Potrebbe sembrare che io voglia tirare acqua al mio mulino, ma è evidente che avere un rappresentante istituzionale isolano attivo in Regione farebbe sicuramente la differenza. Nei miei cinque anni di consiliatura regionale mi sono infatti accorta di come Ischia non goda assolutamente di alcuna considerazione e di come i rappresentanti della terraferma siano invece fugaci, per cui vengono ad Ischia solo per chiedere i voti senza impegnarsi poi in alcun modo per la nostra Isola, non facendosi portavoce delle istanze del nostro territorio, in primo luogo perché se ne fregano bellamente, ma in secondo luogo anche perché le istanze da Ischia non partono proprio».

«Sul Comune unico c’è un immobilismo totale, anche perché conosciamo bene le conseguenze che porterebbe per molti amministratori. È stato bloccato il mio tentativo di referendum e non credo che altri politici locali andranno a perorare questa causa in un futuro prossimo»

Continua a giudicare positivamente l’operato di De Luca nella gestione dell’emergenza covid?

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«Sì, io su questo tema non ho mai attaccato direttamente De Luca, penso che abbia agito bene d’avanti ad un’emergenza senza precedenti di fronte alla quale non credo che qualcun altro avrebbe fatto meglio. Credo che avrebbe dovuto vigilare meglio sulla gestione generale della sanità ed in particolare sull’operato di D’Amore nella nostra ASL, perché di pasticci ne son stati combinati molti, ma mi rendo conto che per un presidente di regione tenere tutto sotto controllo è difficile e, ancora una volta, sarebbero state utili in questa chiave le istanze del territorio che, purtroppo, non sono pervenute».

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In termini di ristori e aiuti, le istituzioni hanno dimenticato il turismo. Eppure, parliamo di un settore fondamentale per l’indotto italiano. Cosa può dirci a riguardo?

regione campania

«Questa purtroppo è una grossa dimenticanza imperdonabile da parte del governo e la Regione ha ben poche responsabilità. Tra l’altro De Luca ha stanziato somme rilevanti anche per il settore turistico. Solo ora ci si rende conto dell’importanza del turismo e del suo indotto e ci auguriamo che si possa correre ai ripari quanto prima ed in maniera efficace per la prossima stagione turistica».

Un’ulteriore stagione turistica con soli due o tre mesi di lavoro sarebbe devastante per l’Isola e la sua gente. Quali sono i suoi timori?

De Luca

«Pochi giorni fa ascoltavo in TV il Presidente nazionale di Federalberghi e già tutti stanno ragionando sulla stagione turistica del 2022. Con le nuove varianti del Covid e la situazione ancora in stallo la stagione turistica del 2021 è in bilico perché tutto l’indotto turistico è legato ai trasporti e agli spostamenti dei turisti. Siamo ancora in emergenza, le varianti non ci aiutano, la campagna vaccinale è partita in ritardo e trova le sue complicazioni nel mercato nero dei vaccini e nelle dosi che non si trovano e per la prossima stagione turistica ci sono poche speranze e si avrà sicuramente un impatto devastante per Ischia. Bisogna iniziare a ripensare, a mio avviso, il nostro concetto di turismo in maniera diversa e ciò che andrebbe fatta è una programmazione a lungo termine: Ischia è una di quelle poche realtà che potrebbe permettersi di fare turismo tutto l’anno e si sarebbe già dovuto iniziare a programmare una stagione turistica di 365 giorni all’anno per il 2022 e per gli anni a seguire».

«Nei miei cinque anni di consiliatura regionale mi sono infatti accorta di come Ischia non goda assolutamente di alcuna considerazione e di come i rappresentanti della terraferma siano invece fugaci, per cui vengono ad Ischia solo per chiedere i voti senza impegnarsi poi in alcun modo per la nostra Isola

Il suo impegno politico prosegue da consigliere comunale a Barano. Più volte ha criticato il sindaco Gaudioso e la sua maggioranza, cosa imputa loro in particolare?

«Imputo loro la carenza di attenzione verso il territorio, una politica spicciola che pensa solo al momento particolare e alle esigenze dei pochi. In una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo non è facile per nessuno affrontare i problemi, ma quello che imputo un po’ a tutte le amministrazioni dell’Isola è la carenza di attenzioni verso l’erogazione dei servizi: il Vice-sindaco di Barano Raffaele Di Meglio è stato nominato rappresentante per i trasporti a livello isolano ma io non ho mai sentito né nei cinque anni di consiliatura regionale durante la quale è stato nominato né nell’ultimo anno una sua parola sul problema dei trasporti, che è un problema che ci affligge, come ad esempio i trasporti marittimi che non ricevono finanziamenti dalla Regione.Si privilegiano esclusivamente i trasporti su gomma e ferro che ricevono centinaia di milioni di euro ma nessuno rivendica qualcosa di più per i trasporti marittimi. Questo dovrebbe spettare ai rappresentanti isolani ed in particolare al rappresentante baranese che ne ha la delega».

Si parla con insistenza di un “terzo polo” e di una sua possibile candidatura a Ischia. Ipotesi reale o suggestione invernale?

Traghetto

«Il terzo polo non è una suggestione: io ritengo di avere le capacità e le possibilità di poter ricostruire il centrodestra ad Ischia. La destra ad Ischia è sparita, c’è tanta voglia di destra nell’elettorato e vorrei farmi carico di questa ricostruzione nella quale credo molto. Dopotutto io sono sempre stata espressione di una destra moderata e credo che si debba tornare ad una centralità dei partiti che dovrebbero fungere da protezione e riferimento per i nostri territori. Per quanto riguarda la candidatura a sindaco è chiaro che non posso deciderla io da sola, ma è altrettanto evidente che ci penso come chiunque abbia a cuore le sorti della propria terra. Da questa ricostruzione del centrodestra emergerà poi, di concerto con tutte le personalità che ne faranno parte ed in piena collaborazione, la figura del candidato sindaco più idonea».

Il comune unico resterà un’utopia a suo avviso?

«Temo proprio di sì. È un’istanza dei territori e dovrebbero farla valere quei territori che ne hanno interesse. Vedo in tutta Italia che i territori che vogliono accorparsi si sono attivati per raggiungere quest’obiettivo ed ora godono di una stabilità finanziaria maggiore grazie ai più ingenti finanziamenti nazionali ed europei. Qui invece abbiamo un immobilismo totale, anche perché conosciamo bene le conseguenze che il comune unico porterebbe con sé per molti amministratori isolani. È stato bloccato il mio tentativo di referendum per istituire il comune unico dell’Isola d’Ischia e non credo che altri amministratori locali andranno a perorare questa causa in un futuro prossimo».

L’asse Forio-Lacco Ameno delle ultime elezioni sembra aver minato l’equilibrio tra i sindaci isolani. Che idea ha maturato su questo?

Barano

«Io non credo che sia stato minato l’equilibrio tra i sindaci, ci sono atti politici che si creano naturalmente: ad esempio Ischia è succube del territorio di Barano così come pare che Lacco Ameno sia succube di Forio, c’è sicuramente però una compartecipazione di interessi e mi chiedo appunto perché non si possa pervenire al comune unico sull’Isola. L’unione dei comuni è sempre utile; l’asse invece non mi preoccupa più di tanto, i sindaci vanno e vengono, si tratta di agire nell’interesse del territorio e contro altri interessi di cui se ne vuole impedire l’affermazione».

Perché sanità e trasporti restano problemi irrisolvibili per la nostra Isola?

«Se purtroppo i sindaci isolani portano acqua, e per acqua intendo voti, per il Presidente eletto De Luca, nessuno andrà mai a lamentarsi di come le cose vanno sull’isola. Noi dovremmo far valere la nostra diversità come territorio, come isola, come fanno tanti sindaci siciliani e toscani che cercano di avere normative diverse perdeterminati territori disagiati. Gli amministratori isolani si cospargono il capo di cenere nell’andare a chiedere l’elemosina in Regione al fine di ottenere pochi spiccioli per asfaltare qualche strada o per finanziare feste di paese senza andare mai a reclamare somme ben più importanti per servizi essenziali, ad esempio per trasporti e sanità, perché ciò andrebbe contro gli interessi di altri amministratori della terraferma verso i quali De Luca dirotta somme ben diverse. Insomma, ci danno un contentino e noi ce lo teniamo».

«Il terzo polo non è una suggestione: io ritengo di avere le capacità e le possibilità di poter ricostruire il centrodestra ad Ischia. La destra ad Ischia è sparita, c’è tanta voglia di destra nell’elettorato e vorrei farmi carico di questa ricostruzione nella quale credo molto».

Chiudiamo da dove eravamo partiti: quali sono, se ci sono, i suoi rimpianti per la campagna elettorale alle regionali? Cosa è mancato per centrare il suo obiettivo?

«Io non mi sento una sconfitta nonostante non sia stata eletta, ho ricevuto comunque molti voti. Purtroppo, il crollo di Forza Italia ha determinato la mia mancata rielezione esprimendo un solo seggio nel nuovoConsiglio Regionale. La mia elezione è mancata per un soffio e questo mi conforta nell’andare avanti nella mia attività politica perché mi pace, perché lo faccio con passione e per la mia terra come ho sempre fatto in cinque anni di consiliatura, facendo sempre sentire la mia voce, seppur con scarsi risultati visto il ruolo di consigliere d’opposizione che ho rivestito. Ha inciso poi anche l’emergenza Covid per la quale molti cittadini sono rimasti a casa senza andare a votare. Ha inciso la mancata candidatura di Armando Cesaro che era il mio sponsor principale per la campagna elettorale e quindi anche il suo elettorato si è sentito svincolato dal voto e questo ha avuto ripercussioni negative anche su di me. Ha inciso anche, nell’immaginario collettivo, la mia vicinanza a Domenico De siano: molti mi hanno considerata espressione diretta di De Siano e, come hanno voluto punire lui a Lacco Ameno, probabilmente hanno inteso punire anche me alle elezioni regionali della Campania.Ha inciso infine, secondo me, anche l’elevato numero di candidati isolani che ha fatto disperdere inutilmente il voto. Tutto ciò ha fatto venir meno quel soffio che occorreva per la vittoria».

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