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La Di Scala: «Mi ricandido per l’isola, da De Luca solo una montagna di chiacchiere»

Intervista con la consigliera regionale alla vigilia della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio di Palazzo Santa Lucia: «In autunno i fatti si incaricheranno di smentire il vuoto amministrativo dell’attuale presidente campano»

Cinque anni in consiglio regionale, ormai siamo ai titoli di coda: qual è il bilancio, cosa resta di questa esperienza?

«Questi cinque anni in consiglio regionale sono stati molto formativi. È una politica diversa da quella isolana, ma mi ci sono dedicata con impegno ed entusiasmo. È un’esperienza che voglio ripetere»

«L’esperienza è stata sicuramente molto formativa. È un’attività politica completamente diversa da quella che si svolge a livello isolano: comprensibilmente i primi tempi sono stati dedicati a capire i meccanismi di funzionamento della politica regionale. Una volta compresi questi, tutto è diventato più agevole, anche se non è un’attività semplice. Di sicuro è stata un’attività che mi ha entusiasmato e coinvolto: il mio è un carattere passionale, che mi porta ad impegnarmi sulle cose, e per questo è un’esperienza che voglio ripetere».

Lei infatti ha già detto che si ricandiderà: cosa cambia con il forfait di Armando Cesaro col quale viaggiò in tandem cinque anni fa?

«Sono certa che non verrà meno il suo appoggio, così come quello di Domenico De Siano, perché comunque in questi cinque anni ho intrattenuto contatti con persone, gruppi politici e amministratori locali a loro ricollegati, quindi adesso che anche un contatto diretto con queste persone che sicuramente diventeranno miei riferimenti. Dunque per la mia posizione personale cambia poco».

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«Forza Italia resta la mia casa, e non credo assolutamente alle voci di abbandono del senatore De Siano in direzione Italia Viva»

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Forza Italia resterà la Sua casa madre? La domanda potrebbe apparire inopportuna, ma ultimamente gli spostamenti sono davvero parecchi

«Mi rendo conto della pertinenza della domanda, visto tutto quello che sta succedendo, ma fino a che il partito esisterà, io prediligo la scelta di coerenza».

È giusto dire che i rapporti tra De Siano e Forza Italia non sono più così idilliaci? Qualcuno ipotizza la migrazione in Italia Viva

«Sto leggendo davvero tante chiacchiere sui giornali, a cui peraltro non credo. Tutto ciò non mi risulta: escludo decisamente tale ipotesi».

La domanda sarà un po’ cruda, ma è giusto dire che il Covid-19 ha rappresentato politicamente la fortuna di De Luca? Il suo stellone pareva in declino, e all’improvviso ha preso il volo

«L’emergenza covid è stato un autentico colpo di fortuna per De Luca, e lui ha saputo abilmente cavalcare strumentalmente la paura. Per Caldoro sarà dura, ma dall’autunno in poi i fatti si incaricheranno di smascherare le chiacchiere dell’attuale presidente regionale»

«Assolutamente sì, sono d’accordo. L’emergenza sanitaria per De Luca è stata la grande occasione che lo ha fatto riemergere, riproponendolo anche come personaggio, vista la sua interpretazione così personalistica della vicenda. Un personaggio che fino a febbraio nemmeno il Pd voleva più candidare. Successivamente è stato letteralmente baciato dalla buona sorte: non c’è dubbio che il presidente De Luca sia stato molto fortunato. È anche in gamba, sicuramente: ha saputo cogliere gli attimi di debolezza del popolo campano e sfruttarli a suo vantaggio. Non sto parlando di buona gestione, perché non è quello che ha fatto: ha semplicemente cavalcato il sentimento di paura prodotto dalla pandemia da covid-19, marciandoci, e il risultato è quello che conosciamo».

Nel dettaglio, in Regione quali sono i problemi dell’isola d’Ischia che continuano a tralasciare e a non comprendere?

«Mi sono occupato di tutte le problematiche in questione e posso dirlo con cognizione di causa: innanzitutto la questione dei trasporti marittimi, basti pensare per esempio che viene previsto il trasporto gratuito per le forze dell’ordine con riferimento al trasporto su gomma e al trasporto su ferro, mentre avevano completamente dimenticato quello marittimo. Potrebbe sembrare una cosa trascurabile, ma ho dovuto ricordarglielo, facendo inserire anche questa opzione. Adesso le compagnie fanno fatica ad adeguarsi a questa prescrizione proprio perché non l’avevano contemplata, e ora stanno lentamente avviando la previsione di soli due posti gratuiti per tratta, come se fossero solo due i componenti delle forze dell’ordine a viaggiare. Quindi siamo ancora molto lontani da risultati soddisfacenti. È solo un esempio di come a certe problematiche la Regione vi si accosti malissimo. Altro tema, gli eventi turistici sulle isole non vengono considerati per le utilità e i benefici che potrebbero apportare alle comunità isolane, specialmente dopo eventi come il terremoto o il covid, bensì vengono utilizzati soltanto come strumento elettorale. È crudo dirlo, ma è così. Parallelamente, problemi come la sanità sono completamente tralasciati a livello regionale: in regione non tengono conto delle pesanti limitazioni di orari, o derivanti dalle condizioni del mare, che spesso impediscono a noi isolani di raggiungere il continente. Ci trattano come un’infima e trascurata periferia, ma così non è: più volte ho dovuto ricordare al Presidente che, col mare di mezzo, non è certo la stessa cosa. I disagi indotti dalle insufficienze del trasporto marittimo provocano sono altamente limitanti per una normale vita sociale ma anche per persone malate che hanno bisogno di recarsi presso strutture in terraferma».

«In Regione, nonostante i miei sforzi, continuano a non comprendere i problemi isolani relativi alla continuità territoriale e ai trasporti marittimi. E sul governo del territorio restano solo chiacchiere»

La gradualità delle demolizioni è un risultato significativo, arrivato a fine mandato: ma cos’altro l’ha soddisfatta della Sua attività?

«Non è facile ottenere risultati concreti dalla posizione di consigliere di opposizione, e quindi anche il più piccolo risultato raggiunto merita adeguata considerazione. Oltre alla mozione da Lei citata, che è senza dubbio importante, il solo aver affrontato una serie di problematiche e averle portate all’attenzione di un’intera comunità già mi gratifica».

E qual è invece il cruccio, la materia sulla quale voleva incidere maggiormente ma non è riuscita?

«Sono due: i trasporti e il governo del territorio. Adesso la regione sta frettolosamente varando un testo unico sull’urbanistica, che a mio avviso è completamente inutile, vuoto di contenuti e costituisce soltanto uno specchietto per le allodole in vista delle elezioni. Invece, una seria programmazione urbanistica, anche pensando ai terremotati di Casamicciola e di altri comuni isolani che sono ancora sfollati, avrebbe consentito con ogni probabilità una celere ricostruzione, ma soprattutto una effettiva risoluzione. Ecco, questo problema dobbiamo affrontarlo una volta per tutta in maniera seria: invece ci si gira attorno, si fanno solo annunci, pagine di giornale roboanti, ma poi i risultati latitano. Ecco, tutto ciò resterà il mio cruccio».

«Dai banchi dell’opposizione è difficile ottenere risultati, quindi ogni obiettivo, come ad esempio l’ok alla mozione della gradualità negli abbattimenti, va accolto con grande favore»

Cosa pensa della proposta lanciata dal professor Francesco Rispoli tramite le pagine de Il Golfo per risolvere la problematica dei condoni sulla nostra isola e far ripartire l’economia?

«Condivido pienamente la proposta del professor Rispoli, anche se la vedo di difficile realizzazione per gli stessi motivi che ci siamo detti nel corso degli anni, e che frenano le attività di collaborazione e sinergia tra le amministrazioni per intraprendere iniziative comuni, ma che finora non hanno avuto molto successo. Tutti le invochiamo, a fasi alterne e per diverse motivazioni, ma finora non ne ho visto. Anche durante l’emergenza covid, avremmo potuto fare tante cose in sinergia, anche da dietro gli schermi dei nostri computer: si sono svolti webinar, riunioni su varie piattaforme, ma in sostanza si sono fatte tante chiacchiere, e solo quelle. Fatti non ce ne sono stati. E se a fine emergenza siamo ancora a parlare di possibili riunioni per allestire programmazioni unitarie vuol dire che la situazione è quasi irrecuperabile. Fra l’altro, proposte provenienti dall’isola spesso a livello centrale non vengono comprese, perché veniamo visti come i soliti rompiscatole. Ad esempio, la questione dei lavoratori stagionali: anche quella doveva essere affrontata in maniera ferma e decisa da tutte le amministrazioni, e il presidente De Luca avrebbe dovuto prendere le redini di questa situazione e indirizzare l’azione dei sindaci in una richiesta forte da porre al Governo, ma tutto questo non è stato fatto».

«Condivido la proposta del professor Rispoli per i condoni, ma sull’isola si resta sempre divisi su ogni questione fondamentale, senza una posizione decisa, nemmeno per la problematica degli stagionali»

Alle elezioni regionali la partita sarà ancora Caldoro contro De Luca. Giusto così o sarebbe stato preferibile un personaggio pescato dall’esterno e non dall’agone politico?

«Io ritengo che per un ruolo così importante il candidato debba essere sempre un politico. Non credo che potrebbe avere successo una persona impegnata nel sociale, anche perché è una campagna elettorale difficile per il centrodestra, ancor più per Caldoro che è un uomo moderato e dai toni molto pacati. Di fronte a una corazzata come quella attuale di De Luca coi suoi “lanciafiamme”, sicuramente sarà una campagna complicata, che però potrà avere, non dico un esito diverso, ma delle percentuali differenti nel momento in cui i campani si renderanno conto che De Luca ha fatto solo chiacchiere: ha promesso tanto, lui e il Governo di cui fa parte, ma i risultati concreti li vedremo dopo l’estate, e purtroppo non saranno certo positivi».

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