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La DIA e la relazione semestrale, l’isola esce “immacolata”

ISCHIA. Nessuna sorpresa e la consapevolezza di trovarsi su un territorio che certo non sarà più l’isola felice di una volta ma continua almeno ad essere lontano da certe pericolose contaminazioni. E’ quanto emerge dal rapporto semestrale sulla criminalità redatto dalla Dia e relativo nel caso di specie al primo semestre del 2018. Il Ministero dell’Interno lo ha pubblicato sul suo sito, oltre settecente pagina per mappare in maniera straordinariamente analitica tutta la malavita e i suoi intrecci così come si annidano lungo lo Stivale, da nord a sud, regione per regione e finanche città per città. Relativamente alla Campania, c’è il capitolo che maggiormente ci interessa, quello cioè legato alla zona denominata “Napoli Provincia occidentale” e che come viene sottolineato comprende Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Fusaro, Monte di Procida, Miseno e le isole (ossia Ischia, Capri e Procida).

Il rapporto, decisamente molto più esaustivo per altre aree del capoluogo partenopeo e della Campania in genere, è decisamente stringato e recita quanto segue: “Nei comuni di Pozzuoli e Quarto, la detenzione in carcere degli elementi di vertice e di affiliati di rango del sodalizio Beneduce-Longobardi ha consentito a personaggi emergenti di tentare di accaparrarsi ambiti criminali d’azione, aggregando pregiudicati del capoluogo ed ex affiliati al citato sodalizio. Si fa riferimento al gruppo Avallone il cui capo è stato catturato a Pescopagano (CE), il 24 dicembre 2017. Gli arresti eseguiti il 10 maggio 2018, per estorsione aggravata, di tre pregiudicati che agivano per conto del clan Longobardi- Beneduce, danno conferma dell’operatività del gruppo. A Bacoli e Monte di Procida risulta attiva l’organizzazione criminale Pariante, che fa capo al figlio del capostipite ed allo zio, quest’ultimo tornato in libertà il 6 dicembre 2017, a seguito dell’annullamento della condanna all’ergastolo e della scadenza dei termini di custodia cautelare”.

Dunque nessun problema per la nostra isola che in questo monitoraggio ai “raggi X” esce indenne e lontana da qualsivoglia fenomeno degno di interessare l’antimafia, al pari delle sue cugine. Andò decisamente peggio nella primavera del 2016, quando venne fuori l’elenco dei ventisette comuni monitorati dalla Prefettura di Napoli per controllare ingerenze della camorra. Tra i Comuni spuntò decisamente a sorpresa anche il nome di Ischia, conseguenza forse della eco per lo scandalo della metanizzazione che come si ricorderà si è poi rivelato una bolla di sapone concludendosi con l’assoluzione con formula piena per Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone.

Gaetano Ferrandino

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