CRONACAPRIMO PIANO

La DIA “promuove” Ischia

Nonostante alcuni recenti segnali poco preoccupanti, la relazione semestrale trasmessa al Ministero dell’interno (e in ogni caso relativa al semestre 2023) non rileva preoccupanti infiltrazioni malavitose sulla nostra isola e nella vicina Procida. Ecco le nuove tecniche con cui la criminalità si muove approfittando anche, ma non solo, della tecnologia

Una serie di operazioni condotte dalle forze dell’ordine specialmente negli ultimi 12 mesi ci fanno pensare come la nostra isola non sia poi così immune ad atteggiamenti malavitosi e a personaggi decisamente poco raccomandabili che specialmente nel periodo estivo stazionano in maniera stabile su un territorio dove peraltro sembrano aver piantato solide “radici”. Intanto, però, anche la relazione semestrale trasmessa dalla DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma che l’isola d’Ischia può dormire sonni tranquilli, anche se bisogna considerare che il report in questione è relativo all’arco temporale compreso tra gennaio e giugno 2023, e dunque guarda indietro di dodici mesi. Ischia e la vicina Procida, per la cronaca, sono inserite nella sezione che riguarda la Provincia Occidentale di Napoli e che oltre le due isole del Golfo comprende anche i Comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida.

Ecco cosa si legge relativamente al territorio appena ed alle realtà appena descritte: “I Comuni della provincia occidentale napoletana, circostanti il golfo di Pozzuoli, si caratterizzano per la presenza di numerose attività commerciali ed infrastrutture portuali che da sempre hanno suscitato interessi da parte di organizzazioni criminali. Il territorio in argomento è storicamente sottoposto all’influenza criminale del clan LONGOBARDI-BENEDUCE la cui evoluzione è stata fedelmente delineata nel tempo da molteplici provvedimenti giudiziari53 dai quali è emersa, tra l’altro, l’estrema, costante precarietà dei suoi equilibri interni. L’organizzazione, più volte colpita da incisive attività di contrasto, è sopravvissuta grazie alla direzione di figure carismatiche sfuggite agli arresti e che hanno di volta in volta riorganizzato il clan con affiliati rimasti in libertà e nuove leve della criminalità puteolana. Gli interessi illeciti hanno da sempre riguardato il traffico e la capillare distribuzione di stupefacenti nelle numerose piazze di spaccio locali, l’usura e le estorsioni in danno di commercianti, imprenditori edili e parcheggiatori abusivi. La cennata precarietà degli equilibri si è spesso manifestata attraverso episodi violenti senza peraltro mai approdare ad una frattura definitiva tra le componenti dell’organizzazione. Di fatto il clan resterebbe tuttora coeso, nonostante la scelta di collaborare con la giustizia intrapresa da taluni affiliati, e continuerebbe ad esercitare il controllo delle attività illecite nel territorio. Nel semestre in esame si registra la scarcerazione, dopo un lungo periodo di detenzione, di due esponenti di spicco del clan LONGOBARDI-BENEDUCE tra cui il figlio di uno dei capi storici. Il 10 marzo 2023, la Polizia di Stato ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli a carico di un affiliato al clanLONGOBARDI-BENEDUCE, ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose in danno di un altro appartenente al sodalizio, avvenuto nel 2008 nel rione Toiano, nell’ambio dei contrasti interni per il controllo degli affari illegali nell’area puteolana. Il clanLONGOBARDI-BENEDUCE estende la propria influenza altresì al Comune di Quarto Flegreo tramite l’articolazione denominata l’ALA QUARTESE (o AMICI DEL BIVIO). Per il sodalizio, nel semestre considerato si registra la recente scarcerazione di 4 esponenti di rilievo in conseguenza della quale non può escludersi una rimodulazione degli equilibri interni. Nei Comuni di Bacoli e Monte di Procida non si registrano elementi di novità rispetto al semestre precedente”. Ischia e Procida, come si nota, nemmeno vengono citate e questo non può che far piacere, pur ribadendo che tutto va sempre preso con le molle.

Nel complesso nel rapporto si fa presente in linea generale che l’analisi degli elementi info-investigativi estratti dal patrimonio informativo della DIA riferito al primo semestre del 2023 restituisce uno scenario della criminalità organizzata italiana che conferma come le organizzazioni mafiose, da tempo avviate ad un processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti socio-economici ed alla vantaggiosa penetrazione dei settori imprenditoriali, abbiano implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza, sempre più residuale ma mai ripudiato, con strategie di silenziosa infiltrazione e con azioni corruttive. Lo dimostrano, da un lato, le numerose indagini di contrasto condotte nell’ambito dell’accaparramento da parte dei sodalizi mafiosi di appalti e servizi pubblici e, dall’altro, gli omicidi commessi in contesti di mafia, soprattutto nel territorio campano e pugliese, e i sequestri di armi effettuati anche in questo semestre. Oggi, le mafie preferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilità di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attività illecite. I gruppi criminali, inoltre, dimostrano una spiccata sensibilità nel cogliere talune indicazioni provenienti dal territorio, segnali che essi riscontrano e soddisfano dimostrando, sebbene in modo distorto e funzionale solo ai propri interessi, empatia e prossimità verso la comunità di cui fanno parte. In questo contesto, con il liberarsi dal modello di una mafia di vecchia generazione, aderendo piuttosto alla nuova ed accattivante immagine imprenditoriale, l’uso della tecnologia assume un ruolo determinante per l’attività illecita delle organizzazioni criminali, che con sempre maggiore frequenza utilizzano i sistemi di comunicazione crittografata, le molteplici applicazioni di messaggistica istantanea e i social”. Tra i vari aspetti che vengono poi aggiunti ci soffermiamo su quello che vi riportiamo di seguito e che riguarda gli intrecci tra politica e malaffare: “Significativi, come detto, anche i segnali dell’inserimento delle consorterie nella gestione degli enti pubblici che altera il buon andamento della pubblica Amministrazione. Al riguardo, non sono mancati, sebbene limitati a precise aree del meridione, anche nel semestre i provvedimenti di scioglimento e di proroga per infiltrazione mafiosa di 3 amministrazioni comunali in Sicilia, 2 in Calabria e in Campania e 1 in Puglia, a dimostrazione di come sia ancora il contesto territoriale del meridione ad essere maggiormente permeabile”.

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