CULTURA & SOCIETA'

La “favola” dell’antica chiesetta di Sant’Anna voluta dalla nobildonna Laura Sanseverino

Don Carlo Candido parroco della chiesa dello Spirito Santo ad Ischia Ponte riprende ed inserisce in un libretto edito dalla parrocchia Santa Maria Assunta la nostra storia ricostruita della chiesetta di Sant’Anna col titolo “All’ombra del Castello percorso per le chiese della parrocchia del Borgo di Celsa – il libretto ufficializza un racconto che pone l’antica chiesetta intestata a Sant’Anna al centro di una storia che coinvolge l’intera zona circostante e sottostante che porterà il nome delle protettrice delle partorienti

Mancano esattamente un mese ed un giorno dal prossimo 26 di luglio di quest’anno, giorno di Sant’Anna e della spettacolare festa a mare 2021 che salterà per la seconda volta consecutiva per colpa dell’assembramento per terra e per mare da pandemia che nonostante la vaccinazione di massa si vuole precauzionalmente evitare. Ne approfittiamo per riproporre la storia delle vere origini del luogo ove è nata e si è sviluppata nei secoli la favola di Sant’Anna. Favola che non va intesa come racconto di fantasia con personaggi ed episodi inventati. Anzi, al contrario. Una favola che resiste ai tempi con protagonisti veri, date vere, storie autentiche ricostruite sulla base di elementi riscontrabili in antichi documenti conservati nell’archivio diocesano e nella storia della crono tassi dei vescovi di Ischia. Insomma una favola di tutt’altre dimesioni quella di Sant’ Anna che ha visto la luce in luoghi che il lungo tempo trascorso non ha cancellato, ma che stanno lì intatti o magari un poco modificati, a testimoniare un importante passato del quale i posteri ne hanno conservato il prezioso ricordo. In primis, al centro della favola figura una cappella che le genti dei casolari collinari della zona identificheranno come la chiesetta di Sant’Anna. E qui di seguito scopriremo perché.

La sua, storia ricostruita ricca di episodi e di personaggi di prestigio d’epoca, la pone di diritto in primo piano. Sant’ Anna è ricordata e celebrata ad Ischia da oltre cinque secoli per merito iniziale di Donna Laura Sanseverino-D’Avalos che da religiosa praticante qual’era, chiese al marito capitano Innico D’Avalos e favorito del Re Ferdinando d’Aragona di usare tutta la sua ascendenza verso i suoi superiori a Corte affinchè gli permettessero di costruire una chiesetta nei pressi di quello stesso luogo dove da poco era stata costruita la Torre, in quella stessa ampia distesa di terreno con facile discesa a mare, davanti al Castello in un contesto panoramico mozzafiato. Innico D’Avalos che aveva seguito personalmente i lavori di costruzione della Torre, ottenne il benestare e i fondi. La Chiesetta potè presto vedere la luce ed essere aperta al culto non solo per la sua famiglia, ma anche per gli abitanti dell’intera zona. Donna Laura Sanseverino-D’avalos felice per essere stata così particolarmente accontentata, in occasione di una visita del Re sul Castello, si recò presso il sovrano per ringraziarlo personalmente a nome anche della comunità che avrebbe frequentato la chiesetta nell’area della Torre. La chiesa fu consacrata direttamente dal Vescovo.d’Ischia Donato Strineo nel 1504 nello stesso anno in cui prese possesso della Diocesi isolana.

Il Vescovo Strineo, era impegnato presso la curia di Napoli reggendo il Vicariato Generale per disposizione del Cardinale Carafa, a sua volta trattenuto a Roma. Il Vescovo Donato Strineo si recava ad Ischia sul Castello solo in occasioni solenni .o a seguito di particolari inviti che gli venivano formulati da personaggi influenti dell’isola. L’invito che gli pervenne dalla famiglia D’Avalos era di quelli che non si potevano rifiutare, anche perché il Vescovo, era a conoscenza dell’opera meritoria dei coniugi D’Avalos relativa alla realizzazione di una chiesetta fatta sorgere poco distante dalla Torre. Il Vescovo Strineo successe a Berardino de Leiz di Roma che dopo la nomina a Vescovo d’Ischia con bolla di Papa Alessandro VI, fu sostituito in meno di un anno da un nuovo Vescovo Mons. Giovanni Stinco proveniente dalla vicina isola di Capri. Anch’egli fu pastore sull’isola per pochi mesi. Mons. Donato Strineo accettò l’invito di buon grado e fu felice di assolvere allo storico compito di consacrare il Tempietto ed elevarlo al culto del Signore ed alla venerazione di Sant’Anna la madre della Santa Vergine Maria. Ciò fu possibile perche Donna Laura Sanseverino nel corso della cerimonia di consacrazione donò alla nuova chiesetta che aveva fortemente voluto, un prezioso quadro raffigurante l’immagine della Santa a cui tra l’altro era molto affezionata, essendo il dipinto di autore ignoto, un gradito regalo di nozze di una sua cugina di Napoli con cui aveva rapporti familiari frequenti. Donna Laura aveva portato con se il quadro nella Torre sistemandolo in una delle sue stanze con particolare cura e attenzione.

Il giorno della consacrazione della chiesetta coincise con la cerimonia di battesimo, sia pur con un anno di ritardo, della piccola Costanza d’Avalos che Donna Laura, sua madre, volle che si effettuasse in quella importante circostanza, nella stessa nuova chiesetta che dopo la sua costruzione decise fosse dedicata a S.Anna proprio in riferimento a quel quadro che aveva portato con sé durante il suo trasferimento dal castello alla Torre. Al rito religioso presero parte il Vescovo Strineo, il suo Vicario nella Cattedrale sul Castello don Catello Di Bernardo, altri membri delle famiglie D’Avalos e Sanseverino e una folta rappresentanza di semplici popolani contadini e pescatori dell’altipiano del Soronzano, di Cartaromana e del Borgo di Celsa. Fu una cerimonia nella cerimonia notevolmente toccante e benedetta per l’appunto dal Vescovo di Ischia Mons. Donato Strineo ritornato sull’isola su specifico invito, per legare il suo nome ad un felice evento passato quindi alla storia. La Chiesetta fu così dedicata a S. Anna per effetto di quel particolare quadro andato poi perso con i paramenti ed altri oggetti di arredo sacro di quel tempo, Negli anni successivi il vecchio quadro scomparso fu sostituito con una statuetta lignea di artistico pregio, andata persa anch’essa con l’andar del tempo, ma ritrovata e tutt’ora custodita quale storico reperto sacro da un privato cittadino ischitano.

ANTICA EDICOLA VOTIVA PER S.ANNA SORTA NEI PRESSI DELLA CHIESETTA DELLE DONNE PARTORIENTI DI PIANO LUGUORI
ANTICA EDICOLA VOTIVA PER S.ANNA SORTA NEI PRESSI DELLA CHIESETTA DELLE DONNE PARTORIENTI DI PIANO LUGUORI

Il tempietto, divenuto rudere, è stato per lungo tempo abbandonato all’incuria ed alla indifferenza pubblica. Solo di recente la piccola chiesa, per un debito con la storia, è stata restaurata e riportata alla sua antica funzione di luogo di culto. La festa in onore di S.Anna nel corso degli anni è divenuto un grande evento turistico di cui il paese va orgoglioso. E’ denominata la Festa a Mare agli Scogli di S. Anna a cui per alcuni anni è stato aggiunto il Palio di Sant’Anna per premiare le migliori barche addobbate in gara. Con le innovazioni apportate alla festa , il Palio è stato eliminato, lasciando solo i tradizionali premi in denaro. Quell’anno 1504 ricordato per la successione di diversi eventi positivi per la famiglia D’Avalos, si concluse inaspettatamente nel peggiore dei modi. Infatti il 12 dicembre morì Innico D’Avalos a soli 34 anni lasciando vedova la moglie Laura Sanseverino e orfani di tanto padre i due figli piccoli Costanza e Alfonso. Donna Laura Sanseverino negli alloggi della Torre vi volle rimanere a lungo, da inconsolata vedova, per tutto il tempo che vide crescere i due amati figli Costanza e Alfonso, fino a quando quest’ultimo divenne giovane sapiente e forte, pronto per le maggiori emozioni che la vita da qui in avanti gli avrebbe riservato.

Ads
CHIESETTA RIABILITATA AL CULTO CON IL VESCOVO LAEGNESE CELEBRANTE
CHIESETTA RIABILITATA AL CULTO CON IL VESCOVO LAEGNESE CELEBRANTE

Il lato storico- religioso con tutti i suoi risvolti che portano a ciò che accadde alle origini, dentro e intorno alla chiesetta protagonista. Quando morì Innico D’Avalos (1504) capitano della guardia sul Castello e Governatore dell’isola, il figlio Alfonso, nativo del Castello, aveva appena due anni. Sua madre donna Laura Sanseverino che frequentava con la famiglia la Torre solo nel periodo estivo, Casa-fortezza che i posteri chiameranno Torre di Michelangelo, decise di trasferirsi col figlioletto nelle solide stanze di quella sicura abitazione che il suo defunto marito aveva contribuito a far erigere e dove nel luglio del 1503 nacque la secondogenita Costanza, denominata per i suoi natali in quella struttura, la “figlia della Torre” e soprattutto perché, fu il primo essere umano a venire alla luce nella casa-fortezza dopo la sua edificazione. La gravidanza per Donna Laura fu molto travagliata. Quei mesi che precedettero il parto della bambina furono di grande e continua sofferenza. Assistita dal medico di Corte sul Castello e da una sua amica del Borgo di Celsa, la levatrice Caterina Mellusi esperta a far nascere bambini nelle situazioni più difficili, Laura Sanseverino riuscì a partorire superando il pericolo paventato di perdere addirittura la propria vita e quella della figlia.

Ads
CORTEO DI BARCHE ALLA CHIESETTA DI S.ANNA
CORTEO DI BARCHE ALLA CHIESETTA DI S.ANNA

Era la mattina del 26 luglio del 1503, giorno in cui gli abitanti della zona ormai festeggiavano S. Anna a cui la chiesetta poco distante dalla Torre era stata dedicata e dove la stessa Donna Laura andava a pregare per ricevere dalla Santa la grazia di partorire la sua creatura che portava in grembo e di salvare la vita sua e della nascitura. Le preghiere di Donna Laura furono esaudite e così nacque la piccola Costanza proprio nel giorno di S.Anna. E fu festa per tutti. Le fu dato lo stesso nome che portava sua zia Costanza, sorella del padre Innico e donna di alto spessore culturale, stimatissima sul Castello ed a Napoli presso la corte del Re. La lieta notizia della nascita della piccola Costanza, si diffuse per tutta la marina del Borgo di Celsa, fra gli abitanti del Castello, presso i casolari di Campagnano, Piano Liguori, Cartaromana e nell’isola intera, dove Donna Laura era conosciuta e molto ben voluta. Suonarono a distesa le campane della Chiesa Cattedrale e delle altre chiese sul Castello e della stessa chiesetta di S.Anna nel Ninfario, per salutare un bellissimo evento che Innico D’Avalos, padre della piccola nata, magnificò con una gran festa popolare, come era nei desideri di sua moglie Laura, molto religiosa e notoriamente vicina al popolo.

DONNA LAURA SANSEVERINO BENEFATTRICE DEL BORGO DI CELSA
DONNA LAURA SANSEVERINO BENEFATTRICE DEL BORGO DI CELSA

Laura Sanseverino era donna dalla forte personalità, avvenente nel corpo statuario e bella nel volto. Portava capelli castano-scuri che le scendevano sulle spalle fluenti e vaporosi. Era difficile non notarla, con il pregio che era lei a porgersi alla gente. Da quel fausto giorno del 26 luglio 1503 dove divenne nuovamente madre, i ringraziamenti e le preghiere delle partorienti ischitane divennero consuetudine e si trasformarono in un rituale di devozione religiosa che si ripeteva ogni anno nel giorno dedicato alla Santa, considerata la protettrice ufficiale delle donne in stato di dolce attesa e ansiose di diventare mamme. Il rituale si è perpetuato nel tempo fino ai giorni d’oggi mutando con gli anni il modo di celebrare il sentito evento.. Fino al secolo XVIIIesimo le donne di Ischia si recavano in pellegrinaggio alla Chiesetta per mare e per terra, scendendo a piedi per la strada della Torre e in barche addobbate con canne, foglie di bosco e palloncini colorati, partendo dalla marina del Borgo. Era quella l’usanza votiva per rivolgersi alla Santa e fare festa tutti insieme in suo onore. Oggi quell’antico rito ha assunto connotati completamente diversi. Dal pellegrinaggio e la preghiera alla Santa, si è passati alla festa spettacolare con migliaia di persone fra donne, uomini e bambini locali e forestieri assiepati sugli scogli, lungo il ponte, sulle imbarcazioni a mare e su un’apposita tribuna, per assistere alla grande sfilata delle barche addobbate di tutt’altro fascino e dimensioni, ai fuochi pirotecnici e all’incendio del Castello e della Torre,in uno spettacolo simulato dalle grandi emozioni. Tutto questo preceduto da un rito religioso opportunamente riproposto il giorno prima con messa solenne all’aperto nello spiazzo davanti alla Chiesetta, celebrata dal Vescovo di Ischia e da altri sacerdoti coadiutori. Il primo vescovo di Ischia dopo Mons. Strineo che la consacrò, giunto in pellegrinaggio alla chiesetta di S. Anna per celebrare da una folta massa di fedeli, il secondo, continuando la tradizione, è stato Mons, Filippo Strofaldi Vescovo ad Ischia dal 1997.al 2012. L’ultimo Vescovo in ordine di tempo è stato Mons. Pietro Lagnese il predecessore del Vescovo attuale Mons, Gennaro Pascarella.

Foto Giovan GIuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

info@isciamondoblog.com

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex