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La festa per i 108 anni di nonna Gemma

di Isabella Puca

foto di Gennaro Savio

 

Barano – All’apparenza è sembrato un compleanno come un altro e invece, quello festeggiato sabato scorso a Barano è stato un compleanno davvero speciale. 108 anni non è un’età da tutti i giorni e la signora Gemma Migliaccio l’ha raggiunta con forza ed è ad oggi la decana dell’isola. I media dell’isola e non solo l’ hanno raggiunta a casa sua per il taglio della torta e ciò che subito è saltato all’occhio è l’immenso affetto da cui è circondata la signora Gemma e l’appetito di una giovincella. Il pranzo dei più che centenari? Cannelloni al forno, coniglio alla cacciatora, patatine fritte e il panettone e da bere? Coca cola e un bel bicchiere di vino rosso portato dal nipote che, assicura Gemma,  “è buonissimo”. Nelle immagini filmate da Gennaro Savio Gemma applaude mentre le cantano “Tanti auguri a te” felice, come una bambina al primo compleanno; sulla torta bordata di rosa le candeline che formano il numero 108 sembrano più luminose che amai. Un bacio ai nipoti più piccoli, fortunatissimi di avere in famiglia una donna così longeva che può ancora raccontare loro le atrocità delle due guerre mondiali e tanti aneddoti di una vita vissuta prima a Ponza e poi, a Ischia. Nata a Ponza il 9 gennaio del 1908, dopo la prematura morte del marito  si trasferì con la figlia sull’isola Verde. Gemma e Francesco si promisero amore nel’41, a Ponza, in  piena guerra mondiale, erano tempi duri, e per festeggiare fecero un pranzo in famiglia, «me l’hanno portato a casa e in 45 giorni l’ho conosciuto e sposato! Mi sono sposata perché dovevo sistemarmi». Da quell’unione nacque una figlia con la quale Gemma si recò sull’isola, lì a Ponza abitavano sulla spiaggia e sua figlia non poteva respirare troppo iodio. Paradossalmente, si recarono proprio sulla nostra isola, ma a Barano dove viveva una sua sorella. Per trent’anni lavorò come cuoca al ristorante “La Cernia” di Ponza e forse è da quella cucina che resta il suo bell’appetito. Gemma ha attraversato tutto il ‘900 vivendo in prima persona la tragedia delle due guerre mondiali e le atrocità della dittatura fascista. Ormai cieca e sorda da un orecchio, su ogni ruga del suo volto sembra essere impresso un ricordo. Anche se le foto in bianco e nero che ritraggono Gemma da giovane sono rimaste nella vecchia casa a Ponza, la più longeva dell’isola ricorda davvero tutto della sua vita trascorsa tra l’affetto incondizionato dei familiari. In tempi come quelli che stiamo vivendo, dove sembra vincere l’individualismo e l’egoismo, vedere tanto affetto nei confronti di una persona anziana, spesso lasciata andare alla vita all’interno di qualche stretto istituto, è una grande lezione di vita. Se è vero ciò che si dice, che “La donna non è vecchia finché ispira dell’amore” c’è da dire che qua di Amore ce n’è davvero tanto!!

 

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