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La festa di San Francesco a favore dei fratelli terremotati

foto Giovan Giuseppe Lubrano

Ischia – Hanno preso parte con gioia i ragazzi della scuola media “G. Scotti” di Ischia ai festeggiamenti in onore di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Lo scorso 4 ottobre, presso il convento dei Frati Minori alla Mandra le Sante Messe; quest’anno infatti il padre guardiano padre Mario Lauro ha deciso di non organizzare nessuna festa, ma di fare beneficenza ai fratelli dei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, colpiti dal terremoto lo scorso 21 agosto. I ragazzi della “Scotti” hanno animato la messa con i canti e, al momento dell’offertorio, hanno donato materiale di cancelleria che presto, i frati, faranno pervenire agli studenti che hanno iniziato quest’anno scolastico con il disagio. Attuale l’omelia che padre Mario ha celebrato durante la messa della sera, animata dalla corale “Inarime” diretta dal maestro Nicola Lauro, alla presenza delle autorità militari e del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. «Francesco – ha detto Padre Mario dall’altare – considera la terra creata da Dio come una madre. Ma a volte, come è possibile che questa “madre terra” si rivolt contro i propri figli, mettendo a repentaglio la sicurezza e la stabilità?  Anche noi abbiamo sperimentato questa paura lo scorso 21 agosto quando la terra della nostra isola ha tremato. L’uomo non si sente più custode della terra, ma un padrone dispotico che la usa e la sfrutta come sua proprietà, per il proprio uso e consumo. Si è snaturato il senso dell’appartenenza con il diritto di proprietà per farne ciò che si vuole. La terra si ribella contro tutto questo: non accetta che la si sfrutti e soprattutto la si vuole modificare. Per questo non è più una madre che nutre, sostiene e protegge i suoi figli. Se l’uomo non cambia la propria mente, la smania di delirio di onnipotenza che può fare tutto su tutti, ci ritroveremo come tanti robot telecomandati da altri che decideranno il nostro destino». Ed è al monito di San Francesco di amare il Creato che ha voluto ispirarsi anche il sindaco di Ischia, «Leggendo della Sua vita – ha detto Ferrandino dall’ambone a forma di barca –  ho scorto in due parole le caratteristiche del suo essere Santo: umiltà e amore per la natura. Se vogliamo seguire la voce di San Francesco ci dobbiamo mostrare solidali con i nostri fratelli che hanno subito maggiormente il terremoto e lo dobbiamo fare a piene mani, senza tirarci indietro, a cominciare dalle scuole dove molte famiglie stanno affrontando i doppi turni. Dobbiamo avere quello spirito di solidarietà per affrontare con loro questi particolari momenti difficili che sono sicuro in futuro ci renderanno ancora di più comunità.  Nel “Cantico delle creature” San Francesco loda Dio per la nostra Madre Terra e guardando alla nostra bella Ischia non possiamo che trarre un monito dalle sue parole: essere i custodi del creato e quindi della nostra bella isola. Siamo fortunati, abbiamo il mare e la montagna tutto a pochi passi, l’isola riesce a essere bella in ogni stagione, ma spesso siamo così presi dalle nostre cose che ce ne dimentichiamo. Dobbiamo amare maggiormente la nostra terra e lo dobbiamo fare nella quotidianità rispettando quelli che sono gli orari di conferimento della nettezza urbana, nel non sporcare il paese, nel rispettare i divieti di sosta e di accesso, sono provvedimenti necessari a rendere la nostra terra più bella.  Ischia ci è stata donata ed è nostro dovere proteggerla, per noi, per i nostri figli e i turisti che ogni volta ci scelgono».

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