La giustizia isolana e il bicchiere pieno
Ieri mattina visita alla sezione distaccata di Ischia di Gian Piero Scoppa, presidente del Tribunale di Napoli. L’incontro con gli avvocati e gli amministratori isolani e poi un plauso al presidio di casa nostra: «Ho trovato una struttura adeguata destinato a diventare un gioiello e non più una sede periferica con un futuro incerto»

E’ giunto sull’isola di fatto a sorpresa, annunciando la sua presenza soltanto nella serata di mercoledì. Ieri mattina Gian Piero Scoppa, presidente del Tribunale di Napoli, si è recato in visita presso gli uffici della sezione distaccata di Ischia in via Michele Mazzella. Ad attenderlo gli amministratori dei Comuni isolani (tra cui i sindaci di Ischia e Serrara Fontana Enzo Ferrandino e Irene Iacono) e una cospicua delegazione dell’avvocatura isolana capitanata dal presidente dell’Associazione Forense dell’Isola d’Ischia Alberto Morelli. Presente anche Carmine Foreste, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Al termine del sopralluogo abbiamo raccolto le impressioni di Scoppa.
Presidente, la prima domanda è quasi inevitabile: quali sono le sue impressioni dopo questa visita alla sezione distaccata di Ischia?
«Posso dire di essere molto soddisfatto. Ho trovato una struttura adeguata, funzionale, con uffici ben organizzati e un clima di efficienza complessiva. Il risultato è frutto di un intervento mirato a rendere pienamente operativa la sezione distaccata di Ischia, che – ne sono convinto – è destinata a diventare un vero e proprio gioiello del Tribunale di Napoli. Non si tratta affatto di una sede periferica destinata a un futuro incerto, ma di un presidio vivo, con udienze regolari, avvocati presenti e ambienti idonei a garantire la corretta gestione del servizio giudiziario».
C’è però sempre un margine di miglioramento. In che cosa il “bicchiere” può essere considerato mezzo vuoto?
«In realtà direi che il bicchiere è pieno, quasi fino all’orlo. Naturalmente, come in ogni realtà complessa, c’è sempre spazio per migliorare. Al momento, però, non riscontro criticità significative che possano destare preoccupazione».
Come si può difendere e preservare un presidio di giustizia così importante in una realtà insulare come Ischia?
«Il tema non è nuovo: risale ai primi anni del nuovo millennio, quando nel 2013 vennero abolite tutte le sezioni distaccate d’Italia, fatta eccezione per quelle di Lipari, Ischia e dell’Isola d’Elba. La nostra intenzione è quella di continuare a difendere la sezione distaccata di Ischia finché se ne riterrà opportuna la permanenza. Fino a quel momento garantiremo, nei limiti del possibile, il massimo dell’efficienza e del funzionamento. Naturalmente le decisioni di carattere politico e amministrativo che riguardano l’organizzazione nazionale della giustizia non spettano al singolo presidente di tribunale, ma al Ministero e agli organi centrali competenti».
Negli ultimi mesi si è parlato molto del funzionamento del settore penale, che a un certo punto sembrava destinato a essere spostato definitivamente dalla sede ischitana. Cosa è accaduto realmente?
«Tengo a precisare che la mia vicinanza alla sezione di Ischia rientra nella più ampia attenzione che la Presidenza del Tribunale di Napoli riserva a tutte le sue articolazioni. La vicenda relativa al settore penale di marzo scorso è stata, in realtà, il frutto di un equivoco. La misura allora adottata dalla Presidenza – prima del mio insediamento, anche se in qualità di facente funzione – era stata imposta dalla necessità di fronteggiare un momento di emergenza. Fin da subito, però, era stato programmato l’invio di un magistrato togato, non appena disponibile, per garantire la piena ripresa dell’attività giudiziaria. Ed è esattamente ciò che è avvenuto: l’assegnazione del nuovo magistrato ci ha consentito di riattivare a pieno regime la sezione penale di Ischia. E poi…».
E poi?
«Abbiamo anche previsto un ulteriore rafforzamento, affidando al magistrato togato la gestione dei procedimenti in materia edilizia e ambientale connessi a misure cautelari reali. Si tratta di un passo importante, perché consente di gestire direttamente sul territorio tali procedimenti, assicurando tempestività ed efficienza nell’azione giudiziaria».
Nelle scorse settimane si è parlato di un possibile spostamento di competenze dai giudici onorari di pace (GOP) ischitani alla sede centrale per quanto riguarda le misure edilizie e ambientali. La questione è stata risolta?
«Sì, il problema è stato chiarito. Non è previsto alcuno spostamento dalla sede ischitana verso la sede centrale. I processi penali restano gestiti dal magistrato togato, mentre i giudici onorari mantengono il proprio ruolo di supporto per i procedimenti che non richiedono la competenza esclusiva del togato. La misura che abbiamo adottato, infatti, attribuisce al magistrato togato anche la gestione dei reati edilizi e ambientali in presenza di una misura cautelare reale. È una decisione alla quale teniamo molto, perché serve a garantire la tutela sia delle indagini della Procura sia dei diritti dei cittadini, grazie alla presenza di un giudice togato sul territorio. Potrebbero emergere, in casi particolari, situazioni di incompatibilità del magistrato togato, ad esempio quando sia già intervenuta una misura cautelare reale. In tali circostanze, per prevenire possibili problemi in fase dibattimentale, la trattazione avverrà nella cosiddetta fase pre-dibattimentale presso la sede centrale di Napoli. Si tratta di una misura puramente organizzativa, volta a evitare successivi rinvii o spostamenti dei procedimenti».
Passiamo ora al settore civile: ha nominato un nuovo giudice dedicato e ha visitato i locali. Qual è la situazione attuale e quali prospettive ci sono?
«Il settore civile è destinato a un rilancio significativo. È prevista l’applicazione di più magistrati, anche provenienti dalla sede centrale, che lavoreranno per la sezione di Ischia attraverso il sistema della trattazione scritta. Questa modalità consentirà di smaltire, almeno in una prima fase, l’arretrato relativo agli appelli pendenti contro le sentenze del giudice di pace e di intervenire sulle cause ultratriennali ancora in attesa di definizione. È una misura in cui crediamo molto, anche perché la sede centrale dispone di settori specializzati in grado di offrire un contributo rilevante. «Siamo fiduciosi che, entro la prossima scadenza del PNRR, fissata per il 30 giugno, i ruoli della sezione di Ischia possano essere pienamente gestibili e in linea con i tempi di tutela dei diritti dei cittadini. L’obiettivo è assicurare una giustizia efficiente, tempestiva e vicina al territorio».







