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La Lega sfonda nelle Isole

La Lega di Matteo Salvini, forse perché ha tolto la parola Nord dal simbolo o forse perché ha aperto un fronte molto conflittuale con de Magistris, a Napoli e in Campania ha fatto segnare una presenza che prima non c’era. E non sono soltanto le quasi sicure elezioni di Gianluca Cantalamessa e Pina Castiello, targati Lega, sono un segno tangibile. Ma alcune per certe percentuali raggiunte in Comuni dove, storicamente, della Carroccio non c’era traccia. E, soprattutto, i quasi 170 mila voti rastrellati. Se infatti è vero che nel collegio «Campania 1» — quello di Napoli città e che vede Ischia, Capri e Procida — la percentuale è stata del 2,89%, quasi il doppio è stata invece quella raggiunta nel primo collegio di «Campania 2», con il 6,04 %; il 5,65% nel secondo collegio di «Campania 2»; e il 5,61% nel terzo collegio, sempre di «Campania 2». Poco? Probabilmente no. Anche perché sono percentuali che, all’interno della coalizione del centrodestra, mettono la Lega davanti a partiti che invece in Campania erano molto più radicati, come Fratelli d’Italia e l’Udc.

Significative poi anche le percentuali che il partito di Salvini ha toccato in alcune località turistiche del napoletano, come Capri, Ischia e Procida. Partiamo da Capri, dove la Lega ha raggiunto il 7,68%; dato che diventa un po’ più basso ad Anacapri, dove il Carroccio ha toccato il 6,51% delle preferenze. Anche a Ischia la Lega ha lasciato traccia con il 5,52%. Mentre nella terza isola napoletana, Procida, la percentuale raggiunta è stata del 3,21. Numeri che al Nord sottolineano con grande soddisfazione. Perché in qualche misura, seppur non straripante, consentono alla Lega di mettere una «bandierina» in territori fino a cinque anni fa sconosciuti e ostili.

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