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La lenta agonia del polmone verde dell’isola

Un primo report sulle condizioni del bosco della Maddalena, dopo la ricognizione eseguita nei giorni scorsi dall’agronomo Francesco Mattera in rappresentanza del CSII

La ricognizione è stata eseguita nelle prime ore del mattino di venerdì 30 agosto dall’agronomo Francesco Mattera, in rappresentanza del Centro Studi Isola d’ Ischia ( CSII), e dall’architetto Simone Verde in rappresentanza di Lega Ambiente, sezione di Ischia. I due esperti hanno percorso in lungo ed in largo l’intero bosco, partendo dalla strada interna che si innesta dalla statale all’altezza del Castiglione.

Scopo della missione , verificare le condizioni di salute generale del prezioso ecosistema , soprattutto nella parte di esso costituita dalla pineta seminata a partire dalla fine degli anni quaranta e fino ai primi anni degli anni cinquanta dello scorso secolo. L’agronomo Mattera, da noi sentito, ci ha informato che l’intero bosco copre una superficie complessiva di circa 46 ettari, dei quali circa 27 a pineta. La restante parte è costituita prevalentemente da una lecceta pura che si estende dai margini alti della pineta fino al Fondo D’Oglio, con varie propaggini e inclusioni di macchia mediterranea. I due studiosi hanno purtroppo dovuto verificare come la pineta che , ricordiamo, è costituita tutta da pino domestico ( Pinus pinea L.), ha subito anche quest’anno una violenta infestazione da parte della cocciniglia Toumeyella parvicornis.

Per intenderci, quella cocciniglia che è stata responsabile della falcidia di pini soprattutto nelle pinete storiche di Ischia , lungo le strade e nei parcheggi dello stesso comune, nella pineta di Fiaiano del Comune di Barano, ed ovunque sull’isola ci sono ( o c’erano!) pini. Già lo scorso anno la pineta della Maddalena, nella parte più bassa a ridosso della ex SS 270, fu impattata severamente dal parassita determinando la morte di centinaia di pini, poi oggetto di tagli non tanto controllati nello scorso inverno. In quell’occasione sembravano essere stati risparmiati gli altri pini che si estendevano fino al limite del Comune di Barano in località Cretaio. I due esperti hanno invece dovuto constatare che quest’anno l’infestazione si è propagata sulla intera pineta con previsioni molto pessimistiche sulla possibilità di sopravvivenza della stessa. Il tutto aggravato dalla perdurante siccità e dalle alte temperature che hanno favorito il parassita nel compiere quest’anno ben tre cicli completi.

All’atto del sopralluogo infatti da tutti gli alberi cadeva al suolo una densa pioggia di melata prodotta dalle migliaia di insetti che infestano ogni singolo albero. Un elemento di speranza segnalato dai due esperti è la vitalità del sottobosco che in ampi tratti della pineta sta emergendo con uno sviluppo considerevole e di cui si dovrà tenere conto in un’ auspicabile pianificazione di restauro della pineta con finanziamenti pubblici. Altro elemento positivo,segnalato da Mattera e Verde, è lo stato di salute ottimale della lecceta pura e della macchia mediterranea, accreditati di maggiore equilibrio e resilienza biologica nei confronti di avversità di qualsiasi genere. Alla domanda su cosa si possa fare per ridare vitalità e bellezza al paesaggio così violentemente deturpato, i due studiosi hanno risposto che molto si può fare , ma solo con idee chiare supportate dalla scienza e con una progettualità scevra da empirismi e scelte inopportune. Non nascondendo obbiettive difficoltà di carattere operativo ( tra cui il taglio degli alberi morti senza danneggiare troppo il sottobosco), i due tecnici hanno preannunciato una loro conferenza pubblica sotto l’egida delle rispettive associazioni (Centro Studi e Lega Ambiente) con la quale riferiranno con maggiore dovizia di particolari sulla stato del bosco e sulle possibili azioni che si possono mettere in campo per la sua rinascita.

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