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La lenta (e triste) agonia di Cava dell’Isola

DI GAETANO FERRANDINO

FORIO – Potremo discutere che la colpa è di questo piuttosto che di quello o di quell’altro, ma la verità è che importa decisamente molto poco. Le foto che vedete rappresentano un colpo al cuore per tutti coloro che vivono o hanno vissuto la magia della spiaggia di Cava dell’Isola, conservandone ricordi indelebili. E che oggi, da paradiso e oasi sono costretti a guardarla così, come la vedete, quasi come reduce da un bombardamento bellico, se non addirittura peggio. Sono passati tre anni, contrassegnati da chiacchiere infinite. Tre anni ad attendere un intervento dell’amministrazione comunale, passati ad aspettare che l’albergatore privato mettesse mano alla tasca e presentasse finalmente questo benedetto progetto, tre anni trascorsi anche a fare il pari e il dispari se fosse il caso o meno di concedere la discesa a mare per i clienti dell’albergo. Nel mezzo ordinanze di interdizione che apparivano e scomparivano a seconda delle stagioni, un rischio concreto per i bagnanti che molto spesso se ne sbattevano i c… dello stesso, e ancora inferriate e recinzioni indegne di quella che per decenni è stata una cartolina della nostra isola.

Ma come succede sempre dalle nostre parti, la stagione è come il santo: passata la sua ricorrenza, passata la festa. Siamo a Natale, adesso fa freddo, le spiagge non sono frequentate ed allora perché porsi un problema inutile? Se ne riparlerà a marzo, in primavera, quando un’altra Pasqua si avvicinerà ed un’altra stagione turistica starà per aprire i battenti. A quel punto, naturalmente, andrà in scena il remake di un film già visto e stravisto: si potrà soltanto chiacchierare del più e del meno, un’altra estate arriverà e quello sconcio resterà lì. Esattamente com’è. Anzi, la verità è che presumibilmente le cose andranno sempre peggio e in fondo è la cronologia degli eventi che lo racconta in maniera implacabile: più passa il tempo, più la natura e il fato avverso si divertono a sfregiare in maniera sempre più impietosa Cava dell’Isola, o sarebbe il caso di dire… quello che ne resta. Sullo sfondo, appare alquanto scontato ribadirlo ancora una volta, certi incomprensibili rapporti tra pubblico e privato, col primo che non spinge perché il secondo ponga rimedio a quelle che parrebbero (usiamo sempre il condizionale, va) essere delle sue innegabili responsabilità. E in tutto questo, manco a dirlo, non si capisce come sia possibile che nessuno si prenda la briga di aprire un’inchiesta, per capire se quei rapporti appena accennati non possano essere etichettati col termine certo meno gradevole di “commistioni”.

Quella di Cava dell’Isola una brutta storia che va avanti da troppo tempo, esattamente dal 2013, quando l’arenile frequentatissimo dai giovani fu interessato dal crollo di un costone che causò la chiusura al pubblico dell’arenile per diversi mesi. La spiaggia venne poi riaperta solo a Luglio 2014, dopo una serie di interventi di emergenza che prevedevano l’installazione di reti e pali di ferro lungo tutto il perimetro circostante, messi a protezione di eventuali frane. Gli amministratori avevano promesso che prima dell’apertura della stagione 2015 l’arenile trasformato come dire in una “palizzata per detenuti” sarebbe tornato a posto. L’ennesima disfatta, insomma, per quanti in questi anni si sono battuti in nome di Cava dell’Isola e di chi, ancor prima del 2013, scese in campo in più di un’occasione per denunciare la sempre più insistente presenza di strutture edilizie costruite nella zona e che avrebbero portato alla perdita dell’arenile. Strutture tra le quali figura anche quella alberghiera della “Baia della Sirene” facente capo al gruppo Casthotels srl. A giugno arrivò la notizia che pareva essere risolutiva, quella che voleva l’amministratore della Casthotels  Ciro Castiglione  interessato ad assumersi l’onere di porre fino allo scempio fin qui raccontato. Secondo quanto si apprendeva, infatti, l’imprenditore aveva dato mandato a una serie di professionisti e a spese proprie dopo uno studio di fattibilità ha fatto redigere un progetto d’intervento sull’area, il cui costo è stato di circa 85.000 euro. L’area di intervento del progetto a difesa di Cava dell’Isola sarebbe invece realizzato dalla società Idrogeo srl di Sorrento, il cui costo presunto per la realizzazione del progetto sarà di circa 600.000 euro sempre a carico di Castiglione. Insomma, si sperava e si spera che sia la volta buona, anche se naturalmente i progetti di cui sopra dovranno necessariamente passare al vaglio della Sovrintendenza. Nel frattempo siamo arrivati a Natale e il silenzio e lo schifo che raccontano le foto sono decisamente eloquenti.

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