CRONACA

La lettera di Antonio e Marika: «le nostre spiagge non vadano all’asta»

I rappresentanti di Bagno Maria alla Mandra e del Lido Solemar a San Pietro hanno scritto una nota diventata virale sui social contro la proposta di legge sulle concessioni demaniali marittime

Un appello che parte dall’isola di Ischia contro la proposta di legge sulle concessioni demaniali marittime. A scriverlo sono Antonio Pilato e Marika Buono rispettivamente i rappresentanti del Bagno Maria alla Mandra e del Lido Solemar a San Pietro a Ischia. «In questi giorni stiamo seguendo con il cuore in gola le vicende relative alle riassegnazioni delle concessioni demaniali marittime, dopo l’annullamento della proroga al 2033», esordiscono i due che lo scorso 10 marzo sono scesi in piazza a Roma insieme ad altri 5mila balneari provenienti da tutta Italia per manifestare dissenso nei confronti della proposta di legge relativa alle concessioni demaniali marittime. «Finirebbe un’era», continuano. «Sì, perché se lo spauracchio delle aste (è giusto chiamare le cose con il loro nome reale) facesse realmente capolino sulle nostre attività, non sarebbe solo un dramma economico. Aspetto che sarebbe comunque da mettere in primo piano perché coinvolgerebbe diverse famiglie che, con la fatica del lavoro in spiaggia, si sono garantite per anni la dignità di poter vivere serenamente la quotidianità. Ma noi non siamo così, non abbiamo mai ridotto la nostra esistenza al mero denaro. Quello ce lo siamo sempre sudato e continueremo a farlo a prescindere da come andrà questa storia. Statene certi».

«Per noi su “quei lembi di sabbia” -spiegano – c’è molto di più o forse c’è tutto quello che solo la gente come noi può capire. C’è la storia dei nostri nonni e delle nostre famiglie. Sono stati loro ad aver fatto enormi sacrifici per ottenere quelle concessioni di cui oggi ci vogliono privare solo per dare il contentino all’Europa». I due chiedono «solo dei criteri equi per poter continuare a fare ciò che facciamo da sempre: accogliere i turisti e garantire loro un sereno soggiorno a “casa nostra”». Le spiagge, i lidi dell’isola sono definiti “casa nostra” «perché nessuno ce l’ha regalata per grazia divina, ce la siamo guadagnata negli anni con i sacrifici e gli investimenti. E il sol pensiero che un domani possa finire in chissà quali mani ci lacera nel profondo». E da qui una serie di domande: «Che ne sanno queste persone di quello che si prova dopo una lunga giornata lavorativa di agosto, quando ormai sono andati via tutti e ci lasciamo cullare dal rumore del mare? Che ne sanno dell’emozione con il quale diamo il benvenuto ai nuovi arrivati desiderosi di godersi la nostra isola e il panorama del Castello Aragonese? E soprattutto, con quale titolo i potenziali affaristi possono sostituirsi a noi nella cura del cliente? Possono questi impostori avere contezza delle loro esigenze? Per anni li abbiamo coccolati e loro si sono affezionati a noi rinnovandoci la loro fiducia. Pensate che rapporti del genere si costruiscano solo con i soldi? No. Ci vuole empatia, professionalità e quel sorriso che non ci siamo mai fatti mancare, perché noi figli del mare non conosciamo la tristezza nel nostro habitat naturale». La lettera- appello di Antonio Pilato e Marika Buono si conclude con un’amara considerazione: «Chi spiegherà ai nostri clienti che ci hanno visto nascere e crescere che dal 2024 non saremo più noi ad accoglierli e a soddisfare le loro richieste?». Ed ancora: «Sulle nostre spiagge c’è anche la loro storia e il loro vissuto, che andrebbero persi. Se è questo che volete, fate pure. Sappiate però che venderemo cara la pelle per noi e per chi ci preferisce da sempre. La nostra anima non si vende all’asta, né ora né mai».

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Fabio

Bella lettera che è pieno di sincero sentimento. Ma la questione è sempre la stessa uno non può dare una concessione di generazione in generazione perché il comune lo ha concesso per ovvi motivi. Chi ha avuto la concessione in passato crede forse di averla ricevuta per intercessione divina?

Carlo

Nostre? La mafia è finita…..

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex